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Proroga Comunicazione Paesi Black List

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Proroga Comunicazione Paesi Black List
Ultimo Aggiornamento: 14/09/2010 - Numero Download: 338

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OPERAZIONI CON PAESI “BLACK LIST”: LA PROROGA DELLA COMUNICAZIONE

Al fine di contrastare l’evasione fiscale operata nella forma delle cosiddette frodi “carosello” e “cartiere”, il DL 40/2010 ha introdotto un nuovo obbligo di comunicazione in capo a tutti i soggetti passivi che pongono in essere operazioni IVA con operatori economici aventi sede, domicilio o residenza in Stati o territori considerati “paradisi fiscali”.

Con DM MEF 5 agosto 2010 è stata prevista la proroga al 2 novembre 2010 del termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle comunicazioni mensili relative ai mesi di luglio e agosto.

Il DM dispone inoltre l’esclusione dall’obbligo di comunicazione per le operazioni effettuate con Malta, Cipro e Corea del Sud, nonché per le operazioni esenti IVA realizzate dai soggetti che hanno esercitato l’opzione per la dispensa dagli adempimenti ex art. 36-bis, DPR 633/1972.

Relativamente alle operazioni effettuate dal 1° settembre 2010 viene, invece, esteso l’obbligo di comunicazione alle prestazioni di servizi con Paesi “black list”, che risultano escluse da IVA per mancanza del requisito della territorialità.

LA DISPOSIZIONE NORMATIVA E I DECRETI ATTUATIVI

L’art. 1, DL 40/2010 (c.d. “Decreto Incentivi”), ha introdotto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, le cessioni/acquisti di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, poste in essere con operatori economici localizzati in Paesi che, avendo un regime di fiscalità privilegiata, sono inclusi nelle c.d. “black list” di cui ai DDMM 4.5.1999 e 21.11.2001.

Con DM 30.3.2010 è stato previsto che la suddetta comunicazione vada presentata a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° luglio 2010, con periodicità mensile o trimestrale a seconda del volume degli scambi (si veda la circolare n. 31/2010).

Con Provvedimento 28 maggio 2010, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di comunicazione delle operazioni con soggetti aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata e le relative istruzioni (si veda la circolare n. 44/2010). Con Provvedimento 5 luglio 2010, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

Infine, il DM 5 agosto 2010 ha disposto la proroga al 2 novembre 2010 delle comunicazioni relative ai mesi di luglio e agosto 2010, e recepito l’esclusione dalle “black list”, contenuta nel DM 27 luglio 2010, di Malta, Cipro e Corea del Sud.

Il decreto ha inoltre modificato l’ambito oggettivo delle operazioni da inserire negli elenchi escludendo talune operazioni esenti IVA ed includendo le prestazioni di servizi escluse da IVA per mancanza del requisito di territorialità.

SOGGETTI OBBLIGATI

Il nuovo obbligo di comunicazione interessa tutti i soggetti passivi IVA residenti, che pongono in essere operazioni IVA con operatori economici aventi sede, domicilio o residenza in Stati o territori inclusi nelle c.d. “black list”.

Normativa

Gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni di cui all’art. 7-ter, c. 2, lett. b) e c), DPR 633/1972, devono presentare la comunicazione solo relativamente alle operazioni che effettuano in ambito commerciale (non devono quindi comunicare le operazioni che effettuano nello svolgimento dell’attività istituzionale, come è invece previsto per gli elenchi Intra).

Il DM 5.8.2010 ha previsto che siano escluse dall’obbligo di comunicazione le attività con le quali si realizzano operazioni esenti IVA poste in essere da soggetti che si avvalgono dalla dispensa degli adempimenti ex art. 36-bis, DPR 633/1972 (soggetti che effettuano esclusivamente o prevalentemente operazioni esenti ex art. 10, DPR 633/1972).

Resta, tuttavia, fermo l’obbligo di comunicazione per le eventuali operazioni imponibili effettuate da questi soggetti.

