AGENZIA DELLE ENTRATE

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Elenchi Intrastat 2010
Ultimo Aggiornamento: 03/07/2010 - Numero Download: 565

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ELENCHI INTRASTAT: NOVITA’ 2010

Dal 1° gennaio 2010 la normativa nazionale in materia di IVA ha subito significative modifiche ad opera di tre direttive comunitarie recepite in ambito nazionale dal D.Lgs. 18/2010.

Tale decreto, oltre a disciplinare le nuove disposizioni inerenti la territorialità IVA delle prestazioni di servizi e le nuove procedure per i rimborsi intracomunitari, ha introdotto importanti novità in tema di elenchi INTRASTAT.

Con l’emanazione del DM MEF 22.2.2010, contenente le modalità ed i termini di presentazione degli elenchi riepilogativi, e della Determinazione n. 22778/RU/2010 di approvazione dei nuovi modelli, viene a completarsi il quadro normativo di riferimento degli elenchi INTRASTAT 2010.

SOGGETTI OBBLIGATI

I soggetti passivi IVA devono presentare i seguenti elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie:

  • elenco riepilogativo delle operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi stabiliti in un altro Paese UE:
  • cessioni intracomunitarie di beni
  • prestazioni di servizi diverse da quelle ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972 (come pure, trattandosi di operazioni verso privati, ex artt. 7-sexies e 7-septies, DPR 633/1972)

Normativa

I servizi ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972, riguardano le prestazioni relative a beni immobili, alberghi, ristoranti, catering, alloggi vacanza, trasporto passeggeri, le prestazioni di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, a breve termine, di mezzi di trasporto, nonché le prestazioni di servizi relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili (comprese fiere ed esposizioni).
  • elenco riepilogativo delle operazioni acquisite presso soggetti passivi stabiliti in un altro Paese UE:
  • acquisti intracomunitari di beni
  • prestazioni di servizi ex art. 7-ter, DPR 633/1972

Attenzione

L’obbligo di presentazione degli elenchi in relazione alle prestazioni di servizi non riguarda le operazioni che non prevedono l’assolvimento dell’IVA nel Paese membro del committente.

Tra i soggetti passivi tenuti alla compilazione degli elenchi per le prestazioni di servizi ricevute, rientrano anche:

  • gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni di cui all’art. 4, c. 4. DPR 633/1972, anche quando agiscono al di fuori delle attività commerciali o agricole (enti commerciali);
  • gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni, non soggetti passivi, ma identificati ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (ad esempio, per aver effettuato acquisti intracomunitari superiori a € 10.000).

In buona sostanza, restano esclusi i soli enti non titolari di partita IVA.

In ogni caso gli elenchi riepilogativi sono presentati dai soggetti che effettuano scambi intracomunitari di:

  • navi ed aeromobili;
  • energia elettrica;
  • gas;
  • merci acquisite o cedute come soccorsi d’urgenza in regioni sinistrate;

per i quali sussiste l’obbligo di dichiarazione delle informazioni statistiche ancorché i medesimi non costituiscano cessioni intracomunitarie, acquisti intracomunitari, ovvero prestazioni di servizi imponibili nello Stato membro in cui è stabilito il committente.

PERIODICITA’ DI PRESENTAZIONE

La nuova disciplina prevede una periodicità di presentazione esclusivamente mensile o trimestrale (viene eliminata la periodicità annuale). In particolare:

periodicità trimestrale => soggetti che hanno realizzato nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (beni o servizi), un ammontare totale trimestrale non superiore a € 50.000
periodicità mensile => soggetti che hanno realizzato nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (beni o servizi), un ammontare totale trimestrale superiore a € 50.000

Normativa

I soggetti tenuti alla presentazione trimestrale possono comunque scegliere di presentare i modelli con periodicità mensile. In questo caso, la parte statistica (prevista solo per le cessioni/acquisti di beni) non deve essere compilata (va compilata solo dai contribuenti mensili “per natura”, che hanno superato la soglia di € 50.000). Tale scelta, tuttavia, vincola alla presentazione mensile per l’intero anno.

Per categoria di operazioni è da intendersi: acquisti di beni, acquisizioni di servizi, cessioni di beni e prestazioni di servizi. Ne consegue che il superamento della soglia di € 50.000 va monitorato con riguardo ad ogni singola categoria.

Esempio 1

Soggetto passivo effettua acquisti intracomunitari per € 92.000 di cui € 47.000 per beni e € 45.000 per servizi. La periodicità di presentazione è comunque trimestrale.

Esempio 2

Soggetto passivo effettua acquisti intracomunitari per € 52.000 di cui € 51.000 per beni e € 1.000 per servizi. La periodicità di presentazione è mensile.

Attenzione, è comunque necessario distinguere tra cessioni (di beni e servizi) ed acquisti (di beni e servizi): in sostanza, un operatore, in considerazione di un diverso volume di affari sul lato attivo e passivo, può avere un obbligo trimestrale per un elenco e mensile per l’altro.

Esempio 3

Soggetto passivo effettua acquisti intracomunitari per € 75.000 di cui € 64.000 per beni e € 11.000 per servizi. La periodicità di presentazione del riepilogo acquisti è mensile. Lo stesso operatore effettua cessioni intracomunitarie per € 90.000 di cui € 48.000 per beni e € 42.000 per servizi. La periodicità di presentazione del riepilogo vendite è trimestrale.

I soggetti che effettuano scambi intracomunitari di navi, aeromobili, energia elettrica, gas e di merci acquisite o cedute come soccorsi d’urgenza in regioni sinistrate, devono presentare gli elenchi con cadenza mensile a prescindere dai suddetti limiti quantitativi.

Normativa

Resta da comprendere come individuare la periodicità 2010 per quanto riguarda le prestazioni di servizi contemplate dal nuovo art. 7-ter, DPR 633/1972. Infatti, per queste prestazioni manca il riferimento temporale relativo al 2009.

superamento del limite nel corso di un trimestre

I soggetti trimestrali che nel corso di un trimestre superano la soglia di € 50.000, sono tenuti, a decorrere dal mese successivo a quello in cui è avvenuto il superamento, alla presentazione degli elenchi con periodicità mensile.

Normativa

Occorre comunque provvedere alla presentazione dell’elenco trimestrale relativo ai mesi già trascorsi.

Esempio 4

Soggetto passivo con periodicità di presentazione trimestrale. Prestazione di servizi ex art. 7-ter, DPR 633/1972: a) gennaio 2010 € 20.000, b) febbraio 2010 € 12.000, c) marzo 2010 € 16.000, d) aprile 2010 € 15.000, e) maggio 2010 € 37.000, f) giugno 2010 € 18.000. Per il primo trimestre è confermata la periodicità trimestrale, nel mese di maggio (secondo mese del 2° trimestre) viene superata la soglia di € 50.000 (15.000 + 37.000 = 52.000) e, pertanto, occorre presentare l’elenco trimestrale riferito ad aprile e maggio e l’elenco mensile dal mese di giugno in avanti.

inizio attività da meno di 4 trimestri

I soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di 4 trimestri possono presentare i modelli con cadenza trimestrale, a condizione che il limite di € 50.000 non venga superato nel trimestre in corso e in quelli precedenti.

TERMINI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE

Dal 2010, gli elenchi INTRASTAT devono essere presentati all’Agenzia delle Dogane esclusivamente per via telematica mediante il servizio telematico doganale EDI.

E’ quindi indispensabile effettuare la registrazione al Servizio Telematico Doganale EDI, (link per accedere all’istanza di adesione: http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/ed/Servizi/Intrastat/).

Un successivo provvedimento fisserà la data a partire dalla quale sarà consentito presentare gli elenchi riepilogativi anche attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Il termine di presentazione degli elenchi è fissato entro il giorno 25 del mese successivo al periodo

(mese o trimestre) di riferimento. È quindi confermato l’annunciato posticipo rispetto all’originario termine del giorno 19 del mese successivo al periodo di riferimento

contribuenti mensili termini di presentazione
entro il giorno 25 del mese successivo a quello di riferimento
contribuenti trimestrali termini di presentazione
1° trimestre 25 aprile
2° trimestre 25 luglio
3° trimestre 25 ottobre
4° trimestre 25 gennaio

Nota

Considerato che nel 2010 il 25.4 ed il 25.7 cadono di domenica, i termini di presentazione del 1° e 2° trimestre 2010 sono fissati al lunedì successivo (26.4.2010 e 26.7.2010).

Si ricorda inoltre che per l’Agenzia delle Dogane il sabato viene considerato giorno lavorativo.

periodo transitorio

In considerazione del ritardo nella pubblicazione della normativa e della nuova modulistica degli elenchi riepilogativi, viene previsto che, fino al 30 aprile 2010, gli elenchi possono essere presentati in formato elettronico (ad esempio, cd, floppy disk, chiavette usb) agli Uffici doganali territorialmente competenti entro il giorno 20 del mese successivo al periodo di riferimento.

