AGENZIA DELLE ENTRATE

numero verdeCIRCOLARI “FOCUS OPERAZIONI CON L’ESTERO” GIA’ PUBBLICATE

N. 23/2014: La nuova dichiarazione d’intento - 17 dicembre 2014

Il D.Lgs. 175/2014, c.d. Decreto “Semplificazioni”, ha radicalmente modificato le modalità di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento. La nuova procedura prevede che siano gli stessi esportatori abituali a trasmettere le dichiarazioni d’intento all’Amministrazione finanziaria, ponendo in capo ai fornitori degli esportatori abituali il solo obbligo di riscontrare telematicamente l’avvenuta presentazione della comunicazione da parte dei propri clienti. Con il Provvedimento 12.12.2014, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello della dichiarazione d’intento e le relative specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Nel provvedimento l’Agenzia delle Entrate ha dettato anche le procedure da osservare nel periodo transitorio.

1.      La dichiarazione d’intento.

2.      Gli obblighi in capo al fornitore dell’esportatore abituale.

3.      La comunicazione delle dichiarazioni d’intento ricevute.

4.      L’attuale regime sanzionatorio.

5.      La disciplina applicabile dal 1.1.2015.

6.      Il riscontro telematico dell’avvenuta trasmissione all’Agenzia delle Entrate.

7.      Aspetti doganali.

8.      Il nuovo regime sanzionatorio.

9.      Il nuovo modello: compilazione del frontespizio.

10.   Compilazione del quadro A – Plafond.

11.   Disposizioni transitorie.

N. 22/2014: L’origine non preferenziale delle merci - 3 dicembre 2014

Il concetto di origine delle merci rappresenta uno dei temi di maggiore attualità per le imprese che operano sui mercati esteri. La nozione di origine non assume, infatti, rilevanza soltanto per l’applicazione delle tariffe doganali e delle altre misure di politica commerciale, ma anche in numerosi altri campi come, ad esempio, ai fini dell’etichettatura d’origine per la commercializzazione delle merci.

1.      Il concetto di origine non preferenziale.

2.      Attività insufficienti a conferire l’origine.

3.      Accessori e pezzi di ricambio.

4.      Il certificato d’origine.

5.      Certificato d’origine dei pezzi di ricambio essenziali.

6.      La tutela del made in Italy.

7.      Il fallace utilizzo del marchio.

8.      L’indicazione 100% made in Italy.

N. 21/2014: Esportazioni indirette non imponibili anche oltre i termini – 19 novembre 2014

Con RM n. 98/E/2014 l’Agenzia delle Entrate, adeguandosi alle conclusioni cui è giunta la Corte di Giustizia con la Sentenza 19.12.2013, Causa C-563/12 ha riconosciuto che le c.d. esportazioni indirette possono beneficiare della non imponibilità IVA, anche se i beni escono dal territorio doganale comunitario oltre il termine dei 90 giorni dalla loro consegna all’acquirente non residente. L’eventuale imposta versata in sede di regolarizzazione dell’operazione può essere recuperata con una nota di variazione o con un’istanza di rimborso.

1.      Le esportazioni indirette.

2.      La prova dell’avvenuta esportazione.

3.      La prassi amministrativa.

4.      La sentenza della Corte di Giustizia.

5.      L’intervento dell’Agenzia delle Entrate.

N. 20/2014: Le spese sostenute all’estero – 5 novembre 2014

Capita di frequente che le imprese inviino all’estero i propri dipendenti e collaboratori per motivi di lavoro. Pare quindi opportuno esaminare le casistiche più ricorrenti e il relativo trattamento contabile e fiscale.

1.      Le prestazioni di servizio ricevute all’estero.

2.      Le prestazioni alberghiere.

3.      Le prestazioni di ristorazione.

4.      Il noleggio di autoveicoli.

5.      Trasporto passeggeri (biglietti aerei).

6.      Il rifornimento di carburante all’estero.

7.      Pedaggi autostradali.

8.      Gli anticipi di cassa a dipendenti e amministratori.

N. 06/2014: Le operazioni con soggetti non residenti – 26 marzo 2014

Sempre più frequentemente le imprese non residenti, prive di stabile organizzazione in Italia, operano all’interno del territorio nazionale servendosi di un rappresentante fiscale o tramite identificazione diretta. Nella gran parte dei casi l’apertura di una partita IVA italiana risponde a esigenze logistiche, connesse alla vendita di beni all’interno del territorio nazionale, in favore di soggetti passivi residenti. In questi casi gli operatori nazionali incontrano spesso delle difficoltà nel riconoscere e trattare le operazioni ricevute da soggetti non residenti identificati in Italia.

