AGENZIA DELLE ENTRATE

Presentazione Istanza di Rimborso Iva UE 2009

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Presentazione Istanza di Rimborso Iva UE 2009
Ultimo Aggiornamento: 27/03/2011 - Numero Download: 146

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ENTRO IL 31 MARZO PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA DI RIMBORSO IVA UE 2009

Dal 1° gennaio 2010 la richiesta di rimborso dell’IVA pagata in altri Paesi UE per l’acquisto di beni e servizi, va inoltrata all’Agenzia delle Entrate, la quale, dopo aver effettuato talune verifiche preliminari, provvede ad inoltrarla all’Amministrazione finanziaria dello Stato competente.

Considerato il ritardo nella predisposizione dei portali elettronici atti a ricevere le istanze di rimborso, la Direttiva 2010/66/CE ha prorogato il termine per l’inoltro della richiesta di rimborso dell’IVA assolta nel corso del 2009 al 31 marzo 2011.

LE DISPOSIZIONI NORMATIVE

Al fine di semplificare la procedura per l’ottenimento del rimborso dell’imposta pagata in altri Stati UE, la Direttiva 2008/9/CE ha istituito una nuova disciplina per il rimborso dell’IVA ai soggetti passivi stabiliti in uno Stato UE diverso da quello di rimborso.

Le disposizioni comunitarie sono state recepite nell’ordinamento nazionale con il D.Lgs. 18/2010, il quale ha inserito nel testo del DPR 633/1972 gli articoli:

  • 38-bis1, per il rimborso dell’imposta assolta dagli operatori italiani in altro Paese UE;
  • 38-bis2, per l’esecuzione dei rimborsi ai soggetti non residenti stabiliti in un altro Paese UE dell’IVA assolta in Italia;

e ha modificato l’art. 38-ter, DPR 633/1972, concernente le procedure per l’esecuzione dei rimborsi a soggetti non residenti stabiliti in taluni Paesi extra UE (Svizzera, Norvegia e Israele).

Con Provvedimento 1° aprile 2010, l’Agenzia delle Entrate ha individuato le modalità operative ed i termini procedurali per l’applicazione delle predette disposizioni normative (si veda la CF n. 33/2010).

A causa delle difficoltà operative incontrate dalle Amministrazioni finanziarie di alcuni Paesi UE nella realizzazione delle procedure telematiche necessarie per l’inoltro delle istanze di rimborso, la Direttiva 2010/66/CE ha prorogato il termine per la richiesta di rimborso relativa all’anno 2009 (fissato al 30.9.2010) al 31 marzo 2011.

Istanza di rimborso IVA UE anno 2009

 

Proroga del termine di presentazione al 31 marzo 2011

 

Con Provvedimento 11 novembre 2010, l’Agenzia delle Entrate ha recepito nell’ordinamento nazionale la suddetta estensione dei termini.

Riepiloghiamo di seguito la nuova disciplina per il rimborso dell’IVA pagata in altri Stati UE da parte degli operatori nazionali.

I REQUISITI SOGGETTIVI

L’art. 38-bis1, c. 2, DPR 633/1972, individua le ipotesi a fronte delle quali l’Agenzia delle Entrate non inoltra la richiesta di rimborso all’Amministrazione finanziaria del Paese interessato, in quanto il richiedente, durante il periodo di riferimento del rimborso, non presenta i requisiti richiesti:

  • non ha svolto alcuna attività d’impresa, arte o professione;
  • ha effettuato unicamente operazioni esenti o non soggette che non danno diritto alla detrazione IVA ai sensi degli artt. 19, DPR 633/1972, e seguenti;
  • si è avvalso del regime dei contribuenti minimi oppure del regime speciale per i produttori agricoli ex art. 34, DPR 633/1972.