Normativa

In questo caso è comunque necessario presentare gli stampati INTRA 1 e/o INTRA 2 (frontespizi) debitamente compilati e sottoscritti dal soggetto obbligato/delegato.

I frontespizi possono essere redatti anche su carta bianca non specificamente predisposta, purché il contenuto degli elenchi sia sostanzialmente identico a quello dei modelli INTRA da utilizzare per la trasmissione telematica.

Nota

Non è quindi più consentita la presentazione cartacea dei modelli INTRASTAT.

Qualora gli elenchi riepilogativi siano stati presentati in formato cartaceo o spediti per posta a mezzo raccomandata (ai fini della data fa fede il timbro postale) prima della pubblicazione del D.Lgs. 18/2010 (19.2.2010), non vigendo ancora l’obbligo di presentazione dei modelli INTRA in via telematica o in formato elettronico, l’Ufficio doganale ricevente deve provvedere direttamente alla loro acquisizione nel sistema AIDA.

Dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia e fino al 30 aprile 2010, invece, i modelli INTRASTAT eventualmente presentati agli Uffici doganali secondo modalità non conformi alle previsioni di legge saranno gestiti come segue:

  • per quelli redatti in forma cartacea e spediti per posta (con raccomandata), il soggetto obbligato deve essere invitato (a mezzo raccomandata) ad inviarli per via telematica o in formato elettronico, predisposto utilizzando Intr@Web, entro 10 giorni dal ricevimento dell’avviso;
  • per quelli presentati su supporto magnetico e spediti per posta (con raccomandata), l’Ufficio doganale ricevente provvede direttamente alla loro acquisizione nel sistema AIDA.

In entrambi i casi sarà comunicato al soggetto interessato che non sarà accettato per il futuro l’invio dell’elenco riepilogativo a mezzo posta.

moratoria

Si ricorda infine che l’Agenzia delle Dogane, con Nota n. 24265/RU/2010, ha precisato che non saranno applicate sanzioni alle eventuali violazioni commesse in sede di compilazione degli elenchi. In particolare, sulla base della Circolare n. 5/E/2010 dell’Agenzia delle Entrate:

  • non saranno applicate sanzioni per gli eventuali errori di compilazione degli elenchi relativi ai mesi da gennaio a maggio 2010, per gli obblighi mensili e al primo trimestre 2010, per gli obblighi trimestrali;
  • a condizione che i soggetti interessati provvedano all’invio, entro il 20.7.2010, degli appositi modelli integrativi.

LA STRUTTURA DEGLI ELENCHI RIEPILOGATIVI

Per quanto riguarda le cessioni e gli acquisti intracomunitari di beni, non sono state introdotte novità, risultando ancora valide le regole che esonerano dalla compilazione delle caselle “valore statistico”, “condizioni di consegna” e “modo di trasporto” i soggetti che hanno realizzato nell’anno precedente, o presumono di realizzare nell’anno in corso, un valore di spedizioni/arrivi non superiore a € 20.000.000.

Per le lavorazioni intracomunitarie, i soggetti mensili devono registrate l’operazione ai fini statistici nelle “Sezioni Beni” e ai fini fiscali nelle “Sezioni Servizi”.

I nuovi modelli sono così strutturati:

cessioni intracomunitarie di beni e servizi resi
mod. Intra 1 Frontespizio
mod. Intra 1-bis Cessioni di beni nel periodo di riferimento
mod. Intra 1-ter Rettifiche a cessioni di beni di periodi precedenti
mod. Intra 1-quater Servizi resi nel periodo di riferimento
mod. Intra 1-quinquies Rettifiche a servizi resi di periodi precedenti
acquisti intracomunitari di beni e servizi ricevuti
mod. Intra 2 Frontespizio
mod. Intra 2-bis Acquisti di beni nel periodo di riferimento
mod. Intra 2-ter Rettifiche ad acquisti di beni di periodi precedenti
mod. Intra 2-quater Servizi ricevuti nel periodo di riferimento
mod. Intra 2-quinquies Rettifiche a servizi ricevuti di periodi precedenti

IL CONTENUTO DEGLI ELENCHI RIFERITI AI SERVIZI

Esaminiamo le modalità di compilazione del mod. INTRA 1-quater (servizi resi):

colonna descrizione contenuto
1 numero progressivo numero progressivo di riga nell’ambito della sezione
2 Stato codice ISO dello Stato UE del committente (tab. A, all. Prov. 22.2.2010)
3 codice IVA codice di identificazione IVA del committente
4 ammontare operazioni in euro ammontare dei servizi resi, espresso in euro, conformemente alle disposizioni in materia di IVA
5 numero fattura numero della fattura relativa al servizio reso
6 data fattura data della fattura relativa al servizio reso
7 codice servizio formato da 6 caratteri, desumibile dalla classificazione CPA 2008
8 modalità di erogazione codice “I” (istantanea) se il servizio reso è erogato in un’unica soluzione codice “R” (a più riprese) se il servizio reso è erogato a più riprese
9 modalità di incasso codice “B” (bonifico) se il servizio reso è pagato mediante bonifico bancario

codice “A” (accredito) se il servizio reso è pagato con accredito sul c/c bancario

codice “X” (altro) se il servizio reso è pagato con modalità diverse dalle precedenti

10 Paese di pagamento codice ISO del Paese in cui è effettuato il pagamento del servizio reso

Modalità di compilazione del mod. INTRA 2-quater (servizi ricevuti):

colonna descrizione contenuto
1 numero progressivo numero progressivo di riga nell’ambito della sezione
2 Stato codice ISO dello Stato UE del fornitore (tab. A, all. Prov. 22.2.2010)
3 codice IVA codice di identificazione IVA del fornitore
4 ammontare operazioni in euro ammontare dei servizi ricevuti, espresso in euro, conformemente alle disposizioni in materia di IVA
5 ammontare operazioni in valuta ammontare dei servizi ricevuti espresso nella valuta del Paese UE del fornitore (non va compilato se lo Stato UE del fornitore rientra tra quelli che hanno adottato l’euro)
6 numero fattura numero della fattura relativa al servizio ricevuto
7 data fattura data della fattura relativa al servizio ricevuto
8 codice servizio formato da 6 caratteri, desumibile dalla classificazione CPA 2008
9 modalità di erogazione codice “I” (istantanea) se il servizio ricevuto è erogato in un’unica soluzione

codice “R” (a più riprese) se il servizio ricevuto è erogato a più riprese

10 modalità di incasso codice “B” (bonifico) se il servizio ricevuto è pagato mediante bonifico bancario

codice “A” (accredito) se il servizio ricevuto è pagato con accredito sul c/c bancario

codice “X” (altro) se il servizio ricevuto è pagato con modalità diverse dalle precedenti

11 Paese di pagamento codice ISO del Paese in cui è effettuato il pagamento del servizio ricevuto

Gli importi da indicare nella colonna “Ammontare delle operazioni in euro” sono arrotondati all’euro. L’arrotondamento va effettuato per difetto, se la frazione è inferiore a € 0,5 e per eccesso se è uguale o superiore. Nel solo caso di importi inferiori a € 0,5 l’importo da indicare deve essere sempre pari a € 1.

Relativamente al mod. INTRA 2-quater (servizi ricevuti), se una fattura riporta una pluralità di servizi non indicati distintamente e con imponibile unico, si ritiene che l’indicazione vada effettuata con riferimento al servizio prevalente. Se invece i servizi sono indicati separatamente in fattura, occorre compilare righi distinti per ciascuna tipologia di servizio.

Si ricorda che gli elenchi riferiti alle prestazioni di servizi contengono esclusivamente informazioni di natura fiscale e, pertanto, vanno interamente compilati sia da parte dei contribuenti trimestrali, sia da quelli mensili.

ESEMPI DI COMPILAZIONE

Esaminiamo la modalità di compilazione dei nuovi elenchi dedicati ai servizi con l’ausilio di qualche esempio.

Esempio 5

Una ditta italiana riceve da un agente tedesco una fattura senza IVA dell’importo di € 10.000 per le vendite dallo stesso procacciate in Germania. La ditta italiana provvede a integrare la fattura con l’indicazione dell’imponibile e dell’IVA, oltre ad annotarla sia nel registro IVA vendite, sia nel registro IVA acquisti. Si ipotizzi che il servizio costituisca un’operazione “continuativa”.

Esempio 6

Una ditta italiana riceve da un agente italiano una fattura non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972, dell’importo di € 4.000 per le provvigioni dallo stesso procacciate in Croazia. Per queste prestazioni non sussiste l’obbligo di presentare INTRASTAT.

Esempio 7

Una società di autotrasporti italiana viene incaricata da una ditta tedesca del trasporto di beni da Ravenna a Monaco. La società italiana emette una fattura senza IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972, dell’importo di € 5.000. Si ipotizzi che il servizio costituisca un’operazione “istantanea”.

Esempio 8

Una società italiana effettua delle lavorazioni su beni ricevuti da una ditta spagnola. Per tali prestazioni emette una fattura senza IVA ex art. 7-ter, DPR n. 633/1972, dell’importo di € 15.000. Si ipotizzi che il servizio costituisca un’operazione “istantanea”.

