AGENZIA DELLE ENTRATE

Autorizzazione Effettuazione Operazioni Intracomunitarie

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Autorizzazione Effettuazione Scambi Intracomunitari
Ultimo Aggiornamento: 21/01/2011 - Numero Download: 636

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L’AUTORIZZAZIONE PER L’EFFETTUAZIONE DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI

Le aziende che intendono effettuare scambi intracomunitari di beni devono esprimere tale volontà in occasione della dichiarazione di inizio attività o mediante apposita istanza.

L’Agenzia delle Entrate, a seguito di specifici controlli sulla posizione del contribuente, può negare o revocare l’autorizzazione all’effettuazione delle operazioni intracomunitarie.

Il nuovo obbligo interessa anche i soggetti già in attività, per i quali sono previsti specifici adempimenti a seconda della data di inizio dell’attività.

IL QUADRO NORMATIVO

Il DL 78/2010, c.d. “Manovra correttiva”, ha modificato l’art. 35, DPR 633/1972, prevedendo, in capo ai soggetti che intendono effettuare operazioni intracomunitarie, la necessità di ottenere una specifica autorizzazione dall’Agenzia delle Entrate.

La stessa disposizione ha inoltre precisato che, con un apposito provvedimento, l’Agenzia delle Entrate avrebbe fissato le modalità di diniego o revoca dell’autorizzazione ed istituito una banca dati dei soggetti operanti in ambito comunitario.

L’Agenzia delle Entrate ha dato corso alla disposizione emanando, in data 29.12.2010, gli specifici provvedimenti attuativi:

  • Provvedimento 2010/188376, concernente le modalità di diniego o revoca dell’autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie;
  • Provvedimento 2010/188381, con le modalità ed i criteri di inclusione dei soggetti passivi IVA nella banca dati dei soggetti operanti in ambito comunitario.

In sostanza, al fine di contrastare le frodi IVA comunitarie, il Legislatore ha attribuito all’Agenzia delle Entrate la facoltà di negare o revocare l’autorizzazione ad effettuare scambi intracomunitari.

Nota

Attenzione, la nuova disciplina prevede specifici adempimenti anche in capo ai soggetti già in attività.

L’AUTORIZZAZIONE PER I SOGGETTI CHE INIZIANO L’ATTIVITA’

Per i soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa (o istituiscono una stabile organizzazione nel territorio nazionale), il Provvedimento 2010/188376 prevede l’obbligo di manifestare la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie nella dichiarazione di inizio attività.

In particolare, tale determinazione va comunicata all’Agenzia delle Entrate o al Registro delle Imprese mediante la Comunicazione Unica.

soggetto

modello

quadro

Imprese individuali e lavoratori autonomi

AA9

Quadro I
“Operazioni intracomunitarie”

Soggetti diversi dalle persone fisiche

AA7

Una volta ricevuta tale comunicazione, l’Agenzia delle Entrate effettua una specifica attività di verifica e controllo articolata in tre fasi:

  • entro 30 giorni verifica la correttezza formale dei dati forniti ed effettua una valutazione preliminare dei possibili fattori di rischio.

Se la verifica ottiene esito positivo, il richiedente viene iscritto nell’archivio informatico dei soggetti autorizzati VIES (VAT Information Exchange System); se l’esito è negativo, l’Agenzia emana un provvedimento di diniego all’effettuazione di scambi intracomunitari.

Normativa Intrastat

Normativa

Il provvedimento di diniego viene emesso entro 30 giorni dall’inoltro della dichiarazione di inizio attività. In questi 30 giorni il contribuente non può effettuare operazioni intracomunitarie ma limitarsi alle sole operazioni interne. A partire dal 31° giorno, in mancanza del provvedimento di diniego, il contribuente viene inserito nell’archivio informatico dei soggetti autorizzati alle operazioni intracomunitarie (c.d. “silenzio-assenzio”) ed è legittimato all’effettuazione di scambi intracomunitari.

  • entro i successivi 6 mesi, l’Agenzia delle Entrate effettua ulteriori controlli, maggiormente approfonditi, nei confronti dei soggetti inclusi nell’archivio VIES.

