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Mancato Ricevimeto Fattura negli Acquisti Intracomunitari
Ultimo Aggiornamento: 12/08/2010 - Numero Download: 800

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MANCATO RICEVIMENTO DELLA FATTURA NEGLI ACQUISTI INTRACOMUNITARI

In caso di mancato ricevimento della fattura di acquisto intracomunitario o di ricevimento con corrispettivo inferiore a quello reale, il cessionario deve provvedere a regolarizzare l’operazione con l’emissione di autofattura.

A seguito delle modifiche operate dal D.Lgs. 18/2010, sono variati i termini entro i quali occorre procedere alla regolarizzazione degli acquisti intracomunitari.

IL MOMENTO DI EFFETTUAZIONE DELL’OPERAZIONE

Ai sensi dell’art. 39, DL 331/1993, l’acquisto intracomunitario di beni si considera effettuato:

  • al momento della consegna nel territorio dello Stato dell’acquirente, se il trasporto o la spedizione sono effettuati dal cedente o da un vettore terzo;
  • al momento dell’arrivo nel luogo di destinazione, se il trasporto viene effettuato dall’acquirente con propri mezzi.

Normativa

Nel caso di acquisti intracomunitari con effetti traslativi sospesi (contratti estimatori, consignment stock, cessioni in c/deposito) il momento impositivo viene spostato a quando tali effetti si producono e, comunque, entro 1 anno dalla consegna.

Se anteriormente alla consegna dei beni viene emessa fattura o viene effettuato il pagamento totale o parziale del corrispettivo, l’acquisto si considera effettuato alla data di ricevimento della fattura o alla data del pagamento (pur limitatamente all’importo fatturato o pagato).

trasporto effettuato dal cedente => alla consegna del bene al cessionario
trasporto effettuato da un vettore terzo => alla consegna del bene al cessionario
trasporto effettuato dall’acquirente => all’arrivo del bene nel luogo di destinazione
ricevimento della fattura prima della consegna dei beni => momento in cui la fattura è stata ricevuta dall’acquirente
effettuazione del pagamento (anche parziale) prima della consegna dei beni => momento di effettuazione del pagamento

Dal momento di effettuazione dell’acquisto intracomunitario, decorrono i relativi termini di registrazione della fattura.

L’INTEGRAZIONE DELLA FATTURA ESTERA

Ai sensi dell’art. 46, DL 331/1993, la fattura ricevuta dal cedente comunitario deve essere numerata secondo la progressione delle fatture emesse ed integrata con i seguenti elementi:

  • ammontare dell’imposta calcolata secondo l’aliquota dei beni acquistati;
  • controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono alla formazione della base imponibile, se espressi in valuta estera.

Normativa

In caso di acquisto intracomunitario senza pagamento dell’IVA, oppure non imponibile o esente, in luogo dell’ammontare dell’imposta occorre indicare il titolo di non imponibilità o esenzione ed il relativo riferimento normativo.

Se la contabilità viene tenuta con sistemi meccanografici, l’integrazione può essere eseguita su un documento appositamente emesso dal cessionario, che va conservato unitamente alla fattura estera.

LA REGISTRAZIONE DELLA FATTURA INTEGRATA

La fattura così integrata va quindi annotata, distintamente, sia nel registro delle fatture emesse, sia nel registro IVA acquisti, entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, entro 15 giorni dalla sua ricezione, ma sempre con riferimento al relativo mese di ricevimento.

Nota

L’operazione deve quindi confluire nella liquidazione IVA del mese nel quale la fattura viene ricevuta.

Le fatture ricevute (come pure quelle emesse) inerenti operazioni intracomunitarie vanno annotate “distintamente” dalle altre operazioni interne (ad esempio, istituendo apposite colonne nei registri IVA oppure utilizzando un’apposita codifica meccanografica che evidenzi la loro natura).

La CM 13/E/1994 consente la registrazione degli acquisti intracomunitari anche:

  • con appositi registri sezionali regolarmente numerati. In buona sostanza, si tratta di suddividere ciascun registro in più registri o conti sezionali secondo le esigenze dell’impresa. Naturalmente ciò comporta una distinta numerazione delle fatture in relazione a ciascun registro (è comunque opportuno istituire un registro riepilogativo);
  • a blocchi di serie di numeri (nel primo foglio del registro occorre indicare le serie numeriche impiegate ed il tipo di documento cui si riferiscono).
Esempio1

Esempio 1

In data 30.7.2010 la società Barca Srl riceve una fattura dell’importo di € 1.000 da un proprio fornitore tedesco. Il 31.7.2010 la fattura viene integrata e registrata negli appositi registri sezionali.

