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Servizi di Intermediazione
Ultimo Aggiornamento: 03/07/2010 - Numero Download: 583

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LA NUOVA DISCIPLINA IVA PER I SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE

Le regole concernenti la territorialità delle prestazioni di servizi ai fini IVA sono state radicalmente modificate dalla Direttiva n. 2008/8/CE (c.d. “Direttiva Servizi”).

Tali nuove disposizioni sono state recepite in ambito nazionale dal D.Lgs. 18/2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.2010.

Esaminiamo la nuova disciplina IVA applicabile alle prestazioni di intermediazione, in vigore dal 1° gennaio 2010.

LA NUOVA DISCIPLINA IN SINTESI

Come noto (si veda la circolare n. 10/2009), la Direttiva n. 2008/8/CE ha modificato le regole relative alla territorialità delle prestazioni di servizi, rendendole di norma tassabili nel Paese UE in cui è stabilito il committente.

Tale regola generale contenuta nel nuovo art. 7-ter, DPR 633/1972, trova applicazione per le prestazioni di servizi c.d. “generiche”, per le quali, cioè, non sono previste specifiche deroghe ai criteri di territorialità.

Essa fissa come luogo dell’imposizione quello in cui avviene il consumo effettivo del servizio e, a tal fine prevede due criteri di ordine generale, a seconda della qualità del committente del servizio:

  • servizi resi nei confronti di soggetti passivi, nel qual caso il luogo di rilevanza territoriale ai fini IVA è quello in cui è stabilito il committente (c.d. “tassazione a destinazione”);
  • servizi resi nei confronti di privati, nel qual caso le prestazioni sono rilevanti nel luogo in cui è stabilito il prestatore (c.d. “tassazione all’origine”).

Tuttavia, la regola generale subisce tutta una serie di deroghe disciplinate dagli artt. da 7-quater a 7-septies:

deroga assoluta => art. 7-quater => particolari prestazioni di servizi specificatamente elencate
deroga assoluta => art. 7-quinquies => servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili
deroga relativa => art. 7-sexies => particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi
deroga relativa => art. 7-septies => particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi extra UE

LE INTERMEDIAZIONI

Il nuovo assetto normativo, in vigore dal 1° gennaio 2010, prevede che le prestazioni di intermediazione con rappresentanza (in cui il prestatore agisce in nome e per conto altrui) siano sostanzialmente suddivise in:

  • prestazioni di intermediazione rese a committenti soggetti passivi (B2B), per le quali trova applicazione la regola generale contenuta nell’art. 7-ter, DPR 633/1972 (tassazione nel Paese del committente), indipendentemente da dove è materialmente eseguita l’operazione sottostante;
Esempio Intrastat

Nota

A seguito delle modifiche apportate all’art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972, le intermediazioni prestate in favore di soggetti passivi nazionali, quando relative a: 1) beni in importazione, esportazione o transito, 2) trasporti internazionali di persone o beni, 3) noleggi e locazioni di navi, aeromobili, autoveicoli, vagoni ferroviari, cabine letto, containers e carrelli, adibiti ai trasporti internazionali non imponibili, 4) cessioni di licenze all’esportazione, 5) operazioni effettuate fuori dal territorio comunitario (c.d. operazioni “estero su estero”), vengono ora ricomprese tra i “Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali” risultando non imponibili IVA.
  • prestazioni di intermediazione rese a committenti privati (B2C), per le quali trova applicazione la deroga relativa contenuta nell’art. 7-sexies, c. 1, lett. a), DPR 633/1972 (tassazione nel luogo di effettuazione dell’operazione)
Esempio Intrastat

Normativa

Le intermediazioni relative a beni immobili (prestazioni di agenzia) sono invece disciplinate dall’art. 7-quater, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, e rilevano, in ogni caso, nel Paese in cui è situato l’immobile.

INTERMEDIAZIONI NEI CONFRONTI DI SOGGETTI IVA

La territorialità delle prestazioni di intermediazione rese a soggetti IVA non è più regolata da un criterio speciale ma rientra nella regola generale ex art. 7-ter, DPR 633/1972, che identifica il luogo di tassazione delle prestazioni rese a soggetti passivi, nel Paese in cui è stabilito il committente.