Se l’ulteriore verifica ha esito positivo, il soggetto rimane iscritto nell’archivio informatico dei soggetti autorizzati; se l’esito è negativo, l’Agenzia emana un provvedimento di revoca dell’autorizzazione.

  • i soggetti iscritti nell’archivio VIES saranno comunque oggetto di controlli periodici. In caso di esito negativo, sarà emanato un provvedimento di revoca dell’autorizzazione.
Normativa Intrastat

Normativa

I provvedimenti di diniego (e revoca) sono impugnabili dinanzi alle Commissioni Tributarie territorialmente competenti, entro 60 giorni dalla data di notificazione.

Di seguito le cause di diniego o revoca dell’autorizzazione per l’effettuazione degli scambi intracomunitari.

cause di diniego o revoca
  • mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dal DPR 633/1972, che comportano la cessazione d’ufficio della partita IVA
  • mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti per l’inclusione nell’archivio informatico dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie;
  • analisi del rischio della posizione del contribuente sulla base dei criteri individuati nel Provvedimento 2010/188381
  • riscontro circa l’esattezza e la completezza dei dati forniti per l’identificazione ai fini IVA ai sensi dell’art. 214, Direttiva n. 2006/112/CE
  • soggetto IVA che ha dichiarato di non esercitare più la propria attività economica o per il quale l’Amministrazione ha ritenuto che non eserciti più l’attività
  • soggetto che ha dichiarato dati falsi per l’identificazione IVA o non abbia comunicato eventuali variazioni dei propri dati talché, se gli Uffici ne fossero stati a conoscenza, avrebbero rifiutato l’identificazione o avrebbe cessato la partita IVA
  • riscontro di gravi inadempimenti relativi agli obblighi dichiarativi IVA nei 5 anni precedenti alla dichiarazione di volontà
  • precedente coinvolgimento in frodi fiscali del titolare della ditta individuale, del legale rappresentante, degli amministratori o dei soci del soggetto richiedente l’autorizzazione
  • altri elementi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria rappresentativi di criticità e di rischio

Per quanto riguarda il suddetto punto 3), il Provvedimento 2010/188381, oltre a individuare i criteri e le modalità di inclusione delle partite IVA nell’archivio VIES, indica anche gli elementi di rischio su cui l’Agenzia delle Entrate deve fondare le proprie valutazioni per l’inserimento nell’archivio informatico VIES.

elementi di rischio relativi:
  • alla tipologia e modalità di svolgimento dell’attività operativa, finanziaria, gestionale, nonché ausiliaria da parte del soggetto richiedente
  • alla posizione fiscale del soggetto richiedente (assumono particolare rilevanza le omissioni e incongruenze nell’adempimento degli obblighi di versamento o dichiarativi)
  • al titolare della ditta individuale, al rappresentante legale, agli amministratori, ai soci del richiedente
  • a collegamenti con soggetti direttamente e/o indirettamente coinvolti in fenomeni evasivi

 

L’AUTORIZZAZIONE PER I SOGGETTI GIA’ IN ATTIVITA’

Le nuove disposizioni trovano applicazione anche per i soggetti già in attività, i quali, tranne alcuni casi, sono tenuti a presentare un’apposita istanza per restare inclusi nell’archivio VIES e poter, quindi, continuare ad effettuare scambi intracomunitarie.

Normativa Intrastat

Normativa

Allo stesso modo, i soggetti iscritti nell’archivio VIES possono chiedere la revoca dell’opzione, con un’apposita istanza da presentare all’Agenzia delle Entrate.

In particolare, occorre distinguere tra:

  • soggetti con inizio attività tra il 31 maggio 2010 ed il 28 febbraio 2011;
  • soggetti con inizio attività anteriore al 31 maggio 2010.

inizio attività dal 31.5.2010 al 28.2.2011

Il Provvedimento 188376 prevede l’esclusione automatica dall’archivio, entro il 28 febbraio 2011, per i soggetti che:

  • hanno presentato la dichiarazione di inizio attività (mod. AA7/AA9) senza manifestare la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie;
  • nel secondo semestre 2010 non hanno posto in essere operazioni intracomunitarie e presentato i relativi mod. INTRASTAT.

