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Nuova Territorialità Iva

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Territorialità Iva per Servizi Culturali e Fieristici
Ultimo Aggiornamento: 13/02/2011 - Numero Download: 2012

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LA NUOVA TERRITORIALITA’ IVA PER SERVIZI CULTURALI E FIERISTICI

La Direttiva n. 2008/8/CE ha radicalmente modificato le regole per l’individuazione della territorialità IVA delle prestazioni di servizi. Le nuove disposizioni sono state recepite in ambito nazionale dal D.Lgs. 18/2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.2010.

Con effetto dal 1° gennaio 2011, i criteri territoriali relativi alle prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili, comprese fiere ed esposizioni, sono nuovamente modificati.

LA NUOVA TERRITORIALITA’ DELLE PRESTAZIONI DI SERVIZI

Come noto (si veda la CF n. 10/2010), la Direttiva n. 2008/8/CE (c.d. “Direttiva Servizi”), recepita dal Legislatore nazionale nel D.Lgs. 18/2010, ha modificato le regole concernenti la territorialità IVA delle prestazioni di servizi, rendendole di norma tassabili nel Paese UE in cui è stabilito il committente.

Tale regola generale, contenuta nel nuovo art. 7-ter, DPR 633/1972, trova applicazione per le prestazioni di servizi c.d. “generiche”, per le quali, cioè, non sono previste specifiche deroghe al criterio di territorialità.

Essa fissa come luogo dell’imposizione quello in cui avviene il consumo effettivo del servizio e, a tal fine, prevede due criteri di ordine generale, a seconda della qualità del committente del servizio:

  • servizi resi nei confronti di soggetti passivi, nel qual caso il luogo di rilevanza territoriale ai fini IVA è quello in cui è stabilito il committente (c.d. “tassazione a destinazione”);
  • servizi resi nei confronti di privati, nel qual caso le prestazioni sono rilevanti nel luogo in cui è stabilito il prestatore (c.d. “tassazione all’origine”).

regola generale
art. 7-ter

b2b
(committente soggetto passivo)

 

Tassazione nel Paese del committente

 

b2c
(committente “privato”)

 

Tassazione nel Paese del prestatore

 

Tale regola generale subisce tutta una serie di deroghe disciplinate dagli artt. da 7-quater a 7-septies:

deroga assoluta

=>

art. 7-quater

 

Particolari prestazioni di servizi specificatamente elencate.

 

deroga assoluta

=>

art. 7-quinquies

 

Servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili, fiere e esposizioni.

 

deroga relativa

=>

art. 7-sexies

 

Particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi.

 

deroga relativa

=>

art. 7-septies

 

Particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi extra UE.

 

Per maggiori approfondimenti si rimanda alle numerose circolari in materia pubblicate nel corso del 2010 (CF nn. 10, 12, 14, 17, 21, 23, 25, 41, 58 e 70).

LE PRESTAZIONI CULTURALI E SCIENTIFICHE NEL 2010

In deroga a quanto stabilito dall’art. 7-ter, c. 1, DPR 633/1972, l’art. 7-quinquies, DPR 633/1972 (nella formulazione vigente nel 2010) prevedeva che le prestazioni di servizi:

  • relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili, ivi comprese fiere ed esposizioni;
  • degli organizzatori di tali attività;
  • per l’accesso a dette attività;
  • accessorie alle precedenti (ad esempio, pranzo e alloggio offerti ai partecipanti la fiera);

fossero da assoggettare a imposta nel Paese ove erano effettivamente svolte (c.d. “luogo di materiale esecuzione” di dette attività), a prescindere dallo status (soggetto passivo o “privato” consumatore) e dal luogo di stabilimento del committente.

Pertanto, relativamente ai suddetti servizi e nell’ipotesi di prestatore nazionale:

  • quando eseguiti in Italia, erano da assoggettare a IVA a prescindere dalla qualità e dal luogo di stabilimento del committente;
  • quando eseguiti in un Paese UE o extra UE, erano da:
  • fatturare fuori campo IVA qualora il committente fosse un soggetto passivo stabilito nello Stato ove si svolgeva la prestazione (con assoggettamento a imposta a cura del committente);
  • fatturare con imposta locale (previa identificazione diretta o nomina rappresentante fiscale), qualora il committente fosse un soggetto passivo non stabilito nello Stato ove si svolgeva la prestazione o un soggetto “privato” (ivi residente o meno).

Nell’ipotesi di committente soggetto passivo italiano, la prestazione ricevuta all’estero era gravata da imposta locale (con la possibilità di richiederne il rimborso alla locale Amministrazione finanziaria).

Esempio1

Esempio 1

Una società italiana acquista uno spazio espositivo alla fiera di Monaco ed i relativi servizi accessori. La società organizzatrice emette una fattura gravata dell’imposta locale che la società italiana registra in contabilità generale. L’imposta pagata all’estero viene chiesta a rimborso secondo la nuova procedura ex art. 38-bis1, DPR 633/1972.

La prestazione ricevuta in Italia, invece, era comunque soggetta a IVA (con l’onere di emettere autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, in caso di prestatore soggetto passivo UE o extra UE).

Normativa

Tali prestazioni non erano da riepilogare negli elenchi INTRASTAT in quanto l’art. 50, c. 6, DL 331/1993, prevede tale obbligo solo per i servizi “generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972.