Esempio 9

Una società italiana consegna delle materie prime ad una ditta tedesca per delle lavorazioni. La società italiana riceve una fattura senza IVA dell’importo di € 10.000 che provvede ad integrare con l’indicazione dell’imponibile e dell’IVA, oltre ad annotarla sia nel registro IVA vendite, sia nel registro IVA acquisti. Si ipotizzi che il servizio costituisca un’operazione “istantanea”.

Esempio 10

Una società italiana riceve delle materie prime in c/lavorazione da una ditta svizzera. La società italiana emette una fattura senza IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972, dell’importo di € 9.000. Per queste prestazioni non sussiste l’obbligo di presentare INTRASTAT.

Esempio 11

Una società italiana consegna delle materie prime ad una ditta croata per delle lavorazioni. La società italiana provvede ad emettere autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972. Per queste prestazioni non sussiste l’obbligo di presentare INTRASTAT.

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Elenchi Intrastat 2010
Ultimo Aggiornamento: 03/07/2010 - Numero Download: 565

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26 comments to Elenchi Intrastat 2010

  • pedro

    Salve, avrei bisogno di un chiarimento finale alla luce dell’ultima circolare uscita il 21/06/2010 A.entrate in merito alla compilazione intrastat: il numero della fattura e’ il numero progressivo del rigistro iva acquisti o del registro vendite dove si integra la fattura? (ovviamente in caso di servizio ricevuto….2 il codice del paese di pagamento e’ il codice del paese dove il pagamento e’ effetuato: vale a dire se ricevo una fattura dall’olanda e la pagher’ con bonifico mettero’ I – B – NL!!!!! o IT perche’ in molti siti veniva detto di indicare IT!!!!! Potete fare per favore degli esempi e chiarire le modalita’ di compilazione…..GRAZIE INFINITE…il vostro e’ l’unico sito che spiega qualcosa…..

    ——————————————-
    Rispondo a: Pedro

    “Salve, avrei bisogno di un chiarimento finale alla luce dell’ultima circolare uscita il 21.6./2010 Agenzia delle Entrate in merito alla compilazione INTRASTAT: il numero della fattura è il numero progressivo del registro IVA acquisti o del registro vendite dove si integra la fattura? Ovviamente in caso di servizio ricevuto. Il codice del Paese di pagamento è il codice del Paese dove il pagamento è effettuato: vale a dire se ricevo una fattura dall’Olanda e la pagherò con bonifico metterò I – B – NL o IT perché in molti siti veniva detto di indicare IT. Potete fare per favore degli esempi e chiarire le modalità di compilazione. Grazie infinite, il vostro è l’unico sito che spiega qualcosa.”

    Con Circolare n. 14/E/2010, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nell’elenco riepilogativo dei servizi ricevuti (mod. INTRA 2-quater) i campi “Numero” e “Data” della fattura, devono contenere il numero e la data attribuiti dal committente nazionale in sede di emissione dell’autofattura (o di integrazione della fattura ricevuta), secondo la progressione dallo stesso seguita nella propria contabilità.

    Con Circolare n. 36/E/2010, l’Agenzia, tornando sul punto, ha chiarito che la data ed il numero della fattura da annotare nei modelli sono quelli indicati dall’operatore italiano nel registro IVA vendite ex art. 23, DPR 633/1972.

    In buona sostanza, la data ed il numero da indicare negli elenchi riepilogativi sono quelli attribuiti dal committente del servizio in sede di emissione dell’autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, ovvero, ove possibile, nel caso di integrazione della fattura ricevuta dal prestatore estero. In particolare, occorre indicare il numero e la data attribuiti al documento (autofattura o fattura “integrata”) nel registro delle fatture emesse.

    Nel caso in cui l’operatore annoti le fatture in un apposito unico registro sezionale che assolve al doppio obbligo della registrazione nel registro IVA vendite e in quello IVA acquisti, al documento sarà attribuita una numerazione unica.

    Per quanto riguarda il campo “Paese di pagamento”, nello stesso va indicato il codice relativo allo Stato in cui il corrispettivo entra nella disponibilità del beneficiario (ossia, non il Paese di “partenza” del flusso finanziario ma quello ove giunge).

    Nel caso di una fattura ricevuta da un prestatore olandese pagata con bonifico bancario, occorre indicare:

    • nel campo “Modalità di incasso” il codice “B” (infatti, il pagamento viene effettuato utilizzando un c/c bancario);
    • nel campo “Paese di pagamento” il codice “NL” (ossia, il Paese in cui il corrispettivo entra nella disponibilità del beneficiario).

    Teniamo infine a segnalarLe che a brevissimo sarà pubblicato sul blog un nuovo intervento in commento alla Circolare n. 36/E/2010.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • pedro

    Vi ringrazio molto per la risposta, ho un’ultima domanda: a questo punto come detto dall’agenzia bisogna effettuare le correzzioni dei modelli che sono stati presentati, entro il 20/07/2010. Tecnicamente nel caso di errato inserimento del numero fattura o del codice paese pagamento mi pare che le istruzioni dicano di compilare la sez 4 del modello servizi(rettifiche ai servizi): la domanda e’ : devo riscrivere(inserire) tutta la riga nuovamente, o basta solo inserire il progressivo e poi compilare il solo campo da variare?
    Grazie ancora per l’aiuto

    —————————————–
    Pedro

    Vi ringrazio molto per la risposta, ho un’ultima domanda: a questo punto come detto dall’agenzia bisogna effettuare le correzzioni dei …

    Le note generali inerenti le rettifiche ai servizi resi e/o ricevuti comprese nell’allegato XI della Determinazione 22778/RU/2010 dell’Agenzia delle Dogane, precisano che in caso di modifica di una qualsiasi informazione di una riga dettaglio dichiarata in precedenza nella sezione 3, occorre presentare il mod. INTRA 1-quinquies e/o INTRA 2-quinquies e:

    1) indicare nelle colonne da 2 a 5 gli estremi che identificano la riga dettaglio da modificare dichiarata in precedenza;
    2) indicare nelle colonne da 6 a 14 (15 per il mod. INTRA 2-quinquies) tutti i dati comprensivi delle modifiche.

    In caso di cancellazione di una riga dettaglio dichiarata in precedenza nella sezione 3, occorre:

    1) indicare nelle colonne da 2 a 5 gli estremi che identificano la riga dettaglio da cancellare dichiarata in precedenza;
    2) non compilare le colonne da 6 a 14 (15 per il mod. INTRA 2-quinquies).

    Infine, qualora sia necessario integrare in una precedente dichiarazione delle prestazioni di servizi che sono state omesse, occorre compilare un’apposita dichiarazione indicando tali operazioni nella sezione 3. Quale periodo di riferimento va indicato il mese o trimestre in cui si è verificata l’omissione.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • pedro

    aggiungo alla domanda precedente un ultimo dubbio sempre legato alla compilazione delle rettifiche ai servizi: mi viene chiesto nella sez. 4 rettifiche appunti di compilare il campo sez doganale e OK!!! il campo anno e OK!! il campo progressivo sez. 3 e OK anche questo e infine il campo “PROTOCOLLO” e qui mi trovo in difficolta’: perche’ nelle ricevute del sistema doganale esiste un numero di protocollo del tipo per esempio “1611T/10″ e un numero di riferimento del tipo per esempio 2 (per febbraio o 3 per marzo). A logica io inserisco il numero di “protocollo” ma questo numero non e’ possibile inserirlo per intero….quindi mi sorge il dubbio: il numero da indicare qual’e'????????
    Grazie

    —————————-
    Pedro

    aggiungo alla domanda precedente un ultimo dubbio sempre legato alla compilazione delle rettifiche ai servizi: mi viene chiesto nella sez. …

    Nella colonna 4 (“Protocollo dichiarazione”) va indicato il numero di protocollo attribuito dall’Agenzia delle Dogane all’elenco da rettificare, senza il carattere alfabetico finale (CIN).

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • valeriat74

    Rispondo a:
    valeriat74

    “Scusate, è il mio primo intervento ed inizio con una richiesta. Dovrei procedere a rettificare un INTRASTAT servizi del primo trimestre 2010, per via del “Codice Paese pagamento”. Come devo fare? Nel programma Intraweb Off Line debbo fare “nuovo” INTRASTAT e nella prima videata, quella con le sezioni e i periodi di riferimento, ecc. devo mettere come periodo di trimestre il primo (quello da rettificare?, anche se il periodo sarebbe “scaduto”?) o il secondo (quello in cui attualmente intervengo con la rettifica?) Poi devo crocettare “Trimestre completo”? Nel II trimestre 2010 ho cambiato periodicità per i servizi perché in giugno ho superato i 50.000 euro. Quindi come da delucidazioni uscite a giugno, dovrei inviare comunque un trimestrale per aprile, maggio e giugno senza quindi indicare i dati statistici previsti per i mensili. Chiedo se la mia interpretazione è corretta. Attendo una Vs. risposta e Vi ringrazio anticipatamente.

