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Sanatoria Intrastat 20 Luglio
Ultimo Aggiornamento: 17/07/2010 - Numero Download: 327

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ELENCHI INTRASTAT: ENTRO IL 20 LUGLIO LA SANATORIA DELLE VIOLAZIONI

Entro il prossimo 20 luglio, i contribuenti che in sede di prima applicazione della nuova normativa INTRASTAT 2010 hanno commesso errori nella compilazione dei modelli, hanno la possibilità di sanarli senza incorrere in sanzioni.

Pare quindi opportuno esaminare le modalità di rettifica e/o integrazione dei modelli relativi ai servizi, sulla base delle precisazioni sinora intervenute.

LE NOVITA’ IN VIGORE DAL 2010

La disciplina degli elenchi INTRASTAT ha subìto, a partire dal 1° gennaio 2010, una radicale innovazione resasi necessaria a seguito del recepimento nell’ordinamento legislativo nazionale delle Direttive comunitarie nn. 2008/8/CE e 2008/117/CE.

In estrema sintesi, le principali novità riguardano:

  • l’obbligo di indicare negli elenchi riepilogativi, oltre alle informazioni relative alle cessioni ed agli acquisti intracomunitari di beni, anche le prestazioni di servizi per le quali l’assolvimento dell’IVA spetta al committente con applicazione del reverse charge nel proprio Stato di stabilimento;
  • nuova periodicità di presentazione degli elenchi esclusivamente mensile o trimestrale (abolita la presentazione annuale);
  • obbligo di presentazione esclusivamente telematica degli elenchi.

Per rendere operative le nuove disposizioni comunitarie sono stati emanati:

  • il Decreto MEF 22 febbraio 2010, relativo alle modalità e ai termini per la presentazione degli elenchi riepilogativi;
  • la Determinazione n. 22778/2010, adottata dall’Agenzia delle Dogane, di concerto con l’Agenzia delle Entrate e d’intesa con l’ISTAT, che riguarda l’approvazione dei nuovi modelli e delle relative istruzioni.

Successivamente, al fine di meglio precisare le disposizioni normative intervenute, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le Circolari nn. 5/E/2010, 12/E/2010, 14/E/2010 e 36/E/2010.

Problemi connessi al ritardo nel varo dei provvedimenti attuativi

Il ritardo nell’emanazione dei suddetti provvedimenti attuativi rispetto alle scadenze dei termini di presentazione dei modelli, ha causato non poche difficoltà agli operatori.

Nota

La pubblicazione in GU del Decreto 22.2.2010 è avvenuta il 5 marzo 2010, il termine di presentazione dei modelli relativi al mese di gennaio era fissato al 20 o al 25 febbraio 2010.

Prendendo atto dei ritardi accumulatisi e delle obiettive condizioni di incertezza in cui si sono trovati ad operare i contribuenti, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto specifiche disposizioni per il periodo transitorio.

In particolare, con Circolare n. 5/E/2010 ha precisato che non verranno sanzionate le violazioni concernenti la compilazione degli elenchi Intrastat, relativi ai seguenti periodi:

  • da gennaio a maggio 2010, per gli obbligati alla cadenza mensile;
  • al primo trimestre 2010, per gli obbligati alla cadenza trimestrale;

a condizione che gli operatori provvedano a sanare tali violazioni, inviando, entro il 20 luglio 2010, i relativi elenchi riepilogativi integrativi, redatti secondo le modalità definite dalla normativa.

Nota

Attenzione, la CM n. 5/E/2010 sana le irregolarità compiute in sede di dichiarazione delle operazioni negli elenchi. Pertanto, la sanatoria trova efficacia per le sole operazioni che sono già state dichiarate (non per gli elenchi omessi).

MODALITA’ OPERATIVE PER LA RETTIFICA DEGLI ELENCHI RELATIVI AI SERVIZI

Per la comunicazione di rettifiche dovute a:

  • variazioni nell’ammontare delle operazioni intervenute successivamente alla presentazione degli elenchi riepilogativi;
  • errori o correzioni che non sono ancora stati rilevati dall’Amministrazione finanziaria;

occorre compilare:

  • il mod. INTRA 1-quinquies, per la rettifica dei servizi resi indicati in periodi precedenti;
  • il mod. Intra 2-quinquies, per la rettifica dei servizi ricevuti indicati in periodi precedenti.

