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Terriotarialità Iva delle Prestazioni E-Commerce

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Terriotarialità Iva delle Prestazioni E-Commerce
Ultimo Aggiornamento: 15/10/2010 - Numero Download: 894

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LA NUOVA TERRITORIALITA’ IVA DELLE PRESTAZIONI DI E-COMMERCE

Per commercio elettronico diretto sono da intendersi le operazioni effettuate interamente in modalità telematica, aventi ad oggetto beni o servizi messi a disposizione del destinatario in forma digitale e tramite una rete elettronica.

Esaminiamo la disciplina IVA applicabile a questa tipologia di operazioni a seguito delle modifiche apportate dalla Direttiva 2008/8/CE alla territorialità delle prestazioni di servizi.

PECULIARITA’ DEL COMMERCIO ELETTRONICO

Le operazioni di commercio e vendita online possono assumere due distinte configurazioni:

  • commercio elettronico “diretto”;
  • commercio elettronico “indiretto”.

Il commercio elettronico “diretto” è caratterizzato dal fatto che l’intera transazione commerciale (ordine, pagamento e, soprattutto, consegna del bene) avviene unicamente per via telematica, attraverso la fornitura di prodotti virtuali non tangibili.

Normativa Intrastat

Normativa

Tali operazioni non costituiscono cessioni di beni ma prestazioni di servizi, per cui è rilevante il momento del pagamento per la determinazione del relativo momento impositivo IVA.

In sostanza, nell’e-commerce la rete elettronica (Internet) viene utilizzata dall’acquirente per effettuare tutte le fasi dell’operazione di acquisto (concludere la transazione, eseguire il pagamento e scaricare telematicamente il prodotto acquistato sotto forma di file digitale).

Nel commercio elettronico “indiretto”, invece, la fase preliminare di effettuazione dell’ordine ed anche il pagamento vengono effettuati online, ma il bene viene poi fisicamente spedito al domicilio o alla sede dell’acquirente.

Si tratta della vendita di beni tradizionali (come vino, libri, computers, ecc.) che ha delle analogie con la vendita per corrispondenza e che si avvantaggia della forma elettronica per espandere i propri canali di vendita.

e-commerce diretto

=>

l’intera transazione commerciale viene svolta in via telematica (ordine, pagamento e consegna)

e-commerce indiretto

=>

la transazione commerciale viene svolta parte in via telematica e parte secondo le tradizionali metodologie di vendita (consegna materiale del bene)

Nel commercio elettronico “diretto” la cessione riguarda i c.d. beni digitali, vale a dire trasmissibili tramite la rete, che possono assumere la forma di software, filmati digitali, libri o canzoni in formato digitale, nonché ulteriori servizi offerti direttamente via Internet.

In particolare, rientrano nella definizione di commercio elettronico i servizi contemplati dal Regolamento comunitario n. 1777/2005, quando forniti attraverso Internet o una rete elettronica:

  • la fornitura di prodotti digitalizzati in genere, compresi software e modifiche o aggiornamenti di software;
  • i servizi che veicolano o supportano la presenza di un’azienda o di un privato su una rete elettronica (ad esempio, un sito o una pagina web);
  • i servizi automaticamente generati da un computer attraverso Internet o una rete elettronica, in risposta a dati specifici immessi dal cliente;
  • i servizi di aste online che dipendono da banche dati automatiche e dall’immissione di dati da parte del cliente con nessuno o un minimo intervento umano;
  • i pacchetti di servizi Internet (Internet Service Provider) di informazioni o attività interattive che vanno oltre il semplice accesso a Internet e nei quali la componente delle telecomunicazioni costituisce un elemento accessorio e subordinato.

Un’ulteriore elencazione esemplificativa dei servizi prestati tramite mezzi elettronici è contenuta nell’Allegato L della Direttiva 2002/38/CE:

  • fornitura di siti web e web-hosting, gestione a distanza di programmi e attrezzature;
  • fornitura di software e relativo aggiornamento;
  • fornitura di immagini, testi (e-book) e informazioni e messa a disposizione di basi di dati;
  • fornitura di musica, film, giochi, compresi i giochi di sorte o d’azzardo, programmi o manifestazioni politici, culturali, artistici, sportivi, scientifici o di intrattenimento;
  • fornitura di prestazioni di insegnamento a distanza (e-learning).