LE OPERAZIONI DA SEGNALARE

Nella comunicazione vanno indicate le cessioni e gli acquisti di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute, registrate o soggette a registrazione ai fini IVA, effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi c.d. “black list”.

Normativa

Sono oggetto di comunicazione le operazioni effettuate con operatori economici (imprese ed esercenti arti o professioni), mentre non interessano quelle con privati consumatori o con enti non esercenti attività commerciali.

Il modello di comunicazione approvato dall’Agenzia delle Entrate con Provvedimento 28.5.2010, chiarisce che devono essere dichiarate: le operazioni imponibili, non imponibili e esenti, nonché quelle non soggette a IVA.

Attenzione

A seguito delle modifiche operate dal DM 5.8.2010, devono essere incluse negli elenchi anche le prestazioni di servizi rese e ricevute che risultano escluse da IVA per mancanza del requisito territoriale, effettuate dal 1° settembre 2010.

Si tratta delle prestazioni di servizi generiche ex art. 7-ter, DPR 633/1972, effettuate nei confronti di soggetti extra UE (per quelle ricevute, e autofatturate, l’obbligo di comunicazione era già previsto a decorrere dal 1° luglio 2010), nonché delle prestazioni ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972, rese e ricevute (per l’elenco delle prestazioni disciplinate dall’art. 7, si veda la circolare n. 10/2010).

Le prestazioni di servizi disciplinate dagli artt. 7-sexies e 7-septies, DPR 633/1972, essendo effettuate nei confronti di committenti non soggetti passivi, che non possono quindi assumere la qualifica di “operatore economico”, anche se fatturate e registrate in quanto territorialmente rilevanti in Italia, non sono soggette all’obbligo di comunicazione.

Nota

Tuttavia, se la prestazione è effettuata nei confronti di un “operatore economico” (pur privo di partita IVA) e viene fatturata e registrata, essa dovrebbe comunque essere inclusa nelle comunicazioni.

prestazioni di servizi

oggetto di comunicazione dal 1.7.2010

oggetto di comunicazione dal 1.9.2010

  • prestazioni ricevute ex art. 7-ter, DPR 633/1972, oggetto di autofattura
  • prestazioni rese e ricevute ex art. 7-ter, DPR 633/1972
  • prestazioni ricevute ex art. 7-quater, DPR 633/1972, territorialmente rilevanti in Italia
  • prestazioni rese e ricevute ex art. 7-quater, DPR 633/1972
  • prestazioni ricevute ex art. 7-quinquies, DPR 633/1972, territorialmente rilevanti in Italia
  • prestazioni rese e ricevute ex art. 7-quinquies, DPR 633/1972

Resta da comprendere se sussiste l’obbligo di segnalare le importazioni di beni originari da Paesi o territori non comunitari, che non sono stati già immessi in libera pratica nella UE. Sul punto è auspicabile un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate.

Sono, invece, sicuramente da dichiarare gli acquisti di beni effettuati con operatori di San Marino (queste operazioni non paiono, infatti, assimilabili alle importazioni).

Quando segnalare un’operazione

Nel modello di comunicazione vanno incluse le operazioni registrate o soggette a registrazione, ai sensi delle disposizioni IVA.

Di conseguenza, il momento in cui si devono dichiarare le operazioni è ancorato a quello in cui le operazioni risultano registrate o, nel caso in cui tale formalità sia stata omessa, al momento in cui esse avrebbero dovuto essere registrate. Il decreto non fa invece alcun riferimento al momento di effettuazione dell’operazione.

PERIODICITA’ DI PRESENTAZIONE

La comunicazione deve essere presentata con:

periodicità trimestrale

=>

soggetti che nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (acquisti e cessioni di beni, servizi resi e ricevuti) non hanno superato il limite trimestrale di € 50.000 (≤ € 50.000)

periodicità mensile

=>

soggetti che nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (acquisti e cessioni di beni, servizi resi e ricevuti) hanno superato il limite trimestrale di € 50.000 (> € 50.000)

Pertanto, la presentazione trimestrale può avvenire solo se nei trimestri di riferimento non si supera la soglia di € 50.000 in nessuna categoria di operazioni. Attenzione, per effettuare i calcoli occorre far riferimento ai quattro trimestri che compongono l’anno solare.