Normativa

Nel caso in cui gli errori (e le omissioni) siano stati rilevati dagli organi dell’Amministrazione finanziaria, per effettuare le conseguenti rettifiche non si deve necessariamente presentare un mod. quinquies, ma attenersi alle indicazioni contenute nei verbali di accertamento.

Le sezioni relative alle rettifiche delle prestazioni di servizi vanno compilate con modalità diverse rispetto alle rettifiche delle cessioni e degli acquisti di beni.

La rettifica delle sezioni inerenti i servizi va, infatti, eseguita sostituendo alle precedenti indicazioni della specifica operazione, tutti i dati dell’operazione stessa, che viene dunque integralmente sostituita (non è quindi previsto il segno algebrico dell’importo).

Attenzione

Nel caso in cui sia stata omessa l’inclusione, nell’elenco riepilogativo del periodo di riferimento, di dati relativi a prestazioni di servizi, non vanno utilizzati i mod. quinquies, ma occorre compilare un’apposita dichiarazione, indicando come periodo di riferimento il mese o trimestre nel quale si è verificata l’omissione, utilizzando il mod. INTRA 1-quater o INTRA 2-quater.

eliminazione delle operazioni dichiarate

Nel caso in cui occorra cancellare una prestazione precedentemente dichiarata, si devono riportare nei mod. quinquies (riferiti sia ai servizi resi, che a quelli ricevuti) le informazioni che identificano l’operazione originariamente dichiarata:

  • in colonna 2 il codice dell’Ufficio doganale al quale è stato presentato l’elenco da rettificare;
  • in colonna 3 l’anno riportato nella data del protocollo dell’elenco da rettificare;
  • in colonna 4 il numero di protocollo senza il carattere di controllo (CIN) dell’elenco da rettificare;
  • in colonna 5 il numero progressivo della riga dettaglio della sezione 3, del modello da rettificare (le ulteriori colonne non vanno compilate).

Ricevute tali informazioni, il sistema provvede a cancellare l’operazione originaria.

modifica delle operazioni dichiarate

Se le informazioni contenute nelle dichiarazioni presentate non devono essere completamente cancellate ma semplicemente modificate, nelle colonne da 2 a 5 si devono riportare i riferimenti alla dichiarazione originaria, utilizzando le modalità sopra esposte.

Nelle restanti colonne (da 6 a 14 per il mod. INTRA 1-quinquies, relativo ai servizi resi, da 6 a 15 per il mod. INTRA 2-quinquies, relativo ai servizi ricevuti) devono essere dichiarati tutti gli elementi dell’operazione (non solo quelli che sono variati), rispetto alla dichiarazione che si intende correggere.

In particolare, l’ammontare delle operazioni (in euro o in valuta) va dichiarato in termini assoluti e non di variazione rispetto alla dichiarazione originaria. Ad esempio, se una prestazione di servizi originariamente dichiarata per € 20.000, assume il valore di € 50.000, si deve indicare € 50.000 (e non la differenza di € 30.000).

Normativa

Come precisato nella Circolare n. 36/E/2010, se il contribuente, nel compilare l’elenco riepilogativo dei servizi ricevuti, abbia erroneamente indicato, anziché il numero e la data dell’autofattura emessa, gli estremi della fattura del fornitore estero, non è necessario procedere alla rettifica degli elenchi presentati prima del 18 marzo 2010 (data di pubblicazione della Circolare n. 14/E/2010).