    Per la comunicazione di rettifiche dovute a:

    - variazioni nell’ammontare delle operazioni intervenute successivamente alla presentazione degli elenchi riepilogativi;
    - errori o correzioni che non sono ancora stati rilevati dall’Amministrazione finanziaria;

    occorre compilare e presentare i modelli quinquies (mod. INTRA 1-quinquies per la rettifica dei servizi resi indicati in periodi precedenti, mod. INTRA 2-quinquies per la rettifica dei servizi ricevuti indicati in periodi precedenti).

    Differentemente, qualora sia stata omessa l’inclusione, nell’elenco riepilogativo del periodo di riferimento, di dati relativi a prestazioni di servizi, non vanno utilizzati i modelli quinquies, ma occorre compilare una nuova dichiarazione (mod. INTRA 1-quater o mod. INTRA 2-quater), indicando quale periodo di riferimento il mese o trimestre nel quale si è verificata l’omissione.

    Per rettificare la colonna “Paese di pagamento” occorre presentare un modello quinquies indicando:

    - nelle colonne da 2 a 5 i riferimenti alla dichiarazione originaria (colonna 2: codice dell’Ufficio doganale al quale è stato presentato l’elenco da rettificare, colonna 3: anno riportato nella data del protocollo dell’elenco da rettificare, colonna 4: numero di protocollo senza il carattere di controllo (CIN) dell’elenco da rettificare, colonna 5: numero progressivo della riga dettaglio della sezione 3, del modello da rettificare);
    - nelle restanti colonne (da 6 a 14 per il mod. INTRA 1-quinquies, relativo ai servizi resi, da 6 a 15 per il mod. INTRA 2-quinquies, relativo ai servizi ricevuti) tutti gli elementi dell’operazione, non solo quelli che sono variati rispetto alla dichiarazione che si intende correggere.

    Relativamente al cambio di periodicità, si osserva innanzi tutto che gli elenchi riferiti ai servizi non contengono dati di natura statistica ma solo fiscale.

    Per quanto riguarda il cambio di periodicità da trimestrale a mensile, la disciplina prevede che si divenga operatori mensili a partire dal mese successivo a quello in cui si è superata la soglia. Pertanto, nel Suo caso concreto, l’elenco relativo al mese di luglio 2010 dovrà essere trasmesso entro il 25 agosto 2010 (al momento non sono previste proroghe anche se si confida nella consueta proroga di “Ferragosto”), mentre l’elenco relativo al 2° trimestre 2010 dovrà essere presentato entro il 26 luglio 2010 (il 25 cade di domenica) barrando nel frontespizio (mod. INTRA 1 o INTRA 2) la casella trimestre completo.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • gici52

    Rispondo a:
    gici52

    “Salve, avrei bisogno di un chiarimento su una fornitura diesel. Azienda autotrasporti riceve fattura per carburante (diesel) da azienda tedesca (es. UNION TANK … / Partita IVA: IT … / Codice Fiscale) e nel campo IVA: R.C. = operazione soggetta all’inversione contabile dell’IVA con obbligo di autofatturazione a carico del committente ai sensi dell’art. 17, c. 2, DPR 633/72. In questo caso, non dovrebbe essere fattura con IVA tedesca da chiedere eventualmente a rimborso oppure viene considerato un servizio, ma allora mi servirebbe la partita IVA del tedesco e dovrei fare l’INTRASTAT. Potete aiutarmi? Credevo che con le novità del 2010 tutto fosse più chiaro e invece …”

    La fornitura di carburanti costituisce inequivocabilmente una cessione di beni. Tale tipologia di cessione, avendo ad oggetto carburante immesso nel serbatoio dei mezzi di trasporto, è da considerarsi effettuata nel Paese ove è avvenuto il rifornimento con conseguente assoggettamento all’IVA di tale Paese.

    L’azienda tedesca avrebbe quindi dovuto emettere una fattura assoggettata ad imposta, eventualmente recuperabile secondo la procedura prevista dall’art. 38-bis1, DPR 633/1972 (si veda l’articolo “Rimborso IVA”).

    Appare quindi opportuno contattare direttamente il fornitore del carburante per richiedere le opportune delucidazioni.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • CLAUDIA

    Rispondo a:
    CLAUDIA

    “Salve, io avrei un dubbio … ai quesiti sopra è stato risposto che “Nel caso in cui l’operatore annoti le fatture in un apposito unico registro sezionale che assolve al doppio obbligo della registrazione nel registro IVA vendite e in quello IVA acquisti, al documento sarà attribuita una numerazione unica.” Cosa si intende? Andrà indicato nell’INTRA quindi il numero e la data di registrazione nel registro degli acquisti? Grazie mille.”

    La CM 36/E/2010 precisa che il numero e la data cui fare riferimento per la compilazione delle colonne 6 e 7 (numero e data fattura) del mod. INTRA 2-quater (servizi ricevuti), sono quelli indicati nel registro delle fatture di cui all’art. 23, DPR 633/1972 (registro fatture emesse).

    Qualora, invece, il contribuente annoti le fatture degli acquisti intracomunitari in un apposito unico registro sezionale che assolve il doppio obbligo della registrazione nel registro delle fatture emesse ed in quello degli acquisti, il documento avrà la numerazione unica che gli è attribuita nell’ambito di tale registro.

    La possibilità di utilizzare un unico registro sezionale è stata ammessa dall’Amministrazione finanziaria con Risoluzione n. 144/E/1999. In tal modo è possibile:

    1) attribuire alla fattura estera una sola numerazione valida sia come acquisto che come vendita;
    2) eseguire una sola annotazione del documento in un unico registro sezionale.

    Occorre, tuttavia, riportare i dati complessivi in un registro riepilogativo, al duplice scopo di consentire la liquidazione periodica dell’imposta secondo le ordinarie regole, nonché per soddisfare il riscontro immediato dei dati in sede di eventuali controlli.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • tini santa

    Rispondo a:
    tini santa

    “Un soggetto non residente identificato in Italia ha venduto merce a ditta italiana che ha registrato con reverse charge. Chi deve presentare il modelli INTRA per l’acquisto, la ditta acquirente o la ditta straniera identificata in Italia?”

    A seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. 18/2010, l’art. 17, c. 2, DPR 633/1972, stabilisce che “gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti nei confronti di soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, compresi i soggetti indicati all’articolo 7-ter, comma 2, lettere b) e c), sono adempiuti dai cessionari o committenti.”

    Come precisato nella Circolare n. 14/E/2010, punto n. 1), “Tale radicale cambiamento comporta – per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto non residente nei confronti di un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato – che quest’ultimo assuma sempre la qualifica di debitore dell’imposta, da assolvere mediante applicazione del meccanismo del reverse charge. Ciò anche nell’eventualità in cui il soggetto non residente sia identificato nel territorio dello Stato o ivi disponga di un rappresentante fiscale.”

    Venendo al Suo caso concreto, sulla base di quanto sopra esposto, è necessario distinguere tra due diverse ipotesi:

    1) se la cessione di beni è avvenuta direttamente dalla società UE nei confronti della ditta italiana, senza coinvolgere la posizione IVA detenuta in Italia (dalla ditta estera), la ditta italiana deve espletare la consueta procedura per gli acquisti intracomunitari (numerare e integrare con IVA la fattura estera, annotare la stessa sul registro fatture emesse e sul registro acquisti, presentare il modello INTRA 2-bis);

    2) se la merce è stata trasferita in Italia, emettendo fattura dalla posizione IVA UE a quella italiana (della ditta estera), la ditta italiana effettua un acquisto interno ed emette autofattura con IVA, con annotazione della stessa sul registro fatture emesse e sul registro acquisti; la società italiana non presenta il modello INTRA 2-bis avendo acquistato merce già dichiarata ai fini INTRASTAT dalla posizione IVA italiana della società UE.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • marzia

    Rispondo a:
    marzia

    “Aiuto … dovevo, entro il 20 luglio, presentare il mod. INTRA quinquies per cancellare una riga dell’INTRA presentato il primo trimestre 2010 (relativo a una fattura del 2009 da non inserire). Se presento domani il mod. INTRA 2-quinquies mi arriverà la sanzione da pagare? Sono iper preoccupata. Grazie a chi vorrà rispondermi. Bellissimo sito complimenti!”

    “Scusate vorrei porVi un quesito: mi son dimenticata di inviare entro il 20.7.2010 il mod. INTRA 2-quinquies relativo ad una cancellazione di una riga presentata con l’INTRASTAT del primo trimestre 2010. Se lo presento oggi o massimo lunedì incorro in una sanzione? E di quanto? Dovrò fare il ravvedimento e pagare con mod. F24? Grazie a tutto lo Staff se vorrà rispondere. Un sito come il Vostro serviva, siete grandi.”

    Per la comunicazione di rettifiche dovute a:

    - variazioni nell’ammontare delle operazioni intervenute successivamente alla presentazione degli elenchi riepilogativi;
    - errori o correzioni che non sono ancora stati rilevati dall’Amministrazione finanziaria;

    occorre compilare e presentare i modelli quinquies (mod. INTRA 1-quinquies per la rettifica dei servizi resi indicati in periodi precedenti, mod. INTRA 2-quinquies per la rettifica dei servizi ricevuti indicati in periodi precedenti).