Esempio1

Esempio 1

La società Barca Spa presenta la seguente situazione:

Operazioni con controparte “black list

1° trimestre

2° trimestre

3° trimestre

4° trimestre

cessioni di beni

€ 48.000

€ 50.000

€ 45.000

€ 37.000

acquisto di beni

€ 47.000

€ 34.000

€ 50.000

€ 45.000

prestazioni rese

€ 44.000

€ 49.000

€ 23.000

€ 34.000

prestazioni ricevute

€ 39.000

€ 45.000

€ 15.000

€ 45.000

Per la comunicazione riferita al mese di gennaio dell’anno successivo, la società può partire con la periodicità trimestrale in quanto nei quattro trimestri precedenti nessuna categoria di operazioni ha superato la soglia di € 50.000.

Dunque, le singole categorie di operazioni non si sommano ma vanno considerate singolarmente. Tuttavia, il superamento della soglia per una singola categoria comporta l’applicazione della periodicità mensile anche per le altre categorie.

Esempio1

Esempio 2

Nel corso di un trimestre vengono effettuate le seguenti operazioni con operatori residenti in Paesi “black list”: cessioni di beni per € 55.000, prestazioni di servizi per € 8.000 e acquisti di beni per € 10.000. La comunicazione deve essere effettuata con periodicità mensile per tutte le categorie di operazioni.

I soggetti tenuti alla presentazione della comunicazione con periodicità trimestrale possono optare per la periodicità mensile, tuttavia, la scelta è vincolante per l’intero anno solare.

Normativa

A tal fine occorre barrare l’apposita casella “Variazione di periodicità”, contenuta nel secondo rigo del frontespizio del modello, nell’ambito della prima comunicazione mensile dell’anno.

il calcolo della soglia di periodicità per la prima comunicazione 2010

Allo stato attuale non è stato ancora chiarito se, in sede di prima applicazione della normativa, occorra “ricostruire” il volume delle operazioni pregresse oppure, come accaduto per gli INTRA servizi, si possa “partire” con la periodicità trimestrale, salvo, ovviamente, il superamento delle soglie già nel primo o secondo mese del terzo trimestre 2010.

superamento del limite nel corso di un trimestre

I soggetti trimestrali che superano il limite nel corso di un trimestre, in relazione anche ad una sola delle categorie di operazioni, devono presentare le comunicazioni con periodicità mensile a decorrere dal mese successivo a quello di superamento.

In questo caso, per i mesi già trascorsi, devono essere presentati gli elenchi riepilogativi appositamente contrassegnati (barrando la casella “Variazione di periodicità”).

inizio attività da meno di 4 trimestri

Per i soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di quattro trimestri, la presentazione della comunicazione deve essere effettuata con periodicità trimestrale (sempre che non abbiano superato la soglia di € 50.000 nei trimestri già trascorsi).

MODALITA’ E TERMINI DI PRESENTAZIONE

La comunicazione va presentata all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento.

Se il termine di presentazione cade di sabato o in un giorno festivo, lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo.

soggetti trimestrali

 

entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento

 

soggetti mensili

 

entro l’ultimo giorno del mese successivo al mese di riferimento

 

La comunicazione può essere trasmessa:

  • direttamente dal contribuente (Entratel o Fisconline);
  • tramite un intermediario abilitato. In tal caso il soggetto incaricato deve rilasciare apposita dichiarazione contenente l’impegno alla presentazione telematica.

A seguito delle modifiche apportate dal DM 5 agosto 2010, il primo invio della comunicazione dovrà essere effettuato entro il 2.11.2010.