Protocollo registro IVA vendite: 167

Protocollo registro IVA acquisti: 167

Imponibile € 1.000,00 Aliquota IVA 20% IVA € 200,00 Totale fattura € 1.200,00

Blixa SA Leostrasse, 89 – Monaco

VAT n.: DE 123456789

Spett.le

Example Srl Via Volta, 1 – Ravenna

VAT n.: IT 02179470394

Rechnungsnummer 89 datum: 24.7.2010

Art. XSW – 1277 € 1.000,00

Annotazione nel registro fatture emesse, sezionale 2:

N. progr. Data reg.ne N. doc.to Data doc.to Cliente Imponibile IVA
167 31.7.2010 167 31.7.2010 Blixa SA 1.000,00 200,00

Annotazione nel registro acquisti, sezionale 2:

N. progr. Data reg.ne N. doc.to Data doc.to Fornitore Imponibile IVA
167 31.7.2010 167 31.7.2010 Blixa SA 1.000,00 200,00

Normativa

La RM 144/E/1999 permette, in alternativa, l’utilizzo di un registro sezionale riservato agli acquisti intracomunitari, che assolva la duplice veste formale di registro delle fatture emesse e di registro degli acquisti. Occorre, tuttavia, istituire un registro riepilogativo nel quale riportare gli importi complessivi delle operazioni e dell’imposta.

Gli acquisti intracomunitari annotati negli anzidetti registri IVA non concorrono né alla formazione del volume di affari, né alla determinazione dello status di esportatore abituale e del relativo plafond e neppure alla determinazione del pro-rata di detraibilità nel caso di effettuazione di operazioni esenti.

IL MANCATO RICEVIMENTO DELLA FATTURA

Nel caso in cui il cessionario non riceva la fattura di acquisto intracomunitario entro la fine del mese successivo a quello di effettuazione dell’acquisto, ai sensi dell’art. 46, c. 5, DL 331/1993, deve provvedere, entro la fine del mese seguente, all’emissione di un’autofattura.

L’autofattura, da emettere in un unico esemplare, deve contenere anche il codice identificativo attribuito al cedente dal Paese membro di appartenenza.

Esempio1

Esempio 2

Nel mese di luglio 2010 un operatore italiano riceve beni acquistati in Germania da un operatore ivi identificato. Se entro il mese di agosto non riceve la fattura relativa ai beni acquistati, nel successivo mese di settembre deve emettere autofattura comprensiva di IVA. L’autofattura va quindi registrata (nel mese di settembre) sia nel registro fatture emesse, sia nel registro acquisti. L’operazione deve anche essere riepilogata nell’elenco INTRASTAT relativo al mese di settembre.
mancato ricevimento fattura ue emissione e registrazione dell’autofattura entro il secondo mese successivo alla consegna o al pagamento

FATTURA CON CORRISPETTIVO INFERIORE A QUELLO REALE

Una procedura pressoché analoga deve essere osservata nel caso di ricevimento di una fattura intracomunitaria che esponga un corrispettivo inferiore al reale.

In questa ipotesi occorre emettere un’autofattura integrativa entro il quindicesimo giorno successivo alla registrazione della fattura originaria (sino al 31.12.1999 la regolarizzazione poteva avvenire entro il mese seguente alla registrazione della fattura originaria).

Esempio1

Esempio 3

Nel mese di luglio 2010 un operatore italiano riceve una fattura per un importo inferiore al corrispettivo pattuito e la registra il 31.7.2010. Se entro il 15 agosto non riceve la fattura integrativa emessa dal cedente comunitario, deve provvedere all’emissione di un’autofattura integrativa per la quota di corrispettivo non fatturatagli.

corrispettivo inferiore al reale emissione autofattura integrativa entro il 15° giorno successivo alla registrazione della fattura originaria

Attenzione

La mancata regolarizzazione (sia nel caso di fattura non ricevuta, che di fattura ricevuta per un importo inferiore al reale) comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’imposta con un minimo pari a € 516. E’ comunque possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso (sanzione ridotta € 52).

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Mancato Ricevimeto Fattura negli Acquisti Intracomunitari
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