Si ricorda inoltre che l’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 36/E/2010, ha precisato che anche i servizi prestati da E-bay rientrano tra i servizi elettronici.

LE OPERAZIONI CHE NON COSTITUISCONO COMMERCIO ELETTRONICO DIRETTO

Ai sensi dell’art. 12, Regolamento n. 1777/2005, non costituiscono prestazioni di commercio elettronico “diretto”:

  • i servizi di radiodiffusione e di televisione;
  • i servizi di telecomunicazione;
  • le cessioni dei beni e le prestazioni dei seguenti servizi:

    • beni per i quali l’ordine o la sua elaborazione avvengono elettronicamente;
    • CD-ROM, dischetti e supporti fisici analoghi;
    • materiale stampato (libri, bollettini, giornali e riviste);
    • CD e audiocassette;
    • videocassette e DVD;
    • giochi su CD-ROM;
    • servizi di professionisti, quali avvocati e consulenti finanziari, che forniscono consulenze ai clienti mediante la posta elettronica;
    • servizi di insegnamento, per i quali il contenuto del corso è fornito da un insegnante attraverso Internet o una rete elettronica;
    • servizi di riparazione materiale offline delle apparecchiature informatiche;
    • servizi di conservazione dei dati offline;
    • servizi pubblicitari (ad esempio in giornali, su manifesti e in televisione);
    • servizi di helpdesk telefonico;
    • servizi di insegnamento che comprendono esclusivamente corsi per corrispondenza;
    • servizi tradizionali di vendita all’asta che dipendono dal diretto intervento dell’uomo, indipendentemente dalle modalità di offerta;
    • servizi telefonici con una componente video (servizi di videofonia);
    • accesso a Internet e al World Wide Web;
    • servizi telefonici forniti attraverso Internet.
Normativa Intrastat

Normativa

Non rientrano nella fattispecie in esame neppure tutte quelle prestazioni in cui l’elemento umano è sostanziale rispetto all’apporto tecnologico ovvero il prestatore interviene nella transazione personalizzando il servizio.

Da ultimo, si ricorda che con Risoluzione n. 199/E/2008, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il servizio di prenotazione alberghiera fruibile esclusivamente attraverso il sito web di una società, non è ricompreso nell’ambito del commercio elettronico (l’uso della rete è infatti equiparabile all’uso di un telefono o di un fax).

I CRITERI DI TERRITORIALITA’ AI FINI IVA

Nel commercio elettronico “diretto” le nuove regole inerenti la territorialità IVA distinguono tra prestazioni rese:

  • nei confronti di soggetti passivi;
  • nei confronti di committenti privati (non soggetti passivi).

Le prestazione rese nei confronti di soggetti passivi sono disciplinate dalla regola generale contenuta nell’art. 7-ter, DPR 633/1972 (tassazione nel luogo ove è stabilito il committente).

Per le prestazioni rese a committenti non soggetti passivi rileva, invece, il luogo in cui è stabilito il prestatore. Tuttavia, le prestazioni rese da soggetti extracomunitari sono soggette ad IVA in Italia se rese nei confronti di privati domiciliati o residenti nel territorio dello Stato (tassazione nel luogo di utilizzo della prestazione).

prestazioni tra soggetti passivi

Le prestazioni rese nei confronti di soggetti passivi, rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 7-ter, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, e sono quindi tassate nel luogo di stabilimento del committente a prescindere dalla residenza del prestatore e dal luogo in cui la prestazione viene eseguita.

Pertanto:

  • le prestazioni tra soggetti passivi nazionali sono sempre soggette a imposta;
Esempio Intrastat

Esempio 1

Una società italiana fornisce ad un’altra impresa italiana un pacchetto software, scaricato da Internet. Il prestatore emette fattura assoggettata a IVA.

  • le prestazioni effettuate da un soggetto passivo non residente (UE o extra UE) ricevute da soggetti passivi italiani vanno assoggettate ad imposta con emissione di autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972 (o, in presenza di prestatore comunitario, mediante integrazione della fattura estera);
Esempio Intrastat

Esempio 2

Una società tedesca fornisce ad un’impresa italiana un pacchetto software, scaricato da Internet. L’operatore nazionale integra con l’indicazione dell’imponibile e dell’IVA la fattura ricevuta dal prestatore tedesco e la annota nel registro IVA vendite e nel registro IVA acquisti. Presenta il relativo mod. INTRASTAT (mod. INTRA 2-quater).

