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Novita' e Conferme Operazioni Intracomunitarie

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Focus Operazioni con l'Estero N°1 / 2013 - Gratuita
Ultimo Aggiornamento: 04/07/2013 - Numero Download: 828

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IL MOMENTO DI EFFETTUAZIONE DELLE OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE: NOVITA’ E CONFERME

Con il recepimento nell’ordinamento nazionale della Direttiva 2010/45/UE in materia di fatturazione europea, il momento impositivo delle operazioni intracomunitarie, siano esse acquisti o cessioni di beni, è stato fatto coincidere con l’inizio del trasporto o della spedizione dei beni. Esaminiamo di seguito i riflessi operativi delle nuove disposizioni.

EVOLUZIONE NORMATIVA

L’art. 1, commi da 324 a 335, Legge 228/2012, c.d. “Legge di Stabilità 2013”, ha recepito nell’ordinamento nazionale le disposizioni in materia di fatturazione europea previste dalla Direttiva 2010/45/UE.

esempio

Commenti

Il DL 216/2012, c.d. Decreto “Salva Infrazioni”, non è stato convertito in legge a causa della prematura fine del Governo Monti; le norme ivi contenute sono state quindi trasfuse nella Legge 228/2012.

Nel presente intervento esamineremo le novità, applicabili alle operazioni effettuate dal 1.1.2013, circa il momento di effettuazione delle operazioni intracomunitarie, ossia il momento a partire dal quale decorrono i termini per tutti i connessi adempimenti (integrazione, fatturazione, registrazione, ecc.).

IL NUOVO MOMENTO IMPOSITIVO

L’art. 39, c. 1, DL 331/1993, come modificato dall’art. 1, c. 326, lett. b), Legge 228/2012, stabilisce che le cessioni e gli acquisti intracomunitari di beni si considerano effettuati quando il bene è in partenza dal luogo di origine.

esempio

Commenti

Prima delle modifiche, l’art. 39, DL 331/1993, conteneva le regole per l’individuazione del momento di effettuazione dei soli acquisti intracomunitari mentre, per le cessioni, ci si doveva rifare alle regole generali ex art. 6, DPR 633/1972.

Pertanto, il momento rilevante ai fini IVA coincide:

  • con l’inizio del trasporto o della spedizione dei beni al cessionario, o a terzi per suo conto, dal territorio nazionale verso un altro Stato membro, per le cessioni intracomunitarie di beni;
  • con l’inizio del trasporto o della spedizione dei beni al cessionario, o a terzi per suo conto, dal territorio di altro Stato membro a quello nazionale, per gli acquisti intracomunitari di beni.

Per le cessioni intracomunitarie di beni il momento rilevante, ossia il momento in cui il cessionario italiano è tenuto a emettere fattura, coincide, come in precedenza, con la data di spedizione della merce. Relativamente agli acquisti intracomunitari di beni, invece, la modifica normativa “anticipa” il momento di effettuazione dell’operazione alla data di spedizione dei beni dallo Stato membro di provenienza (sino al 31.12.2012 il momento rilevante era fatto coincidere con la data di arrivo dei beni nel territorio dello Stato).

esempio

Commenti

In particolare, la previgente formulazione dell’art. 39, c. 1, DL 331/1993, stabiliva che l’acquisto intracomunitario di beni era effettuato nel momento della consegna dei beni nel territorio dello Stato al cessionario, o a terzi per suo conto, oppure, quando il trasporto era effettuato con mezzi del cessionario, nel momento di arrivo a destino dei beni nel territorio italiano.

Il cessionario nazionale è quindi ora tenuto a conoscere la data di partenza dei beni dal territorio di provenienza poiché tale data determina il momento impositivo dell’acquisto intracomunitario. È quindi opportuno richiedere al cedente comunitario l’invio di una comunicazione per iscritto alla data di spedizione dei beni.

tipologia operazione regole previgenti nuove regole
Cessioni intracomunitarie Consegna o spedizione Inizio del trasporto o della spedizione
Acquisti intracomunitari Consegna in Italia o arrivo a destino in Italia

La scelta di uniformare il momento rilevante delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni si pone in contrasto con la normativa intracomunitaria ove è prevista una diversa rilevanza temporale con riguardo alla tipologia di operazione.