Di seguito il nuovo calendario di presentazione 2010:

soggetti mensili

soggetti trimestrali

luglio 2010

entro il 2.11.2010*

3° trimestre 2010

entro il 2.11.2010*

agosto 2010

entro il 2.11.2010*

settembre 2010

entro il 2.11.2010*

ottobre 2010

entro il 30.11.2010

4° trimestre 2010

entro il 31.1.2011

novembre 2010

entro il 31.12.2010

dicembre 2010

entro il 31.1.2011

*Il 31.10 cade di domenica, l’1.11 è festivo.

Le comunicazioni integrative e/o rettificative, attuate con la presentazione di una nuova comunicazione completa di tutte le sue parti, possono essere inviate entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del termine per la presentazione della comunicazione originaria.

LE SANZIONI APPLICABILI

Nei casi di omesso invio della comunicazione o di comunicazione con dati incompleti o non veritieri, si applica il doppio della sanzione prevista dall’art. 11, c. 1, D.Lgs. 471/1997: da € 516 a € 4.130.

Normativa

Per espressa previsione legislativa non è applicabile l’istituto del cumulo giuridico, il quale unifica la sanzione nel caso di una pluralità di violazioni. Pertanto, la violazione di ciascuna comunicazione sarà autonomamente sanzionata.

Parrebbe, invece, possibile accedere al ravvedimento operoso (con sanzione ridotta a € 51 per ciascuna violazione) o all’istituto dell’acquiescenza e della definizione agevolata (sanzioni ridotte ad un quarto di quella minima).

ELENCO PAESI BLACK LIST

L’obbligo di monitoraggio interessa le operazioni effettuate con soggetti residenti nei c.d. Paesi “black list” come individuati dai DDMM 4.5.1999 e 21.11.2001. Dalla “combinazione” delle due liste risulta che, agli effetti del nuovo obbligo di comunicazione, sono considerati “black list” i seguenti Paesi:

Alderney

Andorra

Angola

Anguilla

Antigua

Antille olandesi

Aruba

Bahamas

Barhein

Barbados

Barbuda

Belize

Bermuda

Brunei

Costarica

Dominica

Ecuador

Emirati Arabi Uniti

Filippine

Gibilterra

Giamaica

Gibuti (ex Afar e Issas)

Grenada

Guatemala

Guernsey – Isole del Canale

Herm – Isole del Canale

Hong Kong

Isola di Man

Isole Cayman

Isole Cook

Isole Marshall

Isole Turks e Caicos

Isole Vergini britanniche

Isole Vergini statunitensi

Jersey – Isole del Canale

Kenia

Kiribati – ex Isole Gilbert

Libano

Liberia

Liechtenstein

Lussemburgo

Macao

Maldive

Malesia

Mauritius

Monaco

Montserrat

Nauru

Niue

Nuova Caledonia

Oman

Panama

Polinesia francese

Portorico

Saint Kitts e Nevis

Salomone

Samoa

Saint Lucia

Saint Vincent e Grenadine

San Marino

Sant’Elena

Sark (Isole del Canale)

Seychelles

Singapore

Svizzera

Taiwan

Tonga

Tuvalu (ex Isole Ellice)

Uruguay

Yanuatu

Mentre il DM 4.5.1999 si limita ad individuare una lista di Paesi, senza distinguere tra settori di attività o regole fiscali agevolate, il DM 27 luglio 2001, invece, prevede regimi fiscali privilegiati che in alcuni Stati non sono generalizzati ma riguardano imprese operanti solo in determinati settori o con determinate tipologie, o, al contrario, tutte le imprese tranne alcune a regime ordinario.

Non è dunque chiaro se, a seguito del riferimento ad entrambe le “black list” queste ultime peculiarità debbano essere prese in considerazione o meno. Sulla questione è auspicabile un pronto chiarimento dell’Agenzia delle Entrate.