    Come previsto dall’art. 11, c. 4, D.Lgs. 471/1997, la correzione spontanea di irregolarità diverse dall’omessa o tardiva presentazione degli elenchi, comporta che non si applichi alcuna sanzione, di qualunque natura sia l’irregolarità commessa, e senza alcuna rilevanza per il tempo trascorso da quando è stata commessa la violazione.

    Tuttavia, se le predette irregolarità vengono rilevate dall’Amministrazione fiscale in sede di verifica e controllo degli elenchi presentati, essi possono invitare il contribuente a provvedere all’integrazione o alla correzione entro un certo termine (generalmente 30 giorni).

    In questo caso le sanzioni trovano applicazione nelle seguenti misure:

    - regolarizzazione nei termini fissati dagli Uffici: nessuna sanzione;
    - regolarizzazione oltre i termini fissati dagli Uffici: da € 516 a € 1.032;
    - mancata regolarizzazione: da € 516 a € 1.032.

    Le sanzioni devono essere versate con mod. F24, sezione Erario, codice tributo 8911.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • lauraiov

    Rispondo a:
    lauraiov

    “Buongiorno, spero che qualcuno sia così gentile da aiutarmi (ho la commercialista in ferie e non so come fare). A differenza del primo trimestre, quando avevo solo servizi resi, mi occorre inviare i modelli INTRASTAT sia per servizi resi che per servizi ricevuti. Qui nasce il mio problema. Se inizio a creare un elenco devo subito scegliere tra cessioni o acquisti. Quindi scelgo cessioni e alla sezione 3 inserisco tranquillamente le mie fattura di prestazione di servizi. A questo punto come faccio a inserire gli acquisti di servizi? Il sistema non mi consente di uscire dalla schermata “cessioni”. Devo per caso chiudere l’elenco, inviarlo, e poi crearne uno nuovo per gli acquisti? Grazie mille per questa informazione e mi scuso se questa domanda potrà risultare troppo banale. Un saluto.”

    La soluzione prospettata è corretta: invio di due distinti modelli, uno per le cessioni e uno per gli acquisti.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • devivo77

    Rispondo a:
    devivo77

    “Salve, innanzitutto grazie per le delucidazioni in materia, questo sito è ormai un “faro” per molti. Il dubbio è il seguente: la circolare n. 14/E dell’Agenzia delle Entrate specifica che per i servizi il numero e la data da indicare nel modello INTRASTAT sono quelli attribuiti dal committente nazionale secondo la progressione dallo stesso seguita nella propria contabilità, questo sia se si adotta il metodo dell’autofatturazione, sia se il committente integri la fattura ricevuta dal fornitore. Noi integriamo la fattura del fornitore per cui il numero e la data da noi registrati in contabilità sono quelli del fornitore estero per cui non c’è progressione fra i vari numeri dei vari fornitori esteri; dal momento che la circolare parla di “progressione” nel numero e nella data, ci sembra ovvio che l’Agenzia delle Entrate faccia riferimento al protocollo IVA. E’ corretto quindi indicare nel modello INTRASTAT il protocollo IVA e la data di registrazione della fattura per chi adotta il metodo della integrazione della fattura estera? E in caso affermativo, se io dovessi integrare per esempio a luglio una fattura per servizi ricevuti a marzo (data fattura marzo e pagata a marzo) che ho acquisito però in contabilità (registrata) a luglio (quindi data di registrazione e protocollo IVA di luglio), come potrei compilare una apposita dichiarazione con periodo marzo indicando nella sez. 3 il protocollo IVA e la data di registrazione di luglio? Il programma (IntraWeb) mi bloccherebbe dicendomi che la data della fattura è superiore al periodo di riferimento. Se si rispetta la progressione del committente, per chi adotta il metodo dell’integrazione della fattura estera, sembrerebbe non esservi la possibilità di presentare elenchi tardivi, d’altro canto se occorre indicare invece il numero e la data del fornitore, non si rispetta la delucidazione offerta dall’Agenzia delle Entrate circa la progressione del numero e della data attribuiti dal committente. E’ ovvio che sbaglio ad interpretare qualcosa, mi aiutate? Grazie mille!”

    Sulla base dei chiarimenti contenuti nella CM n. 14/E/2010, i soggetti che ricevono servizi intracomunitari possono optare per una delle seguenti soluzioni:

    1) emettere autofattura, osservando quanto prescritto dall’art. 17, c. 2, DPR 633/1972;
    2) in alternativa, per le fatture ricevute da prestatori UE, integrare la fattura emessa dal prestatore secondo una procedura analoga a quella prevista dal comma 1 dell’art. 46, DL 331/1993, per le fatture di acquisto intracomunitario.

    In questo caso, la fattura deve essere numerata ed integrata dal committente, con l’indicazione del controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile dell’operazione, espressi in valuta estera, nonché dell’ammontare dell’imposta (in caso di operazione senza pagamento dell’imposta o non imponibile o esente, in luogo dell’ammontare dell’imposta deve essere indicato il titolo unitamente alla relativa norma).

    Relativamente al momento di emissione dell’autofattura o di integrazione della fattura ricevuta dal fornitore UE, occorre adattare la regola generale, prevista dall’art. 21, c. 4, DPR 633/1972, (“La fattura è emessa al momento di effettuazione dell’operazione determinata a norma dell’articolo 6.”) alla circostanza che per i servizi intracomunitari ciò che rileva non è l’emissione della fattura da parte del prestatore UE, ma l’emissione dell’autofattura da parte del committente nazionale (o l’integrazione della fattura).

    Sarebbe quindi opportuno che il numero del documento da annotare nei registri IVA (fatture emesse e fatture ricevute) corrispondesse al numero progressivo (di protocollo) attribuito dal committente nazionale e non al numero indicato nella fattura emessa dal prestatore UE.

    In quest’ultimo caso, infatti, i registri IVA esporrebbero un progressivo (protocollo) attribuito dal committente nazionale, un numero documento rilevato dalla fattura estera ed una data documento attribuita dal committente in sede di emissione dell’autofattura ovvero di integrazione della fattura (diversa dalla data indicata nella fattura estera). Il numero e la data esposti nella fattura estera potrebbero essere indicati in un eventuale campo dedicato alle annotazioni.

    In ogni caso, il numero e la data del documento da indicare negli elenchi corrispondono al numero e alla data attribuiti dal committente nazionale (e indicati nel registro delle fatture emesse). Nel Vostro specifico caso il numero da indicare corrisponde pertanto al numero di protocollo attribuito nel registro vendite alla fattura UE in sede di integrazione. Stesso discorso per la data del documento che deve essere quella attribuita dal committente in relazione al momento di effettuazione dell’operazione (pagamento del corrispettivo o emissione anticipata dell’autofattura).

    Per quanto riguarda la presentazione di elenchi tardivi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso in cui il contribuente abbia omesso di indicare negli elenchi i dati relativi alle prestazioni di servizi, va compilato un apposito elenco nel quale indicare il periodo di riferimento (mese/trimestre) in cui si è verificata tale omissione, nonché la sezione 3 del modello.

    Tuttavia, nel caso specifico tale procedura non è attuabile considerato che ci troviamo dinanzi ad un duplice inadempimento:

    1) mancata integrazione e registrazione nei termini previsti dall’art. 6, DPR 633/1972, per quanto riguarda la fattura ricevuta;
    2) mancata inclusione della fattura negli elenchi riferiti alle prestazione di servizi ricevute (l’art. 5, c. 1, DM 22 febbraio 2010, prevede che negli elenchi sono riepilogati i dati delle operazioni registrate o soggette a registrazione, pertanto la fattura, anche se non registrata, andava comunque riepilogata negli elenchi relativi a marzo).

    Tutto ciò premesso, l’unica soluzione percorribile pare essere la presentazione di un elenco riferito al mese di luglio con data e numero fattura riferiti sempre al mese di luglio.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • CASEIFICIO

    Rispondo a:
    CASEIFICIO

    “Buongiorno, ho ricevuto una fattura con data agosto 2010 per un trasporto di beni effettuato in luglio da parte di una ditta tedesca. Posso emettere autofattura in agosto e quindi inserirla nell’INTRASTAT di agosto o devo inserirla in quello di luglio? Grazie mille in anticipo.”

    Per quanto riguarda i servizi ricevuti, l’obbligo di emissione dell’autofattura sorge nel momento in cui il committente italiano procede al pagamento del corrispettivo convenuto. Il documento va quindi annotato entro 15 giorni nel registro delle fatture emesse e, in quello degli acquisti, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è sorto il diritto alla detrazione.

    Tale criterio di ordine generale contenuto nell’art. 6, DPR 633/1972, va tuttavia coordinato, almeno per quanto concerne la disciplina INTRASTAT, con la disposizione contenuta nell’art. 5, c. 1, DM 22 febbraio 2010, la quale prevede che negli elenchi siano riepilogati i dati delle operazioni registrate o soggette a registrazione ai sensi delle disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, nel periodo di riferimento (mese o trimestre).

