AGENZIA DELLE ENTRATE

COMUNICAZIONE “BLACK LIST”: PRIMI CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con Circolare n.. 53/E/2010 del 21/10/2010, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti relativamente alla comunicazioni dei dati relativi alle operazioni effettuate con operatori economici localizzati in Paesi “black list”. Segnaliamo in particolare:

§  sono esclusi dall’obbligo di comunicazione i soggetti in regime dei “minimi” e delle nuove iniziative produttive;

§  tra le operazioni soggette all’obbligo di comunicazione rientrano anche le importazioni;

§  l’obbligo di comunicazione riguarda le operazioni con soggetti aventi sede, residenza o domicilio in Paesi “black list”, anche qualora questi abbiano nominato un rappresentante fiscale in un Paese non considerato a fiscalità privilegiata;

§  il momento rilevante ai fini della comunicazione si individua con riferimento alla data di registrazione del documento nei registri IVA. Qualora si tratti di un’operazione per la quale non è obbligatoria l’emissione della fattura, tale momento si individua nella data di registrazione nelle scritture obbligatorie contabili, o in mancanza in quello del pagamento da parte dell’operatore economico.

A breve pubblicheremo un ampio commento della circolare.

3 comments to Primi Chiarimenti Black List

  • emont

    Rispondo a:
    emont

    “Buongiorno, secondo me alla luce della Circolare n. 53, le vendite “estero su estero” devono essere riportate nella comunicazione black list in quanto unicamente carenti del requisito territoriale (punto 2 della Circolare). Il Sole 24 Ore odierno invece afferma testualmente nello specchietto a pag. 39 che “…. le cessioni di beni estero su estero sono anch’esse escluse dall’obbligo perché non soggette a registrazione e non ricomprese dal DM 5.8.2010.” Cosa fare quindi? Grazie.”

    L’art. 3, DM MEF 5.8.2010, dispone l’estensione dell’obbligo di comunicazione alle prestazioni di servizi che non si considerano effettuate nel territorio dello Stato agli effetti dell’IVA, e che sono rese o ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nei Paesi c.d. “black list”.

    Il riferimento esplicito alle sole prestazioni di servizi escluse da IVA per carenza del requisito territoriale porterebbe ad escludere dall’obbligo di comunicazione le cessioni di beni ex art. 7-bis, DPR 633/1972 (beni che non si trovano nel territorio dello Stato al momento della cessione).

    L’unica eccezione parrebbe rappresentata dalle cessioni di beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette ad IVA ai sensi dell’art. 7-bis, DPR 633/1972, in quanto per tali operazioni sussiste comunque l’obbligo di emissione e registrazione della fattura, ai sensi dell’art. 21, c. 6, DPR 633/1972.

    Dunque, a ns. parere, le cessioni “estero su estero” non dovrebbero formare oggetto di comunicazione.

    In ogni caso, considerate le misure delle sanzioni (stante l’esimente prevista dalla CM 54/E/2010 relativa ad errori di compilazione e non alle omissioni dichiarative), si consiglia di effettuare comunque la comunicazione almeno sino a quando l’Amministrazione finanziaria non abbia assunto un’esplicita posizione in materia.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • tecno1

    I dubbi continuano a venire.
    1) Ho letto che vanno considerate anche le importazioni.
    Come ci si deve comportare? quali importi vanno indicati: quelli della bolla doganale con l’iva addebitata così come viene registrata nei registri iva oppure va messo l’importo della fattura originale del fornitore visto che comunque viene registrata in contabilità?

    2) Come ci comporta per gli invii di campioni gratuiti quando per esempio ricevo dal fornitore campioni per cui non devo pagare ma allegata c’è una fattura (dove non sempre c’è scritto proforma) e sul cui valore la dogana calcola il valore del dazio e dell’iva?
    Attualmente se c’è da pagare l’iva al trasportatore, vado a registare la bolla doganale anche quando l’importo è minimo (es. 26,00 euro) ma adesso vanno indicate anche quelle oppure visto che non pago il campione non dichiaro nulla?
    Spero di essermi spiegata.

    3) Mi capita spesso di avere merce pronta da spedire per l’estero, per la quale è previsto pagamento in anticipo.
    La merce è pronta ma manca l’incasso. Il cliente per effettuare il pagamento spesso chiede la fattura da presentare c/o la sua banca. Io emetto la fattura per esempio oggi 22/10. Tra quando arriva l’incasso e prendiamo accordi con il trasportatore passano dei giorni e riusciamo a spedire fisicamente la merce per esempio il 05/11.
    Quando va indicata l’operazione? quando emetto la fattura o quando effettuo la spedizione?

    4)Se tra l’emissione della fattura e la spedizioen passa parecchio tempo (es. più di un mese), posso utilizzare la stessa fattura o devo fare una nota di credito per annullarla e riemetterla quando effettivamente parte la merce?
    Grazie per la pazienza e disponibilità.
    Saluti

  • BOTTONI MAURO

    Rispondo a:
    BOTTONI MAURO

    “Devo rettificare una dichiarazione inviata senza partita IVA, come devo fare la rettifica? Devo inviare un nuovo modulo A con il nome della ditta e la partita IVA ma senza cifre?”

    Le istruzioni per la compilazione del modello di comunicazione “black list”, precisano che per rettificare o integrare una comunicazione già presentata occorre presentare una nuova comunicazione completa di tutte le sue parti.

    In questo caso, nel frontespizio della comunicazione si deve inoltre indicare se la nuova comunicazione è correttiva nei termini o se trattasi di comunicazione integrativa (entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza ordinaria).

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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