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8 comments to Proroga Paesi Black List

  • tecno1

    Rispondo a:
    tecno1

    “Salve avrei tre quesiti sulle black list: 1) partecipo a fiera in Hong Kong, ricevo fattura da allestitore di Hong Kong per l’utilizzo di scrivania e varie (no acquisto, solo utilizzo). Ho registrato la fattura solo in contabilità senza passare per i registri IVA in quanto dovrebbe essere escluso da IVA ai sensi art. 7-quinquies. Nel modello per la dichiarazione, dove posso inserire l’importo del servizio, nelle operazioni non soggette anche se non è proprio giusto? 2) Se ricevo una fattura da Paese extra CEE per la quale è prevista l’autofattura con integrazione dell’IVA, nel modello va messa come operazione imponibile indicandone anche l’importo dell’IVA oppure no? 3) Ricevo una fattura da trasportatore svizzero non imponibile art. 9. Registro l’autofattura non imponibile art. 9 e il trasportatore mi manda comunicazione che la sua ditta è soggetta alle imposte cantonali. Vedendo le due black list, sembrerebbe che per una andrebbe comunque, nell’altra solo se non è soggetta alle imposte cantonali. Cosa fare? Grazie per l’aiuto.”

    Per quanto riguarda la fiera ad Hong Kong, l’addebito ricevuto per l’uso dello spazio espositivo può essere considerato:

    - un servizio fieristico o accessorio al servizio fieristico, disciplinato dall’art. 7-quinquies, DPR 633/1972;
    - un servizio relativo a beni immobili (trattandosi di un servizio di semplice messa a disposizione dello spazio espositivo e non di un servizio complesso), disciplinato dall’art. 7-quater, DPR 633/1972.

    In entrambi i casi la prestazione è da considerare fuori del campo di applicazione IVA in quanto si considera eseguita nel Paese in cui si svolge la manifestazione. Pare quindi corretta la procedura adottata (annotazione della fattura estera in contabilità generale).

    A seguito delle modifiche apportate dal DM 5.8.2010, anche questa tipologia di operazioni (prestazioni di servizi che non si considerano effettuate nel territorio nazionale agli effetti dell’IVA) deve essere riepilogata nel modello di comunicazione delle operazioni con soggetti localizzati in Paesi o territori a fiscalità privilegiata.

    Venendo al caso specifico, si ritiene che l’importo dell’operazione debba essere riepilogato tra le operazioni non soggette a imposta, ossia al campo A27.

    Relativamente al secondo quesito, a seguito di un incontro con tecnici ministeriali, teniamo ad evidenziare che per le prestazioni di servizi ricevute, assoggettate a imposta con emissione di autofattura da parte del committente nazionale, l’imponibile e l’IVA vanno indicati nella sezione operazioni passive, righi A21 e A22.

    Infine, per quanto riguarda il terzo quesito, la normativa non è chiara in merito a quali siano i Paesi rilevanti ai fini della comunicazione. La disposizione normativa richiama gli Stati o i territori individuati dal DM 4.5.1999 e dal DM 21.11.2001.

    Il ricorso alla congiunzione “e” porterebbe a ritenere che, affinché sorga l’obbligo di comunicazione, lo Stato o territorio debba essere incluso in entrambe le liste. Sul punto tuttavia la dottrina è unanime nel ritenere che il Legislatore abbia inteso, in realtà, apporre la congiunzione “o”. E’ quindi sufficiente l’inclusione in almeno una lista, affinché scatti l’obbligo di comunicazione.

    Relativamente al DM 21.11.2001 contenente l’elenco dei Paesi oggetto di applicazione del c.d. regime delle società estere collegate e/o controllate (CFC) che, per alcuni Paesi fa rientrare nell’ambito di applicazione della norma solo determinate attività considerate a regime fiscale privilegiato, allo stato attuale si è ancora in attesa dei necessari chiarimenti per comprendere se debbano essere comunicate le operazioni effettuate con tutti i soggetti localizzati in uno dei Paesi richiamati dalla lista, o solo quelle effettuate con i soggetti che svolgono le specifiche attività ivi richiamate.