1.      Sistemi di identificazione.

2.      La stabile organizzazione.

3.      L’identificazione diretta.

4.      La nomina del rappresentante fiscale.

5.      Come riconoscerli.

6.      La fatturazione dei soggetti non residenti.

N. 05/2014 – La regolarizzazione dello splafonamento – 12 marzo 2014

L’utilizzo del plafond IVA oltre il limite disponibile, c.d. splafonamento, è punito con la gravosa sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’imposta non applicata all’operazione. È comunque ammesso il ricorso al ravvedimento operoso entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA e, quindi, entro il 30.9 dell’anno successivo a quello in cui si è commessa la violazione. Esaminiamo di seguito le diverse metodologie di regolarizzazione indicate dall’Agenzia delle Entrate.

1.      L’impianto sanzionatorio.

2.      Le metodologie di regolarizzazione.

3.      Richiesta di emissione della nota di debito.

4.      Emissione di autofattura.

5.      Regolarizzazione in sede di liquidazione periodica.

N. 04/2014: L’esclusione di San Marino dall’elenco dei Paesi black list – 26 febbraio 2014

Il DM 12.2.2014, in vigore dallo scorso 24 febbraio, ha modificato l’elenco degli Stati e territori considerati a regime fiscale privilegiato, escludendone la Repubblica di San Marino. Per effetto di tale esclusione viene meno l’obbligo di ricomprendere le operazioni realizzate con operatori economici sammarinesi nella c.d. comunicazione “black list”.

1.      Evoluzione normativa.

2.      Comunicazione black list.

3.      Trasferimento della residenza in un paradiso fiscale.

N. 03/2014: I termini di resa delle merci: gruppo D – 12 febbraio 2014

Gli INCOTERMS, ossia i termini di resa utilizzati negli scambi internazionali di merci, consentono di stabilire in maniera inequivocabile le condizioni commerciali di trasferimento dei beni (chi paga i costi di trasporto, di assicurazione e di sdoganamento, e in quale momento avviene il passaggio dei rischi tra il venditore e il compratore). Dopo aver esaminato le peculiarità del gruppo C, terminiamo l’analisi degli INCOTERMS 2010 analizzando il gruppo D.

1.      Il gruppo D.

2.      DAT – Delivered At Terminal.

3.      DAP – Delivered At Place.

4.      DDP – Delivery Duty Paid.

5.      Analisi comparativa dei termini di resa del gruppo D.

N. 02/2014: Elenchi INTRASTAT 2014: novità e conferme – 29 gennaio 2014

Con l’inizio del periodo d’imposta pare opportuno soffermarsi sulla disciplina degli elenchi INTRASTAT, esaminando le novità in arrivo e ripercorrendo le principali caratteristiche dell’adempimento.

1.      Evoluzione normativa.

2.      Abrogazione degli elenchi riferiti ai servizi ricevuti.

3.      Soggetti obbligati.

4.      Esclusioni soggettive.

5.      Le operazioni soggette a rilevazione.

6.      Operazioni non soggette a rilevazione (beni).

7.      Prestazioni di servizi per le quali non è dovuta l’imposta.

8.      Prestazioni accessorie.

9.      Quando includere le operazioni negli elenchi.

10.   Acquisti intracomunitari di beni.

11.   Cessioni intracomunitarie di beni.

12.   Prestazioni di servizi ricevute.

13.   Prestazioni di servizi rese.

14.   Periodicità di presentazione.

15.   Cambio di periodicità.

16.   Termini di presentazione.

N. 01/2014: La non imponibilità delle esportazioni a effetto traslativo differito – 15 gennaio 2014

Con un recente intervento di prassi l’Agenzia delle Entrate ha affermato che le cessioni di beni all’estero in regime di franco valuta possono, al ricorrere di talune condizioni, fruire del regime di non imponibilità iva e concorrere alla formazione del plafond iva.

1.      La nozione di esportazione ai fini IVA.

2.      Esportazioni a effetto traslativo sospeso.

3.      La nuova interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

4.      Gli adempimenti.

5.      La disciplina comunitaria.