REGIMI SOSPENSIVI

Il nuovo art. 39, c. 1, DL 331/1993, conferma le previgenti condizioni sospensive in relazione ai trasferimenti fisici di beni non accompagnati dal contestuale trasferimento della proprietà (è il caso, ad esempio, delle vendite “a prova” o delle operazioni regolate da contratti estimatori).

In tali ipotesi, il momento impositivo continua a essere fissato alla data in cui si manifesta il trasferimento della proprietà dei beni e, comunque, dopo il decorso di 1 anno dalla consegna dei beni.

esempio

Commenti

Anche in questo caso non c’è allineamento con il dato comunitario, giacché la cessazione del regime sospensivo una volta trascorso 1 anno dal trasferimento del bene non trova sempre corrispondenza nella legislazione degli altri Paesi comunitari.
regimi sospensivi
Al realizzarsi della condizione sospensiva ma non oltre 1 anno dalla consegna
Contratti estimatori: – alla rivendita del bene a terzi – al prelievo del bene da parte del ricevente – alla scadenza del termine per la rivendita del bene (se non restituito) – in ogni caso dopo 1 anno dal ricevimento del bene

OPERAZIONI EFFETTUATE IN MODO CONTINUATIVO

Ai sensi dell’art. 39, c. 3, DL 331/1993, le cessioni e i trasferimenti di beni di cui all’art. 41, c. 1, lett. a), e c. 2, lett. b) e c), e gli acquisti intracomunitari di cui all’art. 38, c. 2 e 3, se effettuati in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad 1 mese solare, si considerano effettuati al termine di ciascun mese. In tale fattispecie rientrano tipicamente i contratti di somministrazione di beni, caratterizzati da consegne continuative conformemente agli accordi sottoscritti tra le parti.
In particolare, la disposizione riguarda le seguenti operazioni:

  • cessioni intracomunitarie;
  • trasferimenti di beni a “sé stessi” in altro Stato membro;
  • acquisti intracomunitari;
  • trasferimenti di beni a “sé stessi” in Italia;
  • acquisti intracomunitari da parte di enti non commerciali (per superamento della soglia di € 10.000 o per opzione);
  • acquisti intracomunitari di mezzi di trasporto nuovi.
operazioni continuative effettuate per un periodo superiore a 1 mese solare
Al termine di ciascun mese, per la parte riferibile a tale periodo

L’IRRILEVANZA DEL PAGAMENTO DEGLI ACCONTI

Con la modifica del comma 2 dell’art. 39, DL 331/1993, è ora previsto che gli acconti versati sulle operazioni intracomunitarie (cessioni e acquisti di beni) non rilevino più agli effetti del’imposta, ossia, in buona sostanza, che il pagamento anticipato (parziale o totale) del corrispettivo non determini più l’obbligo di fatturazione delle somme percepite.

esempio

Commenti

La norma attuale recepisce le modifiche introdotte dalla Direttiva 2010/45/UE all’art. 67 della Direttiva 2006/112/CE, con cui è stata eliminata la previsione di fatturazione degli acconti per le operazioni intracomunitarie.

L’emissione anticipata della fattura continua invece a rilevare e, pertanto, l’operatore che riceve delle somme in acconto ha facoltà di emettere una fattura anticipata per attestare il pagamento dell’acconto (senza aspettare la consegna del bene).

tipologia operazione momento rilevante
Fatturazione anticipata Data di emissione della fattura (per l’importo fatturato)
Pagamento di acconti (totali o parziali) Non rileva
FATTURAZIONE E REGISTRAZIONE

Oltre a modificare il momento di effettuazione delle operazioni, la “Legge di Stabilità 2013” è intervenuta sui termini per l’emissione o l’integrazione della fattura e sui connessi termini di registrazione delle operazioni.