    Si segnala, tuttavia, che nel corso di un recente incontro dell’Agenzia con la stampa specializzata è stato preannunciato che l’obbligo di comunicazione dovrebbe interessare tutti i Paesi richiamati dal DM 21.11.2001, prescindendo dall’attività svolta.

    In ogni caso si consiglia di attendere l’imminente circolare dell’Agenzia che dovrebbe fugare ogni dubbio. La stessa sarà naturalmente oggetto di uno specifico intervento che sarà pubblicato su Intrastat.biz.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • simonauli

    Rispondo a:
    simonauli

    “Salve, pongo un altro quesito. Le fatture di Ebay (Lussemburgo) vanno inserite nella black list o no? O meglio Ebay è una holding?”

    L’art. 1, DL 40/2010, dispone che: “i soggetti passivi all’imposta sul valore aggiunto comunicano telematicamente all’Agenzia delle Entrate (…) le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list di cui al decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999 (…) e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001”.

    Il Lussemburgo è collocato nella lista del DM 21.11.2001. Tale decreto elenca alcuni Stati che sono senz’altro considerati a fiscalità privilegiata e altri per i quali solo determinate attività rientrano nell’ambito di applicazione della norma.

    Ad oggi non sono ancora state fornite le istruzioni per comprendere se occorra tener conto di tali esclusioni, ossia se debbano essere comunicate le operazioni effettuate con tutti i soggetti localizzati in un determinato Paese, o solo quelle effettuate con i soggetti che svolgono attività considerate a regime fiscale privilegiato.

    E’ quindi opportuno attendere la specifica circolare che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe emanare nel corso del corrente mese di ottobre.

    Notizie non ufficiali vedono l’Amministrazione finanziaria orientata a considerare oggetto di inclusione nelle comunicazioni le operazioni poste in essere con i soggetti domiciliati in tutti i Paesi elencati nel DM 21.11.2001, senza tener conto delle esclusioni legate alla tipologia di attività.

    In conclusione, relativamente al Lussemburgo, si evidenzia che l’art. 3, DM 21 novembre 2001, considera a fiscalità privilegiata le sole holding di cui alla locale Legge 31.7.1929.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • tecno1

    Vi ringrazio per la chiarezza della vostra risposta. Saluti.

  • gianpiero

    Rispondo a:
    gianpiero

    “Buonasera, posto che tra i Paesi black list rientra anche Monaco, come ci si deve comportare nel caso di operazioni tra soggetto passivo d’imposta ITA e soggetto passivo d’imposta FRA rientranti negli INTRASTAT? Vanno comunque inserite negli elenchi relativi alle black list o è sufficiente inserirle negli INTRA? Grazie.”

    Allo stato attuale si è ancora in attesa della circolare dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe dirimere le numerose questioni ancora in sospeso relativamente all’individuazione dei Paesi e territori “black list”.

    Si ritiene, tuttavia, che le operazioni intracomunitarie poste in essere con un operatore francese debbano essere inserite nella comunicazione solo se lo stesso soggetto ha fissato la sede, la residenza o il domicilio nel Principato di Monaco.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • tecno1

    Rispondo a:
    tecno1

    “Buongiorno, leggendo le istruzioni per la compilazione della dichiarazione mi è venuto questo dubbio. Leggo dal modello da compilare al rigo A11 – A18: “note di variazione relative a cessioni …” (quindi dovrebbero essere note di credito che emetto per i nostri clienti). Leggo nelle istruzioni: “note di variazione ricevute dopo il periodo oggetto della comunicazione …”. Ma come ricevute, non sono io che le emetto? Stessa cosa nelle operazioni passive ai righi A28 – A35: “note di variazione relative ad acquisti …”. Nelle istruzioni: “note variazione emesse dopo il periodo …”. Ma chi è il soggetto che emette? Per le note di variazione, cosa va indicato nei righi delle operazioni attive e passive? Grazie.”