L’Agenzia verifica anche la sussistenza nell’istanza di rimborso delle condizioni richieste dall’Allegato B, Provvedimento 1.4.2010, ossia:

  • i codici utilizzati per la descrizione dell’attività e dei beni devono corrispondere a quelli richiesti dallo Stato UE competente per il rimborso;
  • il periodo del rimborso non deve essere maggiore ad un anno solare e non deve essere inferiore ad un trimestre solare, salvo che si tratti del rimborso concernente le operazioni eseguite nella parte rimanente dell’anno o nei casi di cessazione o di inizio attività;
  • i requisiti espressi dallo Stato UE per il rimborso devono essere rispettati nella domanda di rimborso;
  • l’importo del rimborso non deve essere inferiore al minimo consentito;
  • in una o più fatture, che il pro-rata provvisorio è valido in base a quanto definito dagli artt. 174 e 175, Direttiva n. 2006/112/CE;
  • l’ammontare detraibile dell’IVA indicato nella domanda non è diverso da quello che risulta dall’applicazione della percentuale di detrazione dichiarata.

A queste limitazioni vanno poi ad aggiungersi quelle contemplate dall’art. 3, Direttiva 2008/9/CE, in base alle quali, nel periodo di riferimento, l’operatore economico non deve:

  • avere una stabile organizzazione operativa nel Paese membro che esegue il rimborso;
  • aver effettuato operazioni attive nel Paese che esegue il rimborso, ad eccezione di:
  • prestazioni di trasporto (e servizi accessori) non imponibili;
  • prestazioni di servizi e cessione di beni per le quali l’imposta è stata assolta dal committente/cessionario con il reverse charge.

I TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA

L’istanza di rimborso va presentata, direttamente o tramite intermediari abilitati (comprese le CCIAA all’estero in possesso del riconoscimento governativo di cui alla L. 518/1970), esclusivamente in via telematica, utilizzando i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).

L’istanza può avere ad oggetto periodi trimestrali (rimborso minimo € 400) o annuali (rimborso minimo € 50).

Normativa

La richiesta di rimborso trimestrale può essere attivata solo dagli operatori che hanno assolto l’IVA su operazioni per tutte e tre le mensilità del periodo (o per minor periodo in caso di inizio o cessazione dell’attività).

L’istanza può essere presentata a partire dal primo giorno del mese successivo al periodo di riferimento (anno o trimestre) e, comunque, non oltre il 30 settembre dell’anno successivo al periodo di riferimento stesso.

periodo

presentazione dal

termine ultimo

Anno 2009

1.1.2010

31.3.2011

1° trimestre 2010

1.4.2010

30.9.2011

2° trimestre 2010

1.7.2010

30.9.2011

3° trimestre 2010

1.10.2010

30.9.2011

4° trimestre 2010

1.1.2011

30.9.2011

Anno 2010

1.1.2011

30.9.2011

1° trimestre 2011

1.4.2011

30.9.2012

Normativa

Entro il termine di presentazione dell’istanza di rimborso è possibile presentare un’istanza correttiva purché non contenente nuove fatture o bollette di importazione (in tal caso occorre presentare una nuova istanza).

L’istanza di rimborso si considera presentata nel giorno in cui è completata, da parte dell’Agenzia delle Entrate, la ricezione del file contenente i dati della richiesta.

Se non sussistono le cause ostative di cui al paragrafo precedente, l’Agenzia delle Entrate attesta la ricezione dell’istanza e rende disponibile la relativa ricevuta (completa del numero di protocollo che la identifica in maniera univoca anche presso l’altro Stato membro) entro 5 giorni dalla ricezione dell’istanza. Entro i successivi 15 giorni provvede all’invio dell’istanza all’Amministrazione del Paese UE interessato.

In presenza di cause ostative, invece, l’Agenzia notifica un motivato provvedimento di rifiuto all’inoltro (impugnabile dinanzi alla competente CTP).

Nota

Si evidenzia, infine, che occorre presentare un’istanza per ciascun Paese UE interessato dal rimborso.

I DATI DA INDICARE NELL’ISTANZA DI RIMBORSO

La richiesta di rimborso deve contenere i seguenti dati:

  • Per le imprese individuali: il cognome ed il nome.
  • Per le società: la denominazione, ovvero la ragione sociale.
  • Indirizzo dove si esercita l’attività, ovvero indirizzo postale dove si intende ricevere eventuali comunicazioni.
  • Indirizzi di posta elettronica.
  • Numero di telefono.
  • Descrizione dell’attività economica del richiedente per la quale i beni e servizi sono acquisiti tramite i codici NACE di cui al regolamento CE n. 1893 del 20.12.2006.
  • Periodo del rimborso.
  • Numero di partita IVA del richiedente.
  • Dati del conto corrente bancario (inclusi i codici IBAN e BIC).
  • Per ciascuna fattura o documento di importazione:
  • nome e indirizzo completo del cedente o prestatore;
  • tranne il caso di importazione, numero di partita IVA o codice fiscale del cedente/prestatore;
  • tranne il caso di importazione, prefisso ISO dello Stato membro di rimborso;
  • data e numero della fattura o del documento di importazione;
  • base imponibile e importo dell’IVA espressi nella valuta dello Stato membro di rimborso;
  • importo dell’IVA detraibile espressa nella valuta dello Stato di rimborso;
  • percentuale di detrazione;
  • descrizione della natura dei beni e servizi acquisiti, indicata mediante i codici e sub codici di cui al regolamento CE n. 1174/2009.
  • Percentuale di detrazione definitiva.
  • Periodo di riferimento della percentuale di detrazione definitiva.
  • Attestazione rilasciata dal richiedente nella quale, nel periodo d’imposta cui si riferisce la domanda, in relazione alle diverse condizioni soggettive in cui si trova, comunica:
  • che i beni o servizi elencati all’interno della richiesta sono stati acquistati in qualità di soggetto passivo;
  • di aver effettuato unicamente (nel Paese di rimborso):
  • prestazioni di trasporto non imponibili e prestazioni di servizi accessorie a tali prestazioni di trasporto;
  • cessioni di beni e prestazioni di servizi per cui il debitore dell’IVA è il committente o il cessionario;
  • di non aver effettuato, nel territorio dello Stato italiano, esclusivamente operazioni esenti o non soggette che non danno diritto alla detrazione dell’imposta ai sensi degli artt. 19, 19-bis1 e 19-bis2, DPR 633/1972;
  • di non essersi avvalso, nel territorio dello Stato italiano, del regime dei contribuenti minimi di cui all’art. 1, commi da 96 a 117, Legge 244/2007;
  • di non essersi avvalso, nel territorio dello Stato italiano, del regime speciale per i produttori agricoli.

variazione del pro rata

Qualora l’operatore nazionale abbia diritto a detrarre l’IVA secondo il pro-rata e la percentuale di detrazione alla fine dell’anno diverga da quella provvisoria indicata nella richiesta di rimborso, la percentuale di detrazione definitiva deve essere comunicata a tutti gli Stati membri ai quali sia stata presentata l’istanza, entro l’anno solare successivo a quello di presentazione dell’istanza.

In particolare, la comunicazione di adeguamento della percentuale di detrazione va effettuata contestualmente alla presentazione di una domanda di rimborso ovvero, nel caso in cui il contribuente non effettui domande di rimborso, con un’apposita comunicazione contenente i dati richiesti dall’Allegato C, Provvedimento 1.4.2010.

  • Per le imprese individuali: il cognome ed il nome.
  • Per le società: la denominazione, ovvero la ragione sociale.
  • Indirizzo ove si esercita l’attività, ovvero indirizzo postale dove si intende ricevere eventuali comunicazioni.
  • Indirizzi di posta elettronica.
  • Numero di telefono.
  • Numero di partita IVA del richiedente.
  • Percentuale di detrazione provvisoria.
  • Percentuale di detrazione definitiva.
  • Periodo di riferimento della percentuale di detrazione definitiva.

I BENI ED I SERVIZI PER I QUALI E’ AMMESSO IL RIMBORSO DELL’IVA

Si rammenta che la richiesta di rimborso deve concernere beni mobili e servizi con imposta detraibile secondo le regole del Paese del rimborso.

Beni e servizi oggetto di rimborso

 

Operano le limitazioni oggettive alla detrazione stabilite dal Paese del rimborso.

 

Nel sito web dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it, percorso: “Cosa devi fare” – “Richiedere” – “Rimborsi” – “IVA Rimborsi UE soggetti residenti”) è disponibile la codifica delle spese (“Tabella contenente i codici da utilizzare per la descrizione dei beni acquistati”) che consentono il rimborso dell’IVA assolta in un altro Paese UE.

Nell’area dedicata è altresì disponibile la “Tabella contenente le preferenze espresse dal singolo Stato comunitario” da utilizzare per la compilazione dell’istanza di rimborso (le informazioni da indicare possono, infatti, variare a seconda del Paese a cui viene inviata la richiesta).

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