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Prestazioni di Ristorazione e Catering
Ultimo Aggiornamento: 03/07/2010 - Numero Download: 357

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LA NUOVA DISCIPLINA IVA PER LE PRESTAZIONI DI RISTORAZIONE E CATERING

Le regole concernenti la territorialità delle prestazioni di servizi ai fini IVA sono state radicalmente modificate dalla Direttiva n. 2008/8/CE (c.d. “Direttiva Servizi”).

Tali nuove disposizioni sono state recepite in ambito nazionale dal D.Lgs. 18/2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.2010.

Esaminiamo la nuova disciplina IVA applicabile alle prestazioni di ristorazione e catering, in vigore dal 1° gennaio 2010.

LA NUOVA DISCIPLINA IN SINTESI

Come noto (si veda la circolare n. 10/2010), la Direttiva n. 2008/8/CE ha modificato le regole relative alla territorialità delle prestazioni di servizi, rendendole di norma tassabili nel Paese UE in cui è stabilito il committente.

Tale regola generale contenuta nel nuovo art. 7-ter, DPR 633/1972, trova applicazione per le prestazioni di servizi c.d. “generiche”, per le quali, cioè, non sono previste specifiche deroghe ai criteri di territorialità.

Essa fissa come luogo dell’imposizione quello in cui avviene il consumo effettivo del servizio e, a tal fine prevede due criteri di ordine generale, a seconda della qualità del committente del servizio:

  • servizi resi nei confronti di soggetti passivi, nel qual caso il luogo di rilevanza territoriale ai fini IVA è quello in cui è stabilito il committente (c.d. “tassazione a destinazione”);
  • servizi resi nei confronti di privati, nel qual caso le prestazioni sono rilevanti nel luogo in cui è stabilito il prestatore (c.d. “tassazione all’origine”).

Tale regola generale subisce tuttavia alcune deroghe disciplinate dagli artt. da 7-quater a 7-septies:

deroga assoluta => art. 7-quater => particolari prestazioni di servizi specificatamente elencate
deroga assoluta => art. 7-quinquies => servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili
deroga relativa => art. 7-sexies => particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi
deroga relativa => art. 7-septies => particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi extra UE

LE PRESTAZIONI DI RISTORAZIONE E CATERING

In deroga alla regola generale ex art. 7-ter, le prestazioni di ristorazione e catering sono disciplinate dall’art. 7-quater, DPR 633/1972. In particolare:

servizi di ristorazione e catering => art. 7-quater, c. 1, lett. c), DPR 633/1972
servizi di ristorazione e catering resi a bordo di navi, aerei o treni => art. 7-quater, c. 1, lett. d), DPR 633/1972

A tal proposito, si ricorda che i servizi di ristorazione sono quelli effettuati nei locali del prestatore, mentre i servizi di catering sono quelli effettuati al di fuori dei locali del prestatore.

Le nuove regole inerenti la territorialità delle prestazioni in commento, trovano applicazione a prescindere dalla qualità (soggetto passivo o privato) e dalla nazionalità (italiana, UE o extra UE) del committente.

Per quanto riguarda le prestazioni di ristorazione e catering, il nuovo criterio di territorialità prevede che le stesse siano tassate nel luogo ove vengono materialmente eseguite.

prestazioni di ristorazione e catering => tassate nel Paese ove vengono materialmente eseguite
  • sono quindi da assoggettare a IVA le prestazioni eseguite nel territorio nazionale da un soggetto passivo stabilito in Italia;
Esempio Intrastat Iva

Esempio 1

Una società di catering italiana viene incaricata da una ditta italiana di effettuare un rinfresco presso la propria sede in Ravenna. La società di catering emette fattura con IVA.
Esempio Intrastat Iva

Esempio 2

Un ristorante italiano viene incaricato da una ditta tedesca di somministrare pasti ai propri dipendenti in trasferta a Ravenna. Il ristorante emette fattura con IVA.
Esempio Intrastat Iva