    In effetti, nelle istruzioni per la compilazione del modello di comunicazione, approvate con Provvedimento 28.5.2010, si legge che l’importo delle operazioni attive va indicato al netto delle note di variazione “ricevute” nel periodo di riferimento. Le operazioni passive vanno invece indicate al netto delle note di variazione “emesse” nel periodo.

    Tali indicazioni paiono piuttosto contraddittorie posto che di norma la rettifica delle operazioni avviene mediante note di variazione emesse dallo stesso soggetto che ha emesso la fattura originaria (e non mediante note di variazione emesse dal cessionario o committente).

    Pertanto, o è stato commesso un errore nella redazione delle istruzioni, oppure i tecnici ministeriali hanno inteso riferirsi alla natura stessa della transazione (variazioni attive o passive) indipendentemente dal soggetto emittente.

    In ogni caso sarebbe opportuno che la questione venisse chiarita dall’Agenzia delle Entrate prima dell’oramai imminente scadenza del 2 novembre.

    A nostro parere, le istruzioni vanno così interpretate.

    Nella sezione dedicata alle operazioni attive va indicato l’importo complessivo delle operazioni attive, distinto tra operazioni imponibili, non imponibili, comprese le cessioni all’esportazione, esenti e non soggette a IVA, effettuate con l’operatore estero indicato nella sezione A1, al netto delle note di variazione emesse nel periodo.

    Le note di variazione emesse dopo il periodo oggetto della comunicazione, insieme alla relativa imposta, vanno riportate nei righi da A11 ad A14. Ad esempio, se un’operazione viene inserita nella comunicazione del mese di luglio 2010, e la nota di variazione riferita a detta operazione viene emessa ad ottobre 2010, tale ultimo documento deve essere inserito nei righi della comunicazione riferita al mese di ottobre 2010.

    Va riportata altresì l’imposta relativa alle operazioni imponibili (righi A3 ed A5), alle note di variazione relative ad operazioni già comunicate nell’anno (righi A12 ed A14) e alle note di variazione relative ad operazioni attive di annualità precedenti (righi A16 ed A18).

    In particolare, per quanto riguarda la compilazione dei righi A15 – A18, negli stessi vanno indicate le note di variazione emesse nel periodo di riferimento della comunicazione, ma riferite ad operazioni che sono state oggetto di comunicazione in anni precedenti. Ad esempio, una nota di variazione emessa nel mese di febbraio 2011, ma riferita ad un’operazione effettuata nel mese di luglio 2010.

    Tra le operazioni passive va indicato l’importo complessivo degli acquisti, imponibili, non imponibili, esenti o non soggetti a IVA, effettuati presso l’operatore estero indicato nella sezione A1, distinti per categoria, al netto delle note di variazione ricevute nel periodo.

    Le note di variazione ricevute dopo il periodo oggetto della comunicazione, insieme alla relativa imposta, vanno riportate nei righi da A28 ad A31. Va inoltre riportata l’imposta relativa agli acquisti imponibili (righi A20 ed A22), alle note di variazione relative ad acquisti già comunicati nell’anno (righi A29 ed A31) e alle note di variazione relative ad acquisti di annualità precedenti (righi A33 ed A35).

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • tecno1

    Rispondo a:
    tecno1

    “Buongiorno, ho un altro quesito. Il codice identificativo del cliente extra CEE, quale può essere? Chiedo se il numero di licenza di importazione può essere considerato un codice identificativo o no. Quando ho interpellato l’Agenzia delle Entrate mi hanno risposto: “se in quel Paese il numero di licenza è considerato identificativo allora va bene.”? I miei clienti, ci hanno comunicato di tutto proprio perché non riescono a capire cosa cerchiamo. Noi ci siamo adeguati indicando nella dichiarazione, questo codice. E’ sbagliato? Come possono verificare? Grazie.”

    L’art. 4, c. 1, DM 30 marzo 2010, prevede che nella comunicazione debba essere indicato il “numero del codice fiscale attribuito al soggetto con il quale é intercorsa l’operazione dallo Stato in cui il medesimo è stabilito, residente o domiciliato, ovvero, in mancanza, altro codice identificativo.”