I MODELLI QUINQUIES

Esaminiamo le corrette modalità di compilazione del mod. INTRA 1-quinquies (rettifiche servizi resi):

campo descrizione contenuto
1
CANCELLAZIONI numero progressivo numero progressivo della riga che si sta compilando
2
sezione doganale codice Ufficio doganale al quale è stato presentato l’elenco da rettificare (6 cifre)
3
anno anno indicato nella data di protocollo dell’elenco da rettificare
4
protocollo dichiarazione numero di protocollo attribuito dall’Agenzia delle Dogane all’elenco da rettificare senza il carattere alfabetico finale (CIN)
5
progressivo sezione 3 numero progressivo riga dettaglio della sez. 3, mod. INTRA 1-quater da rettificare
6
VARIAZIONI E RETTIFICHE Stato codice ISO dello Stato membro dell’acquirente
7
codice IVA codice di identificazione IVA dell’acquirente
8
ammontare operazioni ammontare dei servizi resi (NON l’ammontare della rettifica)
9
numero fattura numero della fattura relativa al servizio reso
10
data fattura data della fattura relativa al servizio reso
11
codice servizio codice del servizio in base alla classificazione CPA 2008 (6 cifre)
12
modalità di erogazione I (istantanea): servizio erogato in un’unica soluzione – R (a più riprese): servizio erogato a più riprese
13
modalità di incasso B (bonifico): servizio pagato mediante bonifico bancario – A (accredito): servizio pagato con accredito in conto corrente bancario – X (altro): servizio pagato con modalità diverse dalle precedenti
14
Paese di pagamento codice ISO del Paese nel quale viene effettuato il pagamento del servizio reso (Paese in cui il corrispettivo entra nella disponibilità del beneficiario)

Di seguito le corrette modalità di compilazione del mod. INTRA 2-quinquies (rettifiche servizi ricevuti):

campo descrizione contenuto
1
CANCELLAZIONI numero progressivo numero progressivo della riga che si sta compilando
2
sezione doganale codice Ufficio doganale al quale è stato presentato l’elenco da rettificare (6 cifre)
3
anno anno indicato nella data di protocollo dell’elenco da rettificare
4
protocollo dichiarazione numero di protocollo attribuito dall’Agenzia delle Dogane all’elenco da rettificare senza il carattere alfabetico finale (CIN)
5
progressivo sezione 3 numero progressivo riga dettaglio della sez. 3, mod. INTRA 2-quater da rettificare
6
VARIAZIONI E RETTIFICHE Stato codice ISO dello Stato membro del fornitore
7
codice IVA codice di identificazione IVA del fornitore
8
ammontare operazioni ammontare dei servizi ricevuti (NON l’ammontare della rettifica)
9
ammontare operazioni in valuta ammontare dei servizi ricevuti espresso nella valuta dello Stato membro del fornitore (la colonna non va compilata se lo Stato membro del fornitore rientra fra quelli che hanno adottato l’euro)
10
numero fattura numero fattura attribuito dal committente nazionale secondo la progressione dallo stesso seguita nella propria contabilità (registro IVA vendite)
11
data fattura data fattura attribuita dal committente nazionale secondo la progressione dallo stesso seguita nella propria contabilità (registro IVA vendite)
12
codice servizio codice del servizio in base alla classificazione CPA 2008 (6 cifre)
13
modalità di erogazione I (istantanea): servizio erogato in un’unica soluzione – R (a più riprese): servizio erogato a più riprese
14
modalità di incasso B (bonifico): servizio pagato mediante bonifico bancario – A (accredito): servizio pagato con accredito in conto corrente bancario – X (altro): servizio pagato con modalità diverse dalle precedenti
15
Paese di pagamento codice ISO del Paese nel quale il proprio fornitore riceve il pagamento

LE SANZIONI APPLICABILI ALLE VIOLAZIONI DI NATURA FISCALE

In termini generali, l’omessa presentazione degli elenchi o la loro incompleta, inesatta o irregolare compilazione, sono punite con la sanzione da € 516 a € 1.032 per ciascun elenco, ridotta alla metà in caso di presentazione nel termine di 30 giorni dalla richiesta inviata dagli Uffici abilitati a riceverla o incaricati del loro controllo.

Normativa

La sanzione non si applica se i dati mancanti o inesatti vengono spontaneamente integrati o corretti (anche a seguito di richiesta).