Quando le prestazioni di intermediazione sono eseguite per conto di un soggetto passivo, al fine di determinare l’assoggettabilità ad IVA delle stesse occorre discriminare tra committenti stabiliti in Italia ovvero all’estero (UE o extra UE).

committente soggetto passivo nazionale

Quando la prestazione viene effettuata a favore di un soggetto passivo IVA stabilito in Italia, la stessa si considera territorialmente rilevante ex art. 7-ter, DPR 633/1972, e, quindi, da assoggettare a IVA.

  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti IVA nazionali da parte di intermediari italiani, vanno assoggettate a IVA da parte dell’intermediario stesso, a meno che non riguardino operazioni di importazione, esportazione, transito o operazioni estero su estero, per le quali trova applicazione la non imponibilità IVA ex art, 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972
  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti IVA nazionali da parte di intermediari esteri (UE o extra UE), vanno assoggettate a IVA da parte del committente nazionale mediante emissione di autofattura. Quando riguardano operazioni di importazione, esportazione, transito o operazioni effettuate fuori dalla UE, occorre indicare nell’autofattura il titolo di non imponibilità IVA ex art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972
Esempio Intrastat

Esempio 1

Un agente italiano deve fatturare delle provvigioni ad una ditta italiana per la quale ha procacciato delle cessioni in Spagna. L’agente italiano emette fattura con IVA. Trattandosi di un’operazione interna non occorre presentare il relativo mod. INTRASTAT.
Esempio Intrastat

Esempio 2

Un agente italiano deve fatturare delle provvigioni ad una ditta italiana per la quale ha procacciato delle cessioni in Brasile. L’agente italiano emette fattura non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972. Non sussiste l’obbligo di presentare il relativo mod. INTRASTAT.
Esempio Intrastat

Esempio 3

Un agente tedesco deve fatturare delle provvigioni ad una ditta italiana per la quale ha procacciato delle cessioni in Germania. L’agente tedesco emette fattura senza IVA. La ditta italiana emette autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, integrando la fattura con aliquota e IVA. Presenta altresì il relativo mod. INTRASTAT.

committente soggetto passivo estero (ue o extra ue)

Quando la prestazione viene effettuata a favore di un soggetto passivo stabilito all’estero (UE o extra UE), la stessa non si considera territorialmente rilevante ex art. 7-ter, DPR 633/1972.

  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti passivi UE da parte di intermediari italiani, non vanno assoggettate a IVA. L’intermediario nazionale emette fattura senza IVA indicando nella stessa anche il numero di identificazione IVA attribuito al committente dal Paese UE di appartenenza
  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti passivi extra UE da parte di intermediari italiani, non vanno assoggettate a IVA. L’intermediario nazionale emette fattura senza IVA
Esempio Intrastat

Esempio 4

Un agente italiano deve fatturare delle provvigioni ad una ditta tedesca per la quale ha procacciato delle cessioni in Italia. L’agente italiano emette fattura senza IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972, e presenta il relativo mod. INTRASTAT.

INTERMEDIAZIONI NEI CONFRONTI DI SOGGETTI PRIVATI

Ai sensi del nuovo art. 7-sexies, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, quando le prestazioni di intermediazione sono eseguite per conto di un soggetto privato, al fine di determinare l’assoggettabilità ad IVA delle stesse occorre far riferimento al luogo di effettuazione dell’operazione oggetto dell’intermediazione.

operazione oggetto dellintermediazione effettuata in italia

Quando la prestazione viene effettuata a favore di un soggetto privato, la stessa si considera territorialmente rilevante solo se l’operazione oggetto dell’intermediazione è effettuata in Italia:

  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti privati da parte di intermediari italiani, vanno assoggettate a IVA. L’intermediario nazionale emette fattura con IVA
  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti privati da parte di intermediari esteri (UE o extra UE), vanno assoggettate a IVA in Italia. L’intermediario estero deve “aprire” una posizione IVA in Italia (mediante identificazione diretta, nomina di un rappresentante fiscale o tramite una stabile organizzazione in Italia)

operazione oggetto dellintermediazione effettuata allestero

Dato che l’operazione oggetto dell’intermediazione è effettuata all’estero (UE o extra UE), la prestazione di intermediazione non si considera effettuata in Italia:

  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti privati extra UE da parte di intermediari italiani, non vanno assoggettate a IVA. L’intermediario nazionale emette fattura senza IVA
  • le prestazioni effettuate per conto di soggetti privati UE da parte di intermediari italiani, vanno comunque assoggettate a IVA. L’intermediario nazionale deve “aprire” una posizione IVA nello Stato UE nel quale l’intermediazione va assoggettata ad IVA.

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3 comments to Servizi di Intermediazione

  • Luigi

    Avrei una domanda. Che tipo di costi accessori alla prestazione di intredediazione rientrano nel modello intra?
    Grazie

    ————————————
    Rispondo a: Luigi – maggio 24th, 2010 at 15:13

    Avrei una domanda. Che tipo di costi accessori alla prestazione di intermediazione rientrano nel modello INTRA? Grazie.

    Dal 1° gennaio 2010, i servizi di intermediazione con rappresentanza seguono tutti la stessa regola e non accompagnano la natura del rapporto cui essi si riferiscono (beni immobili, trasporti, consulenze, ecc.) come in precedenza.

    La nuova disciplina IVA distingue unicamente tra:

    • servizi resi a committenti soggetti passivi (B2B), per i quali trova applicazione la “regola generale” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, ossia il luogo ove è stabilito il committente;
    • servizi resi a committenti privati (B2C), per i quali trova applicazione l’art. 7-sexies, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, ossia il luogo ove si considerano effettuate le operazioni oggetto dell’intermediazione.

    Tuttavia, a seguito delle modifiche apportate all’art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972, le intermediazioni prestate in favore di soggetti passivi nazionali, quando relative a: 1) beni in importazione, esportazione o transito, 2) trasporti internazionali di persone o beni, 3) noleggi e locazioni di navi, aeromobili, autoveicoli, vagoni ferroviari, cabine letto, containers e carrelli, adibiti ai trasporti internazionali non imponibili, 4) cessioni di licenze all’esportazione, 5) operazioni effettuate fuori dal territorio comunitario (c.d. operazioni “estero su estero”), vengono ora ricomprese tra i “Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali” risultando comunque non imponibili IVA.

    Per quanto riguarda i costi accessori all’operazione principale, l’art. 12, DPR 633/1972, dispone che gli stessi seguano il medesimo trattamento previsto per l’operazione principale, ossia art. 7-ter, DPR 633/1972, per le prestazioni rese a soggetti IVA e art. 7-sexies, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, per le prestazioni rese ai privati consumatori.

    Per quanto riguarda la normativa INTRASTAT, gli elenchi riepilogativi relativi alle prestazioni di servizi devono includere le sole prestazioni previste dall’art. 7-ter, DPR 633/1972, per le quali l’imposta si rende dovuta nel Paese del committente soggetto passivo.

    Inoltre, negli elenchi non vanno incluse le prestazioni di servizi rese per le quali non è dovuta l’imposta nello Stato membro in cui è stabilito il committente, né quelle ricevute da un operatore residente da parte di un prestatore comunitario per le quali non è dovuta l’imposta in Italia.

    Tutto ciò premesso, si ritiene che i costi accessori alle prestazioni di intermediazione (se rientranti nella nozione di accessorietà prevista dall’art. 12, DPR 633/1972), seguano le stesse regole dell’operazione principale e, pertanto, debbano essere inclusi negli elenchi quando relative ad operazioni intercorse tra soggetti passivi IVA comunitari.