Esempio 3

Una società di catering italiana viene incaricata da un privato italiano di effettuare un rinfresco presso la sua abitazione in Ravenna. La società di catering emette fattura con IVA.
  • risultano fuori campo IVA le prestazioni eseguite fuori dal territorio nazionale da un soggetto passivo stabilito in Italia;
Esempio Intrastat Iva

Esempio 4

Una società di catering italiana viene incaricata da una ditta tedesca di effettuare un rinfresco presso la propria sede in Monaco. La società di catering emette una fattura senza IVA ex art. 7-quater, c. 1, lett. c), DPR 633/1972.
Esempio Intrastat Iva

Esempio 5

Una società di catering italiana viene incaricata da una ditta svizzera di effettuare un rinfresco presso la propria sede in Zurigo. La società di catering emette una fattura senza IVA ex art. 7-quater, c. 1, lett. c), DPR 633/1972
  • sono da assoggettare a IVA le prestazioni eseguite nel territorio nazionale da un soggetto passivo estero (UE o extra UE);
Esempio Intrastat Iva

Esempio 6

Una ditta italiana incarica una società di catering tedesca di effettuare un rinfresco presso la propria sede in Ravenna. La ditta italiana emette autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, e provvede all’annotazione della stessa nel registro IVA vendite e nel registro IVA acquisti.
Esempio Intrastat Iva

Esempio 7

Una ditta italiana incarica una società di catering croata di effettuare un rinfresco presso la propria sede in Forlì. La ditta italiana emette autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, e provvede all’annotazione della stessa nel registro IVA vendite e nel registro IVA acquisti.
  • le prestazioni ricevute in ambito comunitario da un soggetto passivo nazionale, vanno assoggettate ad imposta nel Paese UE ove vengono materialmente eseguite;
Esempio Intrastat Iva

Esempio 8

Un ristorante francese viene incaricato da una ditta italiana di somministrare pasti ai propri dipendenti in trasferta a Parigi. Il ristorante emette fattura con IVA francese.

In questo caso, l’operatore nazionale può eventualmente richiedere il rimborso dell’IVA mediante la nuova procedura di rimborso prevista dalla Direttiva 2008/9/CE.

Esempio Intrastat Iva

Esempio 9

In buona sostanza, la nuova procedura prevede che la domanda di rimborso non vada più presentata direttamente all’Amministrazione estera interessata, su modulo cartaceo, ma secondo modalità telematiche, accedendo al portale elettronico che la nostra Agenzia delle Entrate sta predisponendo (al momento la procedura non è ancora attiva).
  • se un soggetto passivo nazionale viene incaricato da un privato estero (UE o extra UE) di effettuare una prestazione di ristorazione o catering in uno Stato estero, la prestazione va assoggettata all’imposta vigente in quel determinato Paese. L’operatore nazionale privo di stabile organizzazione, deve quindi identificarsi in tale Stato per assolvere l’imposta ivi dovuta.

LE PRESTAZIONI DI RISTORAZIONE E CATERING RESE A BORDO DI NAVI AEREI O TRENI

Per quanto riguarda le prestazioni disciplinate dall’art. 7-quater, c. 1, lett. d), DPR 633/1972, ossia le prestazioni di ristorazione e catering rese a bordo di navi, aerei o treni, nel corso di un trasporto passeggeri, rileva il luogo di partenza del trasporto di passeggeri.

ristorazione e catering a bordo di navi, aerei o treni => rileva il luogo di partenza del relativo trasporto passeggeri

Dunque, nella pratica, possono verificarsi le seguenti situazioni:

  • trasporto effettuato interamente in Italia: si applica la regola generale che comporta la tassazione in Italia, quale luogo di materiale esecuzione del servizio;
  • trasporto intracomunitario o parte di un trasporto internazionale effettuato all’interno della comunità: il servizio va assoggettato a imposta nel Paese UE di inizio della parte di trasporto effettuato all’interno della comunità;
  • trasporto internazionale (punto di partenza o arrivo situato al di fuori della UE): anche in questo caso torna applicabile la regola generale (tassazione nel luogo di materiale esecuzione). Sono quindi soggette a IVA le prestazioni effettuate durante la permanenza del mezzo di trasporto sul territorio dello Stato (o acque territoriali, o spazio aereo nazionale).
Normativa Intrastat Iva