    Il modello di comunicazione approvato con Provvedimento 28 maggio 2010, prevede che nel rigo A1 vadano riportati i dati identificativi degli operatori economici localizzati in Paesi o territori “black list”.

    In particolare, nella casella 10 va indicato il “Codice IVA” dell’operatore economico e nella casella 11 il “Codice fiscale” dello stesso.

    Le istruzioni per la compilazione della comunicazione non offrono indicazioni specifiche relativamente alla compilazione di tali caselle, è tuttavia evidente che i suddetti righi vadano compilati ove possibile.

    Sul punto si ritiene che il codice fiscale (o un qualunque numero di identificazione fiscale attribuito nello Stato di residenza) vada comunque indicato. Diversamente, il codice IVA va indicato solo se nel Paese dell’operatore è in vigore un’imposta sul valore aggiunto.

    Sulla base delle informazioni fornite non siamo in grado di esprimere un parere. Per poterLa aiutare deve indicarci lo Stato del fornitore extra UE.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • neurozoe7

    Rispondo a:
    neurozoe7

    “Buongiorno. Cortesemente avrei necessità di sapere come dare il riferimento ai periodi per le note di credito. Le note di variazione vanno distinte in periodo corrente ed annualità precedenti. Il riferimento al periodo corrente – anni precedenti glielo do in base alla data del documento o alla data della fattura alla quale è collegata? Inoltre, relativamente al periodo: se si presenta mensilmente basterà indicare il mese e l’anno, giusto? Grazie molte.”

    Le istruzioni allegate al modello di comunicazione approvato con Provvedimento 28.5.2010, chiariscono che:

    1) le note di variazione, emesse o ricevute, relative ad operazioni appartenenti allo stesso periodo (e, quindi, alla medesima comunicazione) vanno a stornare l’importo delle operazioni principali alle quali sono riferite;
    2) le note di variazione, emesse o ricevute, relative ad operazioni già comunicate nello stesso anno, vanno indicate ai righi A11 – A14 e A28 – A31;
    3) le note di variazione, emesse o ricevute, relative ad operazioni comunicate in annualità precedenti, vanno indicate ai righi A15 – A18 e A32 – A35 (pertanto, tali righi saranno eventualmente da compilare solo a partire dal 2011).

    Relativamente al momento rilevante per l’individuazione del periodo in cui segnalare le operazioni, la CM 53/E/2010 ha specificato che lo stesso coincide con la data di registrazione delle operazioni nei registri IVA ovvero, se precedente o alternativa, nelle scritture contabili obbligatorie.

    Infine, per quanto riguarda l’individuazione del campo “Periodo di riferimento”, nello stesso vanno indicati l’anno e, alternativamente, il mese o il trimestre ai quali la comunicazione si riferisce.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • gio1965

    Rispondo a:
    gio1965

    “Buonasera, mi viene un dubbio, un’impresa (spa) con sede in San Marino, possiede una partita IVA di 11 cifre, quindi simile a quella italiana, con codice identificativo provincia 040 (sembrerebbe essere partita iva rilasciata in provincia di Forlì) applica l’IVA in fattura. Indipendentemente da tutto ritengo che debba essere presentata la comunicazione black list, in quanto trattasi di impresa avente sede in San Marino. Siete d’accordo? Ringrazio anticipatamente.”

    Sulla base degli elementi indicati nel quesito, parrebbe che l’impresa con sede nella Repubblica di San Marino abbia nominato un rappresentante fiscale in Italia.

    In questo caso, la CM 53/E/2010 ha esteso il perimetro delle operazioni che devono essere oggetto di comunicazione sino a includervi quelle effettuate con i rappresentanti fiscali e le stabili organizzazioni, di soggetti “black list”, anche se tali rappresentanti e stabili organizzazioni sono ubicati in Paesi non “black list”, e persino se sono ubicati in Italia.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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