Nota

Pertanto, i soggetti che hanno manifestato la volontà di realizzare operazioni intracomunitarie nella dichiarazione di inizio attività o effettuato operazioni intracomunitarie (presentando i relativi elenchi INTRA) nel secondo semestre 2010, saranno confermati nell’archivio VIES.

I soggetti per i quali è prevista l’esclusione automatica dall’archivio entro il prossimo 28 febbraio, invece, se intendono effettuare operazioni intracomunitarie, devono richiedere l’inclusione nell’archivio mediante un’apposita istanza da presentare all’Agenzia delle Entrate.

Nota

Attenzione, in questo caso opera la sospensione della soggettività passiva per le operazioni intracomunitarie come per i soggetti che iniziano l’attività (30 giorni dalla data di presentazione dell’istanza).

Si ritiene, tuttavia, che se l’istanza viene presentata entro il 29 gennaio 2011, le operazioni intracomunitarie possano proseguire senza soluzione di continuità in quanto il periodo dei 30 giorni viene a cadere entro il 28 febbraio 2011 (data prima della quale non può essere comunque disposta l’esclusione e fino alla quale il contribuente può legittimamente operare in ambito comunitario).

inizio attività anteriormente al 31.5.2010

Il Provvedimento 188376 prevede l’esclusione automatica dall’archivio, entro il 28 febbraio 2011, per i soggetti che:

  • non hanno presentato i mod. INTRASTAT nel 2009 e 2010;
  • non hanno adempiuto agli obblighi dichiarativi IVA per il 2009.

Nota

Pertanto, i soggetti che hanno presentato i mod. INTRA negli anni 2009 e 2010 e regolarmente presentato la dichiarazione IVA 2010 (per il 2009), saranno confermati nell’archivio VIES.

I soggetti che saranno esclusi dall’archivio entro il 28 febbraio 2011, qualora intendano porre in essere operazioni intracomunitarie, possono richiedere l’inclusione nell’archivio mediante apposita istanza da presentare all’Agenzia delle Entrate.

Anche in questo caso opera il periodo di sospensione di 30 giorni (e la problematica può essere risolta con la presentazione dell’istanza entro il 29 gennaio 2011).

i controlli sui soggetti già in attività

I soggetti già in attività che presentano l’istanza per rimanere inclusi nell’archivio VIES, sono soggetti alle medesime attività di controllo effettuate sui soggetti che iniziano l’attività. In particolare, le verifiche maggiormente approfondite saranno effettuate entro il 31.7.2011.

facsimile istanza

                                                                                                                       Spett.le Agenzia delle Entrate
Ufficio di ………………………

Il sottoscritto Amilcare Barca, nato a Ravenna (RA) il 30 maggio 1971 ed ivi residente in Via Tito Livio, 11, Codice Fiscale BRC MCR 71E30 H199U, in qualità di rappresentante legale della società “Tanit S.r.l.”, con sede in Faenza (RA), Via Volta, 1, partita IVA 02179470394, ai sensi dell’art. 35, comma 7-ter, del D.P.R. n. 633/1972 e del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2010/188376 del 29 dicembre 2010,
dichiara
di voler porre in essere operazioni intracomunitarie di cui al titolo II, capo II, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, per i seguenti importi presunti relativi all’anno 2011:

  • cessioni di beni € 250.000;
  • acquisti di beni € 150.000.

A tali fini, si rammenta che la dichiarazione di inizio di attività è stata presentata il 20 maggio 2005.
Faenza, li 29/01/2011                                                                                     Firma

PROBLEMI APERTI

L’obbligo di manifestare la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie si riferisce alle operazioni di cui al Titolo II, Capo II, DL 331/1993, ossia alle cessioni e agli acquisti intracomunitari di beni.