CESSIONI INTRACOMUNITARIE DI BENI

La fattura può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione (partenza dei beni dall’Italia).

Entro lo stesso termine occorre poi annotare il documento, distintamente dalle operazioni interne (ad esempio, istituendo apposite colonne nei registri IVA oppure utilizzando una codifica meccanografica che evidenzi la natura intracomunitaria delle operazioni), nel registro fatture emesse o in quello dei corrispettivi con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione.

esempio

Commenti

A seguito delle modifiche apportate all’art. 46, c. 2, DL 331/1993, nella fattura deve essere evidenziato il titolo di non imponibilità, con l’eventuale specificazione della norma di riferimento nazionale o comunitaria (ossia, “Non imponibile IVA ex art. 41, DL 331/1993” oppure “Non imponibile IVA ex art. 138, Direttiva 2006/112/CE”).
termine per l’emissione della fattura termini di registrazione
Entro il giorno 15 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione Entro il giorno 15 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione, con riferimento al mese di effettuazione

Esempio 1

In data 11.2.2013 la Barca Srl effettua una consegna di beni, scortata da DDT, ad un operatore tedesco. In data 15.3.2013 la società emette una fattura non imponibile ex art. 41, DL 331/1993; il documento è registrato nella stessa data ma con riferimento al mese di febbraio (mese di partenza dei beni dall’Italia). In data 25.3.2013 la Barca Srl, tenuta alla presentazione con cadenza mensile, presenta il relativo elenco INTRASTAT.

ACQUISTI INTRACOMUNITARI DI BENI

L’art. 47, c. 1, DL 331/1993, prescrive l’annotazione del documento emesso dal fornitore comunitario, previa integrazione a norma dell’art. 46, c. 1, DL 331/1993, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura, e con riferimento al mese precedente.

termine per l’integrazione della fattura termini di registrazione
Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura Entro il giorno 15 del mese successivo alla ricezione della fattura, con riferimento al mese in cui è ricevuta la fattura

Esempio 2

Nel mese di febbraio 2013 la Barca Srl effettua un acquisto intracomunitario di beni da un operatore tedesco; in data 11.2.2013 è ricevuta la fattura emessa dal cedente tedesco. Il documento viene integrato e annotato nel registro fatture emesse e in quello degli acquisti in data 15.3.2013, ma con riferimento al mese di febbraio (mese di partenza dei beni dalla Germania). In data 25.3.2013 la Barca Srl, tenuta alla presentazione con cadenza mensile, presenta il relativo elenco INTRASTAT.

L’effetto della disposizione è, dunque, quello di “sganciare” l’obbligo di integrazione della fattura dal momento impositivo proprio dell’operazione (l’inizio del trasporto a partire dallo Stato membro di origine), e di collegarlo alla data di arrivo della fattura.

esempio

Commenti

La normativa comunitaria prevede invece che il termine per l’integrazione della fattura da parte del cessionario sia fissato, al più tardi, al giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Tuttavia, il momento rilevante dell’acquisto intracomunitario di beni deve essere osservato in caso di mancato ricevimento della fattura comunitaria.

Infatti, il novellato art. 46, c. 5, DL 331/1993, prevede che se la fattura non è ricevuta entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (data di partenza del bene dal Paese di origine), il cessionario sia tenuto a emettere autofattura entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

L’autofattura va annotata entro lo stesso termine di emissione, con riferimento al mese precedente.

esempio

Commenti

L’autofattura, da emettere in un unico esemplare, deve contenere anche il codice identificativo attribuito al cedente dal Paese membro di appartenenza.
termine per l’emissione dell’autofattura termini di registrazione
Entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione Entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, con riferimento al mese precedente

Esempio 3

Nel mese di febbraio 2013 la Barca Srl effettua un acquisto intracomunitario di beni da un operatore tedesco, la merce parte da Monaco in data 11.2.2013. Se la fattura non è ricevuta entro il 30.4 (secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione), la Barca Srl è tenuta ad emettere autofattura entro il 15.5.2013 (l’autofattura va registrata entro la stessa data ma con riferimento al mese di aprile).