Si devono comunque distinguere le ipotesi di:

  • omessa o tardiva presentazione di un elenco (che porta sempre e comunque all’applicazione di una sanzione);
  • incompleta, inesatta o irregolare compilazione degli elenchi (a determinate condizioni, queste irregolarità possono essere sanate senza l’applicazione di alcuna sanzione).

omessa o tardiva presentazione di un elenco

Se l’irregolarità viene accertata dall’Ufficio, la misura della sanzione è pari a:

  • da € 258 a € 516, se la presentazione degli elenchi omessi avviene nel termine di 30 giorni dalla richiesta avanzata dagli Uffici;
  • da € 516 a € 1.032, in caso di mancata presentazione entro il termine di cui sopra.

Se non sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, provvedendo a presentare l’elenco originariamente omesso entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione. In tal modo la sanzione è pari a € 51.

Normativa

La sanzione ridotta va versata con mod. F24, sezione Erario, indicando il codice tributo “8911” e, quale anno di riferimento, l’anno cui si riferisce la violazione.

incompleta, inesatta o irregolare compilazione di un elenco

La correzione spontanea di irregolarità diverse dall’omessa o tardiva presentazione non comporta l’applicazione di alcuna sanzione (di qualunque natura sia l’irregolarità commessa) e senza alcuna rilevanza per il tempo trascorso da quando è stata commessa la violazione.

Se, invece, le irregolarità in esame vengono rilevate dagli Uffici, in sede di verifica e controllo degli elenchi presentati, essi possono invitare il contribuente a provvedere alla integrazione o alla correzione entro un certo termine (generalmente 30 giorni).

In questo caso le sanzioni trovano applicazione nelle seguenti misure:

  • regolarizzazione nei termini fissati dagli Uffici, nessuna sanzione;
  • regolarizzazione oltre i termini fissati dagli Uffici, da € 516 a € 1.032;
  • mancata regolarizzazione, da € 516 a € 1.032.

Nel caso di più violazioni è comunque applicabile l’istituto del concorso di violazioni ex art. 12, D.Lgs. 472/1997, il quale consente l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, maggiorata da un quarto al doppio.

violazione dati fiscali sanzione
omessa presentazione da € 516 a € 1.032
presentazione tardiva entro 30 giorni dalla richiesta dell’ufficio da € 258 a € 516
presentazione tardiva con ravvedimento operoso € 51
presentazione elenco incompleto, inesatto o irregolare da € 516 a € 1.032
regolarizzazione spontanea del contribuente o regolarizzazione entro 30 giorni dalla richiesta dell’ufficio nessuna sanzione

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Sanatoria Intrastat 20 Luglio
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1 comment to Sanatoria Intrastat 20 Luglio

  • ANITA

    Rispondo a:
    ANITA

    “Salve, ho un quesito da porre. Un fornitore estero emette fattura, senza applicazione dell’IVA, per rifornimento di carburante effettuato in Italia. Questa fattura va inserita nell’INTRASTAT o si deve procedere solo ad effettuare l’integrazione tramite il meccanismo del reverse charge? Lo stesso fornitore emette fattura, questa volta con applicazione dell’imposta estera, per rifornimenti effettuati all’estero (Paesi CEE e non CEE). Come ci si comporta in quest’ultimo caso? Grazie.”

    La fornitura di carburanti costituisce una cessione di beni da assoggettare a imposta nel Paese ove avviene il rifornimento dell’automezzo. Pertanto, i rifornimenti di carburante effettuati in altri Paesi UE sono assoggettati all’imposta locale.

    La fattura va quindi registrata a contabilità generale senza transitare nei registri IVA. L’imposta può comunque essere richiesta a rimborso con la procedura prevista dall’art. 38-bis1, DPR 633/1972 (si veda l’articolo “Rimborso IVA”). Non occorre presentare INTRASTAT.

    Per quanto riguarda il rifornimento di carburante effettuato in Italia, stante la singolarità della procedura adottata dal Vostro fornitore, si ritiene che rientri nell’ambito di applicazione dell’art. 17, c. 2, DPR 633/1972: La fattura va quindi assoggettata a imposta con applicazione del reverse charge.

    A ns. parere il modello INTRASTAT non deve essere presentato neppure in questo caso, posto che l’operazione non configura un acquisto intracomunitario di beni (mancano i requisiti previsti dall’art. 38, c. 2, DL 331/1993).

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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