    Pertanto, l’inclusione delle operazioni negli elenchi riepilogativi prescinde dalla data di registrazione della fattura. Ad esempio, una fattura emessa il 31 gennaio, data di effettuazione del pagamento, e registrata il 10 febbraio, va inclusa negli elenchi relativi al mese di gennaio.

    In caso di emissione anticipata dell’autofattura rispetto al momento di effettuazione dell’operazione (ossia prima del pagamento), il contribuente è tenuto ad inserire la stessa negli elenchi riepilogativi relativi al mese di emissione.

    Infine, in caso di pagamento di acconti, l’operazione si considera effettuata all’atto del pagamento della frazione di corrispettivo ed in tale momento l’operazione va fatturata e rilevata negli elenchi riepilogativi.

    Dunque, venendo al Vostro caso specifico, la prestazione di trasporto deve essere oggetto di autofattura ex art. 17, c. 3, DPR 633/1972, e di inclusione negli elenchi, con riferimento alla data di pagamento del corrispettivo. Naturalmente, nulla vieta di emettere l’autofattura in via anticipata rispetto al momento di pagamento del corrispettivo.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • lyllo

    Rispondo a:
    lyllo

    “Noi utilizziamo dei servizi di manutenzione su beni mobili di un fornitore UE. L’invio e il rientro di queste attrezzature è annotato sul registro apposito ai sensi dell’art. 50, DL 331/1993. A volte si verifica che non è possibile effettuare la riparazione in quanto l’attrezzatura è eccessivamente logora. Richiediamo pertanto la costruzione e l’invio di un pezzo nuovo della stessa natura del precedente. Al rientro del pezzo (nuovo) contabilizziamo tale documento come riparazione e la fattura come servizio ricevuto (INTRASTAT servizi ricevuti). E’ corretto tale iter? Per quanto riguarda il bene inviato in riparazione, non più utilizzabile, è sufficiente che il fornitore indichi nella fattura che è stato rigenerato, come se fosse stata effettuata una manutenzione più approfondita? Spero di essere stato chiaro. Grazie.”

    La procedura da osservare per l’invio di beni in c/riparazione (a titolo oneroso) ad un prestatore stabilito in un altro Paese UE:

    1) annotazione dei beni inviati in c/riparazione sull’apposito registro di carico/scarico ex art. 50, c. 5, DL 331/1993;
    2) emissione di autofattura con IVA (o numerazione e integrazione con IVA della fattura estera) e annotazione della stessa nel registro IVA vendite e nel registro IVA acquisti;
    3) al ritorno del bene, “scarico” dello stesso dal registro ex art. 50, c. 5, DL 331/1993;
    4) presentazione del mod. INTRA 2-quater (servizi ricevuti).

    Secondo le disposizioni fiscali, la riparazione di un bene consiste nel ripristino della sua funzione o condizione originaria, l’obbiettivo dell’operazione è di mantenere i beni in condizioni di funzionamento e può comportare lavori di ricostruzione o miglioria, ma senza modificare in alcun modo la natura dei beni.

    Relativamente ai pezzi di ricambio che sostituiscono quelli non più utilizzabili, la Circolare n. 36/E/2010, Risposta n. 23, precisa che “Nel caso di riparazioni a titolo oneroso richieste da clienti comunitari, posto che si tratta di operazioni non rilevanti nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 7-ter del D.P.R. n. 633 del 1972, deve essere compilato il modello Intrastat riepilogativo dei servizi resi per la parte relativa all’effettuazione della prestazione di riparazione, con l’indicazione del corrispettivo, che sarà comprensivo anche del valore del bene sostituito. Al contrario, non deve essere compilato ai fini fiscali l’Intrastat relativo ai beni.”

    A ns. parere, la posizione assunta dall’Agenzia (accessorietà della cessione del bene rispetto all’operazione principale rappresentata dalla prestazione di riparazione) può essere “ribaltata” se il valore della prestazione risulta inferiore al prezzo del bene sostituito. In tal caso è la prestazione ad essere accessoria alla cessione configurando l’operazione complessiva (cessione del bene e prestazione di riparazione) quale cessione intracomunitaria.

    Infine, per quanto riguarda il bene inutilizzabile che rimane nella disponibilità del prestatore UE, sarebbe opportuno considerare l’operazione quale cessione gratuita di beni ed emettere una fattura con IVA nei confronti del prestatore UE.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • rosalin

    Rispondo a:
    rosalin

    “Aiuto! Ad agosto ho dimenticato di presentare l’Intraweb per il mese di luglio. Cosa succede adesso? Posso inviarla comunque sempre allo stesso modo?”

    Se non sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative delle quali si abbia avuto formale conoscenza, l’omessa presentazione degli elenchi può essere sanata mediante l’istituto del ravvedimento operoso.

    Allo scopo, entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno cui appartiene il periodo nel quale l’elenco avrebbe dovuto essere presentato (nel caso specifico entro il 30.9.2011), occorre:

    - presentare l’elenco originariamente omesso;
    - versare a mezzo F24 la sanzione ridotta pari a € 51 (sezione Erario, codice tributo 8911, anno di riferimento 2010) per ciascun elenco.

    Attenzione, per elenco è da intendersi l’insieme dei modelli (frontespizio, modelli bis, ter, quater e quinquies) separatamente per gli elenchi delle cessioni e degli acquisti.

    In alternativa è possibile attendere la richiesta degli Uffici con sanzione:

    - da € 258 a € 516 se la presentazione avviene nel termine di 30 giorni dalla richiesta dell’Ufficio;
    - da € 516 a € 1.032 in caso di mancata presentazione entro il termine di cui sopra.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • gianpy

    Rispondo a:
    gianpy

    “Ho ricevuto una fattura di addebito interessi passivi da un mio fornitore. Tale fattura per noi risulta essere esente ex art. 10, va presentato l’INTRASTAT? Grazie.”

    Gli artt. 50, c. 6, DL 331/1993 e 5, c. 4, DM 22.2.2010, dispongono espressamente che non vanno ricompresi negli elenchi riepilogativi dei servizi resi e/o ricevuti le operazioni per le quali non è dovuta l’IVA nel Paese UE in cui è stabilito il committente.

    Sul punto, la recente Circolare n. 43/E/2010 precisa che il “committente stabilito in Italia deve fare riferimento alla normativa domestica che contempla il regime di non imponibilità o il regime di esenzione: se la prestazione di servizio acquistata è assoggettata ad uno di tali regimi, il committente italiano non include la stessa nell’elenco riepilogativo dei servizi ricevuti.”

    In buona sostanza, per le prestazioni ricevute il committente nazionale è tenuto a verificare se l’operazione rientra tra quelle considerate non imponibili o esenti dal DPR 633/1972.

    Nel caso specifico, trattandosi di interessi passivi ex art. 10, DPR 633/1972, la prestazione non va inclusa negli elenchi dei servizi ricevuti.

    In conclusione, teniamo a segnalare che sul blog sarà a breve pubblicato un commento della Circolare n. 43/E/2010.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • raimondo

    Rispondo a:
    raimondo

    “Buongiorno, una società residente in Italia effettua in Svizzera un servizio filmato sportivo che fattura ad una società residente in Germania. E’ soggetto IVA? Rientra in INTRASTAT? Penso che il fatto “sportivo” non c’entra in quanto rimane un servizio come tale. Grazie per un chiarimento in merito.”

    Le riprese video parrebbero rientrare tra i c.d. servizi generici ex art. 7-ter, DPR 633/1972, disciplinati dalla regola del Paese del committente.

    La questione, tuttavia, è piuttosto dibattuta.

    Il Ministero delle Finanze francese (Circolare n. 4/2010) ed il Ministero delle Finanze britannico (Notice n. 741/2010), ritengono, seppur indirettamente, che le riprese televisive rientrano tra i servizi generici.

    La Risoluzione n. 187/E/1996 (pur se riferita ad un fotografo) invece, fa rientrare tali prestazioni tra i servizi di tipo artistico disciplinati dall’art. 7-quinquies, DPR 633/1972 (rilevanza IVA ancorata al luogo di esecuzione del servizio).

    A parere dello scrivente, le riprese video rientrano tra i servizi generici e, pertanto, per la prestazione in parola occorre emettere una fattura non soggetta a IVA ex art. 7-ter, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, e presentare il relativo modello INTRA servizi (mod. INTRA 1-quater).

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • maria

    Rispondo a:
    maria

    “Ho ricevuto dalla Germania una fattura per la riparazione di una attrezzatura. Ci sono dei beni sostituiti (dove mi indica anche il codice di nomenclatura combinata) e la manodopera. Come devo operare tenuto conto che il pagamento sarà effettuato fra 30 giorni tramite bonifico bancario? Grazie.”

    Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 36/E/2010, punto 23), nel caso di riparazione a titolo oneroso va compilato il mod. INTRASTAT relativo ai servizi ricevuti (mod. INTRA 2-quater), con indicazione del corrispettivo comprensivo anche del valore dei beni sostituiti (principio di accessorietà ex art. 12, DPR 633/1972). Al contrario, non deve essere compilato ai fini fiscali il modello relativo ai beni.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • gilbertosal

    Rispondo a:
    gilbertosal

    “Avrei un quesito relativo a San Marino. Abbiamo emesso una fattura al ns. cliente per la vendita di ns. prodotti e nella stessa abbiamo addebitato il costo di noleggio per il ns. materiale, riportando il tutto sul libro dei conto lavoro. Come dobbiamo registrare la fattura nell’INTRASTAT?”

    Gli scambi commerciali tra operatori italiani e operatori della Repubblica di San Marino sono disciplinati dal DM 24 dicembre 1993. In particolare, le cessioni di beni verso San Marino sono considerate non imponibili IVA, mentre gli acquisti possono essere effettuati, con particolari modalità procedurali, sia con addebito d’imposta, sia senza addebito d’imposta (per approfondimenti si veda l’articolo “Operazioni con San Marino).

    Per quanto riguarda gli elenchi INTRASTAT:

    - gli acquisti di beni da San Marino non vanno mai dichiarati;
    - le cessioni di beni vanno dichiarate solo se il contribuente effettua anche cessioni intracomunitarie.

    Il modello INTRA 1-bis va compilato per la sola parte fiscale (colonne da 1 a 5) e, pertanto, le lavorazioni (informazione di natura statistica) non sono da dichiarare.

    Venendo al caso specifico, si ritiene che nel modello INTRA 1-bis debba essere indicata la sola cessione di beni (sempre che la Sua azienda effettui cessioni intracomunitarie).

    L’attività di noleggio dovrebbe rientrare tra le prestazioni generiche ex art. 7-ter, DPR 633/1972, per le quali l’assoggettamento a imposta va effettuato da parte del committente (nel caso, il cliente sammarinese).

    Trattandosi di una prestazione di servizi ad un operatore residente in territorio extracomunitario, la stessa non va dichiarata negli elenchi.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • gabri

    Rispondo a:
    gabri

    “Buongiorno, un mio cliente ha ricevuto due fatture per l’acquisto di carburante in Francia tramite una carta di addebito di una nota casa petrolifera. In una è presente la TVA per il 19% e nell’altra no. Sono entrambe da dichiarare negli elenchi INTRA? Più in generale, qualora il fornitore UE, anche erroneamente, addebiti l’imposta, il bene o il servizio in questione è da inserire negli elenchi INTRA? Grazie per la risposta. Cordiali saluti.”

    La fornitura di carburanti costituisce una cessione di beni da assoggettare ad imposta nel Paese ove avviene il rifornimento dell’automezzo. Pertanto, i rifornimenti di carburante effettuati in altri Paesi UE sono assoggettati all’imposta locale.

    La fattura che espone l’imposta va quindi registrata a contabilità generale senza transitare nei registri IVA. L’imposta può comunque essere richiesta a rimborso con la procedura prevista dall’art. 38-bis1, DPR 633/1972 (si veda l’articolo “Rimborso IVA”). Non occorre presentare INTRASTAT.

    Per quanto riguarda la fattura senza applicazione dell’imposta, sulla base degli elementi indicati nel quesito non si è riusciti a comprendere il motivo per il quale il rifornimento di carburante destinato ad automezzi, in Francia, possa essere eseguito senza applicazione dell’IVA (salvo che l’importo indicato in fattura sia già comprensivo dell’imposta).

    E’ quindi opportuno rivolgersi direttamente al fornitore e chiedere delucidazioni. In ogni caso, posto che il rifornimento di carburante è avvenuto in Francia, neanche in questo caso occorre presentare il mod. INTRASTAT.

    Infine, le fatture che espongono l’imposta non vanno mai riepilogate negli elenchi INTRA. Infatti:

    - le fatture relative ai beni sono emesse senza addebito d’imposta (l’assoggettamento a IVA è onere dell’acquirente);
    - le fatture relative alle prestazioni di servizi vanno dichiarate nei modelli solo se rientrano tra le prestazioni “generiche” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, per le quali l’imposta è assolta dal committente con integrazione della fattura o emissione di autofattura.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • kretaj

    Rispondo a:
    kretaj

    “Vorrei un’informazione sulla periodicità degli elenchi INTRASTAT. Per un cliente all’inizio dell’anno abbiamo scelto come periodicità quella mensile anche se in realtà non superava il limite di € 50.000 e quindi in effetti era trimestrale. Vorrei sapere (visto che il cliente ha consegnato le fatture in ritardo) se posso inviare l’elenco trimestrale anziché mensile nel corso dell’anno. In caso negativo, ci sono sanzioni per tardiva presentazione dell’elenco mensile? Grazie mille.”

    L’art. 2, c. 3, DM 22.2.2010, prevede che: “I soggetti che sono tenuti alla presentazione di un elenco riepilogativo con periodicità trimestrale possono presentarlo con periodicità mensile per l’intero anno solare.”

    In altri termini, i soggetti che hanno titolo per avvalersi della periodicità trimestrale possono optare per quella mensile. Se lo fanno, sono tenuti ad attenersi alla periodicità mensile sino al termine dell’anno solare, senza potere variare in corso d’anno.

    Tale interpretazione restrittiva della norma è stata peraltro confermata dalla Circolare n. 36/E/2010.

    Dunque, se si è provveduto alla presentazione anche di un solo elenco mensile, si dovrà mantenere la cadenza di presentazione mensile per tutto l’anno.

    Le sanzioni per la tardiva presentazione degli elenchi, siano essi mensili o trimestrali, sono previste nelle seguenti misure:

    - da € 258 a € 516 se la presentazione avviene nel termine di 30 giorni dalla richiesta dell’Ufficio;
    - da € 516 a € 1.032 in caso di mancata presentazione entro il termine di cui sopra.

    Se non sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative delle quali si abbia avuto formale conoscenza, l’omessa presentazione degli elenchi può essere sanata mediante l’istituto del ravvedimento operoso.

    Allo scopo, entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno cui appartiene il periodo nel quale l’elenco avrebbe dovuto essere presentato (nel caso specifico entro il 30.9.2011), occorre:

    - presentare l’elenco originariamente omesso;
    - versare a mezzo F24 la sanzione ridotta pari a € 51 (sezione Erario, codice tributo 8911, anno di riferimento 2010) per ciascun elenco.

    Attenzione, per elenco è da intendersi l’insieme dei modelli (frontespizio, modelli bis, ter, quater e quinquies) separatamente per gli elenchi delle cessioni e degli acquisti.

    Un ultima annotazione, l’art. 6, c. 1, DM 22.2.2010, prevede che i soggetti mensili per opzione non sono tenuti a compilare la parte statistica degli elenchi relativi ai beni e neppure a segnalare le movimentazioni ai fini statistici.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • maria

    Rispondo a:
    maria

    “Non ho ben capito in quali casi i soggetti mensili sono obbligati alla compilazione della parte statistica. E qualora fosse compilata dai soggetti non tenuti a farlo, cosa succede? Ci sono da fare delle rettifiche o si va incontro a delle sanzioni? Grazie.”

    Le informazioni di natura statistica riguardano esclusivamente i modelli relativi agli acquisti e alle cessioni di beni: le informazioni richieste negli elenchi riferiti ai servizi sono di natura esclusivamente fiscale.

    Negli elenchi relativi ai beni, i dati statistici vanno indicati:

    - nelle colonne da 5 a 13, per le cessioni;
    - nelle colonne da 6 a 15, per gli acquisti.

    Al fine di semplificare gli adempimenti posti in capo alle imprese, nel corso degli ultimi anni la normativa comunitaria ha introdotto numerosi casi di esclusione dall’obbligo di compilazione dei dati statistici.

    Innanzi tutto, non sono tenuti alla compilazione dell’intera parte statistica, i soggetti che presentano gli elenchi con periodicità trimestrale, come pure i soggetti mensili “per opzione”.

    Inoltre, non sono tenuti alla compilazione delle colonne relative al “Valore statistico”, alle “Condizioni di consegna” e al “Modo di trasporto”, i soggetti che hanno realizzato un valore annuo di spedizioni/arrivi inferiore a € 20 milioni.

    Ulteriori esclusioni sono previste per alcune specifiche tipologie di operazioni elencate nell’allegato XI, Determinazione 22778/RU/2010 (ad esempio, riparazioni di beni).

    I soggetti tenuti alla compilazione della parte statistica, sono altresì obbligati a indicare le movimentazioni di beni intracomunitarie per operazioni di lavorazione. In questo caso, occorre indicare anche il dato relativo al valore statistico (anche nell’ipotesi in cui il soggetto non superi la soglia di € 20 milioni) in quanto per tali operazioni non è indicato alcun valore ai fini fiscali.

    Veniamo, infine, all’indicazione dei dati statistici da parte di soggetti non tenuti all’obbligo.

