AGENZIA DELLE ENTRATE

Black List per le Stabili Organizzazioni

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Black List per le Stabili Organizzazioni
Ultimo Aggiornamento: 27/12/2010 - Numero Download: 223

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COMUNICAZIONE BLACK LIST ANCHE PER LE STABILI ORGANIZZAZIONI

Le operazioni che avvengono tra la stabile organizzazione di un soggetto economico residente in Italia, stabilita in un Paese a fiscalità privilegiata, ed i soggetti economici ivi operanti devono essere riepilogate nella comunicazione “black list”.

Infatti, secondo l’Agenzia delle Entrate, la stabile organizzazione costituisce un’articolazione della casa madre, soggetto passivo d’imposta residente in Italia.

Lo stesso obbligo di comunicazione interessa la casa madre per le operazioni poste in essere con soggetti stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata.

IL CASO ANALIZZATO

Nella RM 121/E/2010, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato il caso di una società residente in Italia che ha costituito una stabile organizzazione negli Emirati Arabi Uniti (Paese inserito in “black list”) per la realizzazione di opere edili.

Secondo detta società, le operazioni poste in essere dalla stabile organizzazione all’estero non rientrano nel nuovo obbligo di comunicazione previsto dall’art. 1, DL 40/2010, in quanto:

  1. la legislazione degli Emirati Arabi Uniti non contempla un imposta simile all’IVA e, pertanto, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non vengono annotate su un apposito registro;
  2. la stabile organizzazione costituisce un soggetto distinto rispetto alla casa madre posta in Italia.

IL PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la circostanza che le operazioni effettuate dalla stabile organizzazione negli Emirati Arabi Uniti verso operatori economici ivi operanti, siano fuori campo di applicazione dell’IVA in Italia, non è idonea, in linea di principio, a escluderle dall’obbligo di comunicazione.

Sul punto l’Agenzia ricorda infatti, l’estensione dell’obbligo di comunicazione alle prestazioni di servizi che non si considerano effettuate nel territorio dello Stato ai fini IVA, operata dall’art. 3, c. 1, DM 5 agosto 2010.

L’Agenzia, inoltre, richiama quanto già enunciato nella CM 53/E/2010 in ordine all’obbligo di comunicazione per le operazioni poste in essere con le stabili organizzazioni di operatori economici “black list”.

cm 53/e/2010
Sono soggette all’obbligo di comunicazione anche le operazioni realizzate con la stabile organizzazione situata in un Paese a fiscalità ordinaria (ancorché in Italia), quando la stabile organizzazione fa capo a un soggetto economico localizzato in uno Stato “black list”.

Tale principio, secondo l’Agenzia, appare coerente con la realtà giuridica e sostanziale, in base alla quale la stabile organizzazione costituisce un’articolazione della casa madre e non un soggetto distinto dalla medesima.

In buona sostanza, il rapporto intercorrente tra la casa madre e la stabile organizzazione, estende gli obblighi fiscali posti in capo al soggetto nazionale anche alla sua articolazione situata all’estero.

rm 121/e/2010
Sono soggette all’obbligo di comunicazione anche le operazioni realizzate dalla stabile organizzazione di un soggetto economico residente in Italia, stabilita in un Paese “black list”, con gli operatori economici ivi operanti.

Sulla base dei principi enunciati nella CM 53/E/2010 e nella RM 121/E/2010, riassumiamo in forma tabellare gli obblighi di comunicazione in capo alle stabili organizzazioni.

tipologia controparte obbligo di comunicazione
Stabile organizzazione italiana di soggetto black list Operatore economico black list (compreso suo rappresentante fiscale o stabile organizzazione anche non in Paesi black list) SI, anche in capo alla controparte se operatore estero che dispone di partita IVA italiana
Stabile organizzazione italiana di soggetto black list Operatore economico italiano SI, in capo all’operatore italiano
Stabile organizzazione italiana di soggetto black list Operatore economico non italiano né black list SI, in capo alla controparte se operatore estero che dispone di partita IVA italiana
Stabile organizzazione italiana di soggetto non black list Operatore economico black list (compreso suo rappresentante fiscale o stabile organizzazione anche non in Paesi black list) SI, in capo alla stabile organizzazione
Stabile organizzazione italiana di soggetto non black list Operatore economico italiano NO
Stabile organizzazione italiana di soggetto non black list Operatore economico non italiano né black list NO
Stabile organizzazione all’estero di impresa italiana Operatore economico black list SI, in capo alla casa madre
Stabile organizzazione all’estero di impresa italiana Operatore economico non black list NO

BREVI CONCLUSIONI

Con la RM 121/E/2010, l’Agenzia delle Entrate ribadisce quanto già precisato con la CM 53/E/2010: l’obbiettivo del nuovo adempimento è quello di monitorare “a tutto campo” i rapporti economici dei soggetti passivi IVA.

Proprio per questo motivo, l’obbligo in questione non è limitato alle sole operazioni effettuate con i Paesi “black list”, come individuati dai decreti ministeriali, ma può essere esteso anche ad altri Stati o a specifici settori economici e particolari tipologie di soggetti, per prevenire fenomeni più a rischio di frode.

L’Agenzia, inoltre, riafferma la natura di soggetto “trasparente” della stabile organizzazione che, almeno in relazione all’obbligo di comunicazione, viene considerata una vera e propria articolazione all’estero della casa madre residente, e non un’autonoma e distinta entità giuridica.

A fronte di tale nuova pronuncia, gli operatori nazionali sono tenuti a monitorare le operazioni poste in essere dalle proprie stabili estere, anche se insediate in territori a fiscalità ordinaria, al fine di segnalare le operazioni che svolgono con soggetti “black list”.

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Ultimo Aggiornamento: 27/12/2010 - Numero Download: 223

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