Pertanto, considerato che le prestazioni di servizi intracomunitarie sono disciplinate, a decorrere dal 1° gennaio 2011, dal DPR 633/1972, a rigor di logica parrebbe quasi che l’autorizzazione non sia necessaria per l’effettuazione di servizi, attivi e passivi, tra operatori UE.

Tuttavia, il possesso di un valido numero di identificazione IVA incluso nella banca dati VIES costituisce un elemento indispensabile per poter effettuare (o ricevere) le prestazioni di servizi UE. Si ritiene, pertanto, che l’autorizzazione operi anche con riferimento alle prestazioni di servizi. Sul punto è comunque auspicabile un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate.

BREVI CONCLUSIONI

Allo stato attuale non è ancora stato chiarito quali possano essere le conseguenze nel caso in cui il contribuente effettui operazioni intracomunitarie nel periodo di sospensione (ossia, nei 30 giorni a disposizione dell’Agenzia per effettuare i primi controlli) o in caso di diniego o di revoca dell’autorizzazione.

E’ comunque plausibile, considerata l’esclusione della partita IVA dalla banca dati VIES, che non possano essere applicate le disposizioni ex DL 331/1993 (compresa la non imponibilità IVA per le cessioni).

Si ritiene pertanto, che in tali ipotesi le operazioni dovranno essere assoggettate a imposta nel Paese di partenza dei beni.

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Autorizzazione Effettuazione Scambi Intracomunitari
Ultimo Aggiornamento: 21/01/2011 - Numero Download: 636

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1 comment to Autorizzazione Scambi Intra

  • LetiziaB

    Rispondo a:
    LetiziaB

    “Salve, avrei due quesiti: 1) anche per effettuare acquisti di beni dalla Repubblica di San Marino occorre essere iscritti all’archivio VIES? 2) qualora fossero stati effettuati acquisti intracomunitari senza essere iscritti all’archivio VIES, cosa è opportuno fare? Grazie.”

    Pur in assenza di specifici chiarimenti ministeriali si ritiene che l’obbligo di preventiva autorizzazione per gli scambi intracomunitari non trovi applicazione in relazione alle operazioni effettuate con San Marino (il cui territorio, tra l’altro, non appartiene alla UE).

    Infatti, il Provvedimento n. 2010/188376 dispone che: “Nella dichiarazione di inizio attività ai fini IVA deve essere espressa l’eventuale volontà di porre in essere operazioni di cui al titolo II capo II del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331.”

    Il riferimento al DL 331/1993 non può che escludere San Marino dal novero delle operazioni intracomunitarie.

    Per quanto riguarda le conseguenze dell’acquisto intracomunitario effettuato senza preventiva autorizzazione, occorre innanzitutto premettere che il cedente comunitario, prima di dar corso all’operazione, ha comunque l’onere di verificare l’iscrizione nell’archivio VIES della controparte.

    Pertanto, una volta verificata l’invalidità della partita IVA dell’acquirente, il soggetto estero dovrebbe al più emettere una fattura assoggettata alla locale imposta.

    Può comunque capitare che in presenza di rapporti commerciali instaurati da lungo tempo, il cedente ometta di effettuare la verifica dell’archivio VIES oppure che l’autorizzazione venga revocata in un periodo successivo al controllo.

    In tali ipotesi, pur in assenza di specifici chiarimenti, si ritiene che l’operatore nazionale sia passibile della sanzione amministrativa prevista dall’art. 11, D.Lgs. 471/1997, per omessa comunicazione prescritta da una legge tributaria (sanzione amministrativa da € 258 a € 2.065).

    La sanzione dovrebbe essere applicata con riferimento a tutte le operazioni effettuate nel periodo senza autorizzazione (e, quindi, indipendentemente dal numero di operazioni effettuate o dall’ammontare dell’imposta).

    Resta da comprendere se l’assoggettamento a imposta dell’operazione da parte dell’acquirente nazionale (ossia, l’integrazione della fattura estera), integri comunque l’assolvimento dell’imposta oppure se risulti comunque applicabile la sanzione per omesso versamento dell’imposta (dal 100% al 200% dell’IVA).

    Sul punto è auspicabile un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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