    Gli artt. 34 e 35, DL 41/1995, disciplinano le sanzioni applicabili per omissioni ed inesattezze nella segnalazione delle informazioni di natura statistica.

    Le stesse variano in relazione alla natura del contribuente (società o persona fisica) e alla tempistica di regolarizzazione (entro i termini fissati dall’Ufficio o meno).

    Per le persone fisiche, la regolarizzazione entro i termini comporta una sanzione da € 103 a € 1.033; la regolarizzazione oltre i termini, come pure la mancata regolarizzazione, comportano una sanzione da € 206 a € 2.065.

    Per le società, la regolarizzazione entro i termini comporta una sanzione da € 258 a € 2.582; la regolarizzazione oltre i termini, come pure la mancata regolarizzazione, comportano una sanzione da € 516 a € 5.164.

    In ogni caso, si consiglia di contattare l’Agenzia delle Dogane territorialmente competente, in quanto tali violazioni parrebbero rientrare tra le violazione formali che non arrecano alcun pregiudizio all’esercizio dell’azione di controllo.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • chi

    Rispondo a:
    chi

    “Salve, vorrei chiedere una cosetta. Ho ricevuto da un mio cliente francese una nota di accredito perché la merce è stata consegnata con un paio di giorni di ritardo … come mi comporto? Ho registrato l’accredito nel mio sezionale dei servizi ma come faccio con l’INTRA? Devo indicarlo? E come? Vi ringrazio molto.”

    L’art. 15, c. 1, n. 1), DPR 633/1972, stabilisce che sono escluse dal computo della base imponibile le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità nell’adempimento degli obblighi del cessionario o del committente.

    Pertanto, se dette somme vengono corrisposte a titolo di indennizzo o risarcimento per il ritardo nella consegna della merce, sono escluse dall’ambito di applicazione dell’IVA per mancanza del presupposto oggettivo (e, quindi, non vanno a ridurre il corrispettivo della cessione o della prestazione ma costituiscono una fattispecie a sé stante).

    La nota di addebito (non accredito) ricevuta dal cliente francese non va quindi riepilogata negli elenchi INTRASTAT.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • luana

    Rispondo a:
    luana

    “Per una ditta di autotrasporti dovrei registrare una fattura di acquisto di carburante in Francia. Nella fattura è indicato l’importo dell’IVA, quindi se non ho capito male non farebbe parte dell’INTRA, ma con quale codice IVA dovrei effettuare la registrazione in prima nota? Esclusione art. 7 oppure è più corretto non farla transitare per niente nei registri iva e quindi effettuare una registrazione secca in prima nota “costo a fornitore”? Grazie in anticipo.”

    La fornitura di carburanti costituisce una cessione di beni da assoggettare a imposta nel Paese ove avviene il rifornimento dell’automezzo. Pertanto, i rifornimenti di carburante effettuati in altri Paesi UE sono assoggettati all’imposta locale.

    La fattura va quindi registrata a contabilità generale senza transitare nei registri IVA. L’imposta può comunque essere richiesta a rimborso con la procedura prevista dall’art. 38-bis1, DPR 633/1972 (si veda l’articolo “Rimborso IVA”). Non occorre presentare INTRASTAT.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • lucaparasecoli

    Rispondo a:
    lucaparasecoli

    “Salve, volevo chiedere se in caso di cessione di beni da parte di un fornitore francese, senza stabile organizzazione in Italia, ad un cliente italiano e la fornitura viene considerata locale in quanto i prodotti acquistati si trovano in Italia al momento dell’acquisto, occorre compilare gli elenchi INTRASTAT? Preciso che la fattura viene emessa dalla società francese con sede a Montpellier e dunque ai fini IVA occorre applicare l’inversione contabile. E’ possibile avere un riferimento normativo? Grazie.”

    Dal tono del quesito parrebbe che l’operazione non configuri un acquisto intracomunitario di beni. Infatti, ai sensi dell’art. 38, c. 2, DL 331/1993, affinché si realizzi un acquisto intracomunitario devono sussistere, contemporaneamente, i seguenti requisiti soggettivi, oggettivi e territoriali:

    1) cedente e acquirente entrambi soggetti passivi IVA;
    2) onerosità dell’operazione;
    3) acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o altro diritto reale sui beni;
    4) trasferimento dei beni in altro Paese comunitario.

    Pertanto, mancando il requisito del trasferimento fisico dei beni da un Paese comunitario all’altro, si configura un’operazione “interna” da assoggettare a imposta ai sensi dell’art. 7-bis, c. 1, DPR 633/1972.

    Naturalmente non deve essere presentato alcun modello INTRASTAT.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • GIUSY66

    Rispondo a:
    GIUSY66

    “Salve, vorrei un chiarimento per la registrazione di una fattura di merce acquistata in Francia con addebito tva del 19,60%. E’ necessario presentare il modello INTRASTAT? Grazie della risposta.”

    L’operazione rappresentata nel quesito non pare rientrare nell’ambito della disciplina intracomunitaria. La stessa, infatti, è priva di uno dei requisiti richiesti dalla disciplina, ossia il trasferimento fisico dei beni da uno Stato comunitario all’altro.

    Di conseguenza, l’acquisto dei beni effettuato direttamente in Francia risulta ivi territorialmente rilevante ai fini dell’imposta.

    L’imposta pagata al fornitore francese potrà comunque essere richiesta a rimborso secondo la procedura prevista dall’art. 38-bis1, DPR 633/1972.

    La fattura ricevuta dal cedente francese va registrata direttamente a libro giornale senza la necessità che transiti sui registri IVA. La quota riferibile alla TVA costituisce un costo (da stornare in caso di ottenimento del rimborso dall’Amministrazione finanziaria francese).

    Non configurandosi un’operazione intracomunitaria non deve essere presentato il riepilogo INTRASTAT.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • OMBRETTA TORRACCHI

    Rispondo a:
    OMBRETTA TORRACCHI

    “Buongiorno, vorrei un chiarimento in merito alla compilazione del mod. INTRA 2-quinques relativamente alla registrazione di una nota credito servizi ricevuti. La nota di variazione è datata febbraio 2011 e si riferisce (stornandola parzialmente) a una fattura di provvigioni datata gennaio 2011 e inclusa regolarmente nel modello INTRA 2-quater mensile di gennaio 2011. Partendo dal presupposto che io debba dichiarare il nuovo valore della fattura defalcato dalla quello della nota di credito, cosa è giusto dichiarare ai campi 10 e 11 del mod. quinquies di febbraio 2011: i dati della nota di credito o quelli della fattura a cui si riferisce (il mio programma registrerebbe quelli del documento corrente, cioè della nota di variazione)? Quindi, al riferimento fattura devo indicare il numero e la data della nota di credito di febbraio 2011 o ribadire quelli della fattura di gennaio 2011? Grazie mille.”

    Le istruzioni per la compilazione del mod. INTRA 2-quinquies prevedono, in caso di storno parziale di una riga dettaglio precedentemente dichiarata, la compilazione dei dati compresi nelle colonne da 2 a 5 (identificative della riga dettaglio da modificare) per annullare l’operazione precedente, e la compilazione delle colonne da 6 a 15 con i dati comprensivi delle modifiche.

    Nella colonna 8 occorre, quindi, indicare l’ammontare del servizio al netto della nota di accredito. Ad esempio, se una prestazione di servizi ricevuta, originariamente dichiarata per € 10.000, assume il valore di € 7.000, nella colonna 8 si dovrà indicare € 7.000 (e non € 3.000).

    Per quanto riguarda le colonne 10 e 11, la CM n. 14/E/2010 ha precisato che nelle stesse devono essere indicati il numero della fattura (nel caso specifico, della nota di credito) e la data attribuiti dal committente nazionale secondo la progressione dallo stesso seguita nella propria contabilità (ciò vale sia nel caso in cui il contribuente abbia provveduto all’autofatturazione ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, sia nell’ipotesi in cui abbia integrato la fattura ricevuta dal contribuente estero).

    Nella colonna 10 va quindi indicato il numero progressivo attribuito alla nota di credito in fase di registrazione della stessa nel sezionale delle vendite. Nella colonna 11 la data del documento assegnata in fase di integrazione/registrazione.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • gianpiero

    Rispondo a:
    gianpiero

    “Una casa editrice vende due libri in Spagna ad un ditta spagnola. I libri partono dall’Italia e fatturo anche le spese di trasporto. Come devo emettere la fattura? Art. 74 o art. 41? Il trasporto (essendo accessorio) segue l’articolo IVA dei libri? Va presentato l’INTRASTAT?”

    Le cessioni di prodotti editoriali eseguite nei confronti di soggetti passivi IVA residenti in altro Stato membro costituiscono cessioni non imponibili ex art. 41, c. 1, DL 331/1993. Stesso discorso per quanto riguarda le spese accessorie ex art. 12, DPR 633/1972.

    Tali cessioni devono essere riepilogate nei modelli INTRA relativi ai beni.

    Le cessioni effettuate nei confronti di privati consumatori residenti in un altro Paese UE vanno, invece, assoggettate a imposta.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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