  • le prestazioni rese da un soggetto passivo italiano nei confronti di un soggetto passivo non residente (UE o extra UE) risultano fuori campo IVA. Il prestatore nazionale emette fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972.
Esempio Intrastat

Esempio 3

Una società italiana crea un sito web per conto di un’impresa austriaca. L’operatore nazionale emette fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972, e presenta il relativo mod. INTRASTAT (mod. INTRA 1-quater).

Esempio Intrastat

Esempio 4

Una società italiana fornisce ad un’impresa svizzera un software per la contabilità, scaricato da Internet. L’operatore nazionale emette fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972. Non è richiesta la presentazione del mod. INTRASTAT.

Con Risoluzione n. 274/2008, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che le vendite online sono sempre soggette all’obbligo di emissione della fattura (anche relativamente alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici extra UE o privati consumatori).

prestazioni rese a consumatori finali

Esaminiamo le diverse ipotesi:

  • servizi resi da un operatore nazionale nei confronti di privati italiani o comunitari. In questo caso è applicabile la regola generale ex art. 7-ter, c. 1, lett. b), DPR 633/1972, in base alla quale rileva il luogo di stabilimento del prestatore. La prestazione va quindi assoggettata a IVA in Italia;
Esempio Intrastat

Esempio 5

Una società italiana vende una banca dati, scaricata da Internet, ad un privato cittadino UE. L’operatore nazionale emette fattura assoggettata a IVA. Non è richiesta la presentazione del mod. INTRASTAT.

  • servizi resi da un operatore nazionale nei confronti di privati extra UE. L’operazione è considerata fuori campo IVA ex art. 7-septies, c. 1, lett. i), DPR 633/1972;
Esempio Intrastat

Esempio 6

Una società italiana vende una banca dati, scaricata da Internet, ad un privato cittadino extra UE. L’operatore nazionale emette fattura fuori campo IVA ex art. 7-septies, c. 1, lett. i), DPR 633/1972. Non è richiesta la presentazione del mod. INTRASTAT.

  • servizi resi da un soggetto passivo UE nei confronti di privati italiani. L’operazione è soggetta a imposta nel Paese di stabilimento del prestatore ai sensi dell’art. 7-ter, c. 1, lett. b), DPR 633/1972;
  • servizi resi da un soggetto passivo extra UE nei confronti di privati italiani. In questo caso opera la deroga stabilita dall’art. 7-sexies, c. 1, lett. f), DPR 633/1972, e, pertanto l’operazione assume rilevanza IVA in Italia (luogo di utilizzo della prestazione). L’operatore extra UE, salvo che non disponga di una stabile organizzazione, è tenuto ad identificarsi in Italia al fine di assolvere l’imposta.
Normativa Intrastat

Normativa

Per evitare che gli operatori extracomunitari debbano identificarsi in ogni Paese UE nel quale operano, è stata introdotta una disciplina agevolativa, in base alla quale gli operatori extra UE possono identificarsi in qualsiasi Stato UE al fine di poter eseguire i versamenti d’imposta relativi a tutte le operazioni realizzate nella comunità nei confronti di privati.

quadro di sintesi

Di seguito un pratico riepilogo:

prestatore

committente

luogo tassazione

obblighi contabili

IT

IT

IT

Emissione fattura con IVA

IT

soggetto IVA UE

Paese committente

Fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972

IT

privato UE

IT

Emissione fattura con IVA

IT

extra UE (soggetto IVA o privato)

Paese committente

Operazione fuori campo IVA

UE

soggetto IVA IT

IT

Integrazione fattura o autofattura IT

UE

privato IT

Paese committente

Emissione fattura soggetto UE

EXTRA UE

soggetto IVA IT

IT

Autofattura IT

EXTRA UE

privato IT

IT

Fattura con IVA (previa identificazione in Italia)

ELENCHI INTRASTAT

Come noto, la fornitura di programmi via Internet effettuata tra soggetti passivi comunitari deve essere riepilogata nei mod. INTRASTAT.

Con Circolare n. 36/E/2010, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che non vanno incluse negli elenchi le prestazioni di servizi rese/ricevute da soggetti passivi italiani, quando la controparte è un soggetto stabilito in un Paese extracomunitario che, seppur identificato ai fini IVA nella UE, non possiede nel territorio comunitario né la sede principale dell’attività, né una stabile organizzazione.