Normativa

Per “parte di un trasporto di passeggeri effettuata all’interno dell’UE” è da intendersi la parte di trasporto che non prevede uno scalo fuori della UE tra il luogo di partenza e quello di arrivo del trasporto passeggeri. Per “luogo di partenza” è da intendersi il primo punto di imbarco passeggeri previsto nella UE, eventualmente dopo uno scalo fuori dell’UE.

Si ricorda infine che le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate a bordo di navi e aeromobili agevolati godono della non imponibilità oggettiva ex art. 8-bis, c. 1, lett. e), DPR 633/1972.

Esempio Intrastat Iva

Esempio 10

Una società italiana effettua servizi di ristorazione a bordo di una nave da crociera partita dalla Grecia che dopo aver sostato sulle coste turche ed egiziane, arriva in Spagna. L’assoggettabilità a imposta viene regolata dal luogo in cui sono serviti i pasti: a) se vengono serviti in Grecia (o in acque territoriali greche), la prestazione va assoggettata a IVA greca; b) se vengono serviti in Egitto, Turchia, acque internazionali o, comunque, fuori dalla UE, la prestazione è fuori campo IVA; c) se vengono serviti in Spagna, la prestazione va assoggettata a IVA spagnola.
Esempio Intrastat Iva

Esempio 11

Una società inglese effettua servizi di ristorazione su dei voli aerei da Milano a Parigi. Considerato che il trasporto parte dall’Italia, l’operazione va assoggettata a IVA. In questo caso, tuttavia, torna applicabile la non imponibilità ex art. 8-bis, c. 1, lett. e), DPR 633/1972. L’operatore inglese è comunque tenuto a identificarsi in Italia.

ELENCHI INTRASTAT

In conclusione, si ricorda che le prestazioni di ristorazione e catering non devono essere riepilogate negli elenchi INTRASTAT in quanto escluse per espressa previsione normativa (le prestazioni disciplinate dall’art. 7-quater sono escluse dall’obbligo).

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1 comment to Prestazioni di Ristorazione

  • trezeguet73

    Rispondo a:
    trezeguet73

    “Onlus Italiana (cooperativa sociale) acquista dalla Slovenia pasti per centri di accoglienza ad extracomunitari in Italia. Le fatture comunitarie andranno ad essere rese imponibili in Italia (IVA al 4%) e la relativa imposta andrà versata tramite modello INTRA 12 ed inoltre andrà anche presentato il modello INTRA 2?”

    Dal tono del quesito ci pare che la soluzione prospettata sia corretta: effettuazione dell’acquisto intracomunitario, integrazione della fattura con aliquota IVA del 4%, versamento dell’imposta, presentazione del mod. INTRA 2-bis e del mod. INTRA 12.

    Ci preme comunque evidenziare che il mod. INTRA 12 va utilizzato:

    1) dagli enti non commerciali non soggetti IVA che nell’anno precedente hanno effettuato acquisti intracomunitari oltre il limite di € 10.000 o che hanno optato per l’applicazione dell’imposta in Italia su queste operazioni;
    2) dagli enti non commerciali non soggetti IVA, debitori d’imposta per gli acquisti di beni e servizi effettuati in relazione all’attività istituzionale;

    per dichiarare l’ammontare degli acquisti di beni e servizi ricevuti da soggetti esteri registrati nel mese precedente, l’ammontare dell’imposta dovuta e gli estremi del relativo versamento.

    Il modello va presentato esclusivamente in via telematica (direttamente o tramite intermediario abilitato) entro la fine del mese successivo a quello di registrazione degli acquisti.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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