Si rammenta che la CM n. 36/E/2010 ha precisato che le prestazioni relative a corsi di formazione e addestramento del personale rientrano nella categoria delle prestazioni generiche ex art. 7-ter, DPR 633/1972. Pertanto, tali prestazioni erano (e sono) da riepilogare nei mod. INTRASTAT (fatta eccezione per i casi in cui le stesse possono beneficiare dall’esenzione dall’imposta quando rese da istituti o scuole riconosciute da pubbliche amministrazioni e da ONLUS).

LE PRESTAZIONI CULTURALI E SCIENTIFICHE DAL 1° GENNAIO 2011

L’art. 3, D.Lgs. 18/2010, recependo le disposizioni di cui all’art. 3, Direttiva 2008/8/CE, riformula, con effetto dal 1° gennaio 2011, l’art. 7-quinquies, DPR 633/1972, inserendo le nuove lett. a) e b).
In base alle nuove regole, per individuare la territorialità IVA dei servizi in argomento occorre operare una duplice distinzione, fondata innanzitutto sulla tipologia di servizio e, successivamente, sulla qualifica del committente (soggetto passivo o “privato”).

Per quanto riguarda la tipologia del servizio, la novellata disposizione distingue tra:

  • servizi relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili, ivi comprese fiere ed esposizioni, nonché i servizi degli organizzatori di dette attività ed i servizi accessori;
  • servizi per l’accesso alle suddette manifestazioni (biglietteria) e relativi servizi accessori (ad esempio, guardaroba o parcheggio addebitati in maniera autonoma).

Nel primo caso occorre ulteriormente distinguere tra servizi resi a:

  • soggetti passivi, per i quali trova applicazione la regola generale ex art. 7-ter, DPR 633/1972 (tassazione nel luogo di stabilimento del committente);
  • soggetti “privati”, per i quali continua ad operare il criterio della tassazione nel luogo di esecuzione della prestazione ex art. 7-quinquies, c. 1, lett. a), DPR 633/1972.

servizi e fiere

b2b
(committente soggetto passivo)

 

Tassazione nel Paese del committente

 

b2c
(committente “privato”)

 

Tassazione nel luogo di esecuzione del servizio

 

Pertanto, le prestazioni di servizi culturali e fieristici tra soggetti passivi effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2011, sono da assoggettare a imposta nel Paese del committente (con integrazione della fattura in caso di prestatore UE o emissione di autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, in caso di prestatore extra UE).

Attenzione

L’allocazione di tali prestazioni tra i “servizi generici” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, comporta inoltre che gli stessi devono ora essere riepilogati nei modelli INTRASTAT.

Proviamo a spiegarci meglio con l’ausilio di un paio di esempi relativi a fiere, argomento assai “sentito” dagli staff aziendali.

Esempio2

Esempio 2

Una società italiana acquista uno spazio espositivo alla fiera di Monaco ed i relativi servizi accessori. La società integra con IVA la fattura ricevuta dal prestatore tedesco (ovvero emette autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972) e annota il documento sia nel registro IVA vendite, sia nel registro IVA acquisti. Presenta il mod. INTRA 2-quater.

Esempio3

Esempio 3

Una società tedesca acquista uno spazio espositivo alla fiera di Milano ed i relativi servizi accessori. Il prestatore italiano emette fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, c. 1, DPR 633/1972, e presenta il relativo mod. INTRA 1-quater.

In buona sostanza, le nuove regole di territorialità per le prestazioni dei servizi in argomento, applicabili alle operazioni tra soggetti passivi IVA, possono essere così riassunte:

prestatore

committente

luogo della fiera

adempimenti

ITA (sp)

ITA (sp)

Ovunque

Emissione di fattura con IVA

ITA (sp)

UE o Extra UE (sp)

Ovunque

Emissione di fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972

UE o Extra UE (sp)

ITA (sp)

Ovunque

Emissione di autofattura con IVA ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972

SP = soggetto passivo.

servizi per laccesso alle manifestazioni

Nel secondo caso (servizi di accesso alle manifestazioni e accessori), invece, continua ad operare il criterio del luogo di esecuzione della prestazione, a prescindere dallo status del committente e dal luogo in cui lo stesso è stabilito.

servizi per laccesso a manifestazioni

La proposta di regolamento elaborata dalla Commissione Europea, fornisce la definizione dei servizi di accesso alle manifestazioni: “concedere un diritto di accesso ad una manifestazione in cambio di un biglietto o un corrispettivo, ivi compreso un corrispettivo sottoforma di abbonamento o quota annuale.

servizi di accesso

b2b
(committente soggetto passivo)

 

Tassazione nel luogo di esecuzione del servizio

 

b2c
(committente “privato”)

 

Tassazione nel luogo di esecuzione del servizio

 

Esempio4

Esempio 4

Una società italiana acquista alcuni biglietti per la partecipazione alla fiera di Monaco. La società organizzatrice emette una fattura gravata dell’imposta locale che la società italiana registra in contabilità generale. L’imposta pagata all’estero viene chiesta a rimborso secondo la procedura ex art. 38-bis1, DPR 633/1972.

I SERVIZI A CAVALLO DANNO

Per individuare la regola di territorialità applicabile alle prestazioni rese o ricevute “a cavallo” tra il 2010 e il 2011, occorre far riferimento al “momento di effettuazione dell’operazione” ex art. 6, DPR 633/1972, che, per le prestazioni di servizi, coincide con la data di pagamento del servizio o l’emissione della fattura (limitatamente all’importo esposto) se anteriore al pagamento.

In buona sostanza:

  • pagamento entro il 31.12.2010, “vecchie” regole anche se la fattura viene emessa successivamente al 31.12.2010;
  • pagamento dall’1.1.2011, “nuove” regole, salvo che la fattura sia stata emessa anteriormente a tale data.

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