Il termine per l’emissione della fattura integrativa in caso di ricevimento di una fattura di acquisto intracomunitario con indicazione di un corrispettivo inferiore a quello reale, è invece fissato entro il giorno 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria (la fattura integrativa va annotata entro lo stesso termine di emissione, ma con riferimento al mese precedente).

termine per l’emissione della fattura integrativa termini di registrazione
Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di registrazione della fattura originaria Entro il giorno 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria, con riferimento al mese precedente

L’INTEGRAZIONE DELLA FATTURA DI ACQUISTO INTRACOMUNITARIO

Al ricevimento della fattura estera, l’operatore italiano è tenuto a porre in essere alcuni adempimenti previsti dall’art. 46, c. 1, DL 331/1993.

In particolare, occorre:

  • attribuire il numero progressivo al documento;
  • integrare lo stesso con l’indicazione del controvalore in euro del corrispettivo, espresso in valuta, dell’aliquota e dell’imposta relativa al bene.

Con la modifica dell’art. 13, c. 4, DPR 633/1972, cui ora rinvia, per le operazioni intracomunitarie, l’art. 43, DL 331/1993 (abrogato il comma 3), è previsto che la conversione in euro vada effettuata sulla base del cambio del giorno di effettuazione dell’operazione oppure, nel caso di mancata indicazione di tale data in fattura, del giorno di emissione della stessa; in mancanza di quotazione nel giorno di riferimento, il computo deve essere effettuato sulla base della quotazione del giorno antecedente più prossimo.

In alternativa, per tutte le operazioni effettuate nell’anno solare, è possibile far riferimento al tasso di cambio pubblicato dalla BCE.

regole previgenti nuova regola generale
Operazioni interne: cambio del giorno di effettuazione dell’operazione o, in mancanza, cambio del giorno antecedente più prossimo Cambio del giorno di effettuazione dell’operazione o, in mancanza, cambio alla data della fattura

in alternativa

Tasso di cambio BCE per tutte le operazioni effettuate nell’anno solare

Acquisti intracomunitari.: cambio del giorno di effettuazione dell’operazione o, in mancanza, cambio alla data della fattura

Per gli acquisti non imponibili o esenti, in luogo dell’IVA va indicato il titolo e la norma di non applicazione.
NUOVO TERMINE PER L’ANNOTAZIONE DELLA FATTURA NEL REGISTRO IVA ACQUISTI

Una volta integrato con i predetti elementi il documento deve essere annotato nei registri IVA. Prima delle modifiche apportate dalla “Legge di Stabilità 2013”, l’art. 47, c. 1, DL 331/1993, fissava il termine per l’annotazione nei registri IVA (vendite e acquisti), entro il mese di ricevimento della fattura o successivamente, ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese.

La nuova formulazione dell’art. 47, c. 1, DL 331/1993, stabilisce che l’annotazione della fattura nel registro fatture emesse, deve essere effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura dell’operatore comunitario, ma con riferimento al mese precedente.

Ai fini dell’annotazione nel registro IVA acquisti non è invece previsto più alcun termine, sicché opera la regola generale di cui all’art. 25, c. 1, DPR 633/1972, in base alla quale le fatture di acquisto vanno annotate anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale IVA nella quale è esercitata la detrazione.

Attenzione

Tuttavia, al fine di non perdere il diritto alla detrazione, l’annotazione deve essere effettuata, al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA del secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è insorto ex art. 19, c. 1, DPR 633/1972 (c.d. termine biennale di decadenza della detrazione).

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