La stessa circolare ha altresì chiarito che per le prestazioni in esame ciò che rileva ai fini della compilazione dei modelli è il rapporto contrattuale posto in essere con il soggetto che realizza la prestazione di fornitura del software (ossia il venditore), a prescindere dal luogo di stabilimento del produttore del programma.

Pertanto, l’acquirente nazionale deve inserire la prestazione nell’elenco INTRASTAT indicando il codice identificativo del venditore.

Si rammenta infine che sono escluse dalla rilevazione statistica nelle sezioni relative ai beni le operazioni commerciali aventi ad oggetto il software scaricato da Internet.

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3 comments to Prestazioni E-Commerce

  • katiuscia

    Rispondo a:
    katiuscia

    “Abbiamo ricevuto una fattura per un rinnovo antivirus da Cipro, in fattura è stata conteggiata l’IVA 15%. Appurato che non va fatta la comunicazione black list, l’operazione va però inserita negli elenchi intrastat, contabilmente devo fare il reverse sul totale fattura compresa iva? La fattura che ho ricevuto non doveva essere senza addebito d’imposta? L’importo che devo indicare in intra è il totale fattura?”

    Relativamente all’acquisto di prodotti software da parte di un’impresa italiana presso un fornitore soggetto passivo stabilito in altro Paese UE, occorre distinguere tra software standardizzato (o “pacchettizzato”) e software specifico (o “personalizzato”).

    Nel primo caso occorre:

    - numerare e integrare la fattura con IVA 20%, annotando la stessa sul registro fatture emesse e sul registro acquisti;
    - presentare il mod. INTRA 2-bis (beni).

    Nel caso di acquisto di software specifico o, comunque, se il software viene “scaricato” da Internet occorre:

    - emettere autofattura con IVA 20% ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, o integrare con IVA la fattura del prestatore comunitario;
    - annotare il documento sul registro fatture emesse e sul registro acquisti;
    - presentare il mod. INTRA 2-quater (servizi).

    Non si comprende, pertanto, per quale motivo il fornitore cipriota abbia applicato l’imposta locale in fattura. Qualora non sia possibile ottenere chiarimenti dall’operatore estero, si consiglia di assoggettare comunque a IVA il documento (da calcolare sul totale fattura).

    In tutti i casi (acquisto di un bene o prestazione ricevuta), nel modello INTRASTAT deve essere indicato l’importo esposto nella fattura del soggetto estero.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • cristinacri

    Rispondo a:
    cristinacri

    “A mio avviso se ti hanno fatto fattura con IVA ti hanno considerato un privato, quindi io non la inserirei nella dichiarazione INTRASTAT. Io registrerei il documento in contabilità generale e basta.”

    Prima di procedere in tal senso, si consiglia di verificare presso il fornitore se le cose stanno effettivamente così. Immaginiamo che durante le operazioni di acquisto siano stati forniti i dati dell’acquirente e, pertanto, nutriamo forti dubbi sulla possibilità di essere stati considerati clienti “privati”.

    In ogni caso, è opportuno contattare il fornitore estero e chiedere spiegazioni.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • umberto

    Rispondo a:
    umberto

    “Volevo chiedere se per l’acquisto di servizi hosting dall’Inghilterra posso procedere all’integrazione della fattura o sono obbligato a emettere autofattura. Dalla lettura ho capito che posso integrare la relativa fattura, è la prima volta che mi capita.”

    Dal 1.1.2010 le prestazioni di servizi rese attraverso mezzi elettronici rientrano tra i c.d. servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, territorialmente rilevanti nel Paese di stabilimento del committente soggetto passivo.

    In applicazione della L. 217/2011, c.d. “Comunitaria 2010”, dal 17.3.2012 le prestazioni di servizi “generici” ricevute da prestatori stabiliti in altro Paese comunitario devono essere assoggettate a imposta con integrazione della fattura estera.

    In sostanza il committente, soggetto IVA italiano, deve:

    1) integrare la fattura ricevuta dal prestatore comunitario con l’aliquota e l’ammontare dell’IVA dovuta ovvero con il titolo di non applicazione dell’imposta. Se gli importi sono espressi in valuta diversa dall’euro, è altresì necessario indicare il controvalore in euro;

    2) annotare la fattura così integrata, nel registro delle fatture emesse, con l’indicazione anche del corrispettivo delle operazioni espresso in valuta estera;

    3) annotare la fattura così integrata anche nel registro IVA acquisti.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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