    Buon Lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • devivo77

    Salve, vorrei chiedere un chiarimento:
    Un agente spagnolo ha fatturato delle provvigioni ad una ditta italiana (noi) per la quale ha procacciato delle cessioni nella Dominica(Extra UE). L’esportazione è avvenuta e la ditta italiana ha emesso fattura Extra UE al cliende della Dominica, l’agente spagnolo ha emesso fattura senza IVA alla ditta italiana. La ditta italiana dovrà acquisire la fattura dell’agente emettendo autofattura non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972 ? La ditta italiana dovrà presentare altresì il relativo mod. INTRASTAT.?? Grazie

    ——————————————
    Rispondo a: devivo77 giugno 22nd, 2010 at 14:26

    Salve, vorrei chiedere un chiarimento. Un agente spagnolo ha fatturato delle provvigioni ad una ditta italiana (noi) per la quale ha procacciato delle cessioni nella Dominica (extra UE). L’esportazione è avvenuta e la ditta italiana ha emesso fattura extra UE al cliente della Dominica, l’agente spagnolo ha emesso fattura senza IVA alla ditta italiana. La ditta italiana dovrà acquisire la fattura dell’agente emettendo autofattura non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972? La ditta italiana dovrà presentare altresì il relativo mod. INTRASTAT? Grazie.

    Dal 1° gennaio 2010, la nuova disciplina IVA applicabile ai servizi di intermediazione con rappresentanza distingue tra:

    • servizi resi a committenti soggetti passivi (B2B), per i quali trova applicazione la “regola generale” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, ossia il luogo ove è stabilito il committente;
    • servizi resi a committenti privati (B2C), per i quali trova applicazione l’art. 7-sexies, c. 1, lett. a), DPR 633/1972, ossia il luogo ove si considerano effettuate le operazioni oggetto dell’intermediazione.

    Tuttavia, a seguito delle modifiche apportate all’art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972, le prestazioni relative a cessione di beni all’esportazione vengono ricomprese tra i “Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali” risultando non imponibili IVA.

    Con Circolare n. 12/E/2010, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in presenza di operazioni non imponibili o esenti, il committente/cessionario italiano deve comunque emettere autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, riportando sulla stessa gli estremi normativi in base ai quali l’operazione è non imponibile o esente.

    Nel Vostro caso specifico l’autofattura dovrà riportare l’indicazione: “Operazione non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 7), DPR 633/1972.” Il documento dovrà quindi essere annotato sia sul registro delle fatture emesse, sia su quello degli acquisti.

    L’operazione non va riepilogata nei modelli INTRASTAT in quanto il novellato art. 50, c. 6, DL 331/1993, dispone che gli elenchi riepilogativi delle prestazioni di servizi “non comprendono le operazioni per le quali non è dovuta l’imposta nello Stato membro in cui è stabilito il destinatario.”

    In conclusione, tengo a segnalarLe che il DL 40/2010 (c.d. “Decreto Incentivi”) ha introdotto l’obbligo, in capo a tutti i soggetti passivi IVA, di comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni riguardanti cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate e/o ricevute, con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nei cosiddetti Paesi “black list” di cui ai DDMM 4 maggio 1999 e 21 novembre 2001. Tra questi, proprio la Dominica.

    Con DM 30.3.2010 è stato previsto che la suddetta comunicazione vada presentata a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° luglio 2010, con periodicità mensile o trimestrale a seconda del volume degli scambi.

    Buon Lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

  • lucia

    Rispondo a:
    lucia

    “Salve, vorrei un chiarimento. Una società italiana che presta, per una società spagnola, un servizio d’intermediazione nella vendita di autovetture, emette fattura per le provvigioni ricevute. La fattura deve contenere l’IVA? Inoltre, la società italiana dovrà presentare il relativo mod. INTRASTAT?”

    Le prestazioni di intermediazione rese nei confronti di committenti soggetti passivi sono disciplinate dall’art. 7-ter, DPR 633/1972, che prevede la tassazione dell’operazione nel Paese del committente, indipendentemente dal luogo di esecuzione della prestazione e dalla nazionalità del prestatore.

    La società italiana deve quindi emettere una fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972, da riepilogare nei modelli INTRA riferiti ai servizi resi (mod. INTRA 1-quater).

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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