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Servizi di Trasporto
Ultimo Aggiornamento: 03/07/2010 - Numero Download: 475

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LA NUOVA DISCIPLINA IVA PER I SERVIZI DI TRASPORTO

Le regole concernenti la territorialità delle prestazioni di servizi ai fini IVA sono state radicalmente modificate dalla Direttiva n. 2008/8/CE (c.d. “Direttiva Servizi”).

Tali nuove disposizioni sono state recepite in ambito nazionale da un apposito decreto legislativo, approvato lo scorso 22 gennaio, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Esaminiamo la nuova disciplina IVA applicabile alle prestazioni di trasporto (passeggeri e merci) in vigore dal 1° gennaio 2010.

LA NUOVA DISCIPLINA IN SINTESI

Come noto (si veda la circolare n. 10/2009), la Direttiva n. 2008/8/CE ha modificato le regole relative alla territorialità delle prestazioni di servizi, rendendole di norma tassabili nel Paese UE in cui è stabilito il committente.

Tale regola generale contenuta nel nuovo art. 7-ter, DPR 633/1972, trova applicazione per le prestazioni di servizi c.d. “generiche”, per le quali, cioè, non sono previste specifiche deroghe ai criteri di territorialità.

Essa fissa come luogo dell’imposizione quello in cui avviene il consumo effettivo del servizio e, a tal fine prevede due criteri di ordine generale, a seconda della qualità del committente del servizio:

  • servizi resi nei confronti di soggetti passivi, nel qual caso il luogo di rilevanza territoriale ai fini IVA è quello in cui è stabilito il committente (c.d. “tassazione a destinazione”);
  • servizi resi nei confronti di privati, nel qual caso le prestazioni sono rilevanti nel luogo in cui è stabilito il prestatore (c.d. “tassazione all’origine”).

Tuttavia, la regola generale subisce tutta una serie di deroghe disciplinate dagli artt. da 7-quater a 7-septies:

deroga assoluta => art. 7-quater => particolari prestazioni di servizi specificatamente elencate
deroga assoluta => art. 7-quinquies => servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili
deroga relativa => art. 7-sexies => particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi IVA
deroga relativa => art. 7-septies => particolari prestazioni di servizi rese a committenti non soggetti passivi IVA extra UE

TRASPORTO DI BENI NEI CONFRONTI DI SOGGETTI IVA

La nuova disciplina non contempla specifici criteri per le prestazioni di trasporto merce per conto di soggetti IVA (imprese, professionisti, enti e associazioni cosi come definiti dal nuovo comma 2 dell’art. 7-ter, DPR 633/1972).

Trova quindi applicazione la regola generale che individua nel Paese in cui è stabilito il committente il luogo in cui l’operazione è territorialmente rilevante, a prescindere dalla tipologia del trasporto (nazionale, comunitario o extracomunitario).

  • committente soggetto passivo nazionale: la prestazione è territorialmente rilevante in Italia
  • committente soggetto passivo comunitario o extracomunitario: la prestazione non è territorialmente rilevante in Italia
operazioni tra soggetti passivi => la rilevanza territoriale ai fini IVA è collegata al Paese di residenza del committente a prescindere dal luogo ove viene svolto il trasporto
Esempio Intrastat

Esempio

E’ quindi rilevante ai fini IVA in Italia, quando il cliente è ivi stabilito, un trasporto di beni da Parigi a Madrid, come anche da Milano a Londra ovvero da Berna a Washington.

L’applicazione della regola generale comporta che anche i trasporti effettuati totalmente nel territorio nazionale nei confronti di committenti soggetti passivi non residenti non sono soggetti ad IVA per mancanza del requisito territoriale.

Esempio Intrastat

Esempio

Una società di trasporti italiana effettua un trasporto di beni da Ravenna a Napoli per conto di un operatore svizzero. La società italiana emette fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972.

Un’altra rilevante conseguenza delle nuove regole, è rappresentata dall’abrogazione dell’art. 40, c. 5, DL 331/1993, relativo ai trasporti intracomunitari di beni: gli operatori del settore non matureranno più plafond in relazione ai servizi di trasporto intracomunitario resi a clienti UE.

Infatti, i trasporti di beni intracomunitari effettuati nei confronti di soggetti passivi UE non sono più non imponibili ex art. 40, c. 5, DL 331/1193, ma fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972.

Attenzione Intrastat

Attenzione

Permane, tuttavia, la non imponibilità IVA ex art. 9, c. 1, n. 2), DPR 633/1972, prevista per i trasporti di beni in esportazione, in transito o in importazione temporanea, nonché per i trasporti relativi a beni definitivamente importati se già tassati all’atto dell’importazione stessa.
Esempio Intrastat

Esempio

Una società di trasporti italiana effettua un trasporto di beni da Ravenna a Monaco per conto di una ditta tedesca. La società italiana emette fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972, e presenta il relativo mod. INTRASTAT.
Esempio Intrastat

Esempio

Una società di trasporti italiana effettua un trasporto di beni da Ravenna a Parigi per conto di una ditta italiana. La società italiana emette fattura con IVA.
Esempio Intrastat

Esempio

Una società di trasporti spagnola effettua un trasporto di beni da Madrid a Ravenna per conto di una ditta italiana. La ditta italiana riceve una fattura senza applicazione dell’IVA da parte della società spagnola, emette autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972 (integrando la fattura con aliquota e l’importo dell’IVA e registrandola sia nel registro IVA acquisti, sia nel registro IVA vendite). Presenta il relativo mod. INTRASTAT.
Esempio Intrastat

Esempio

Una società di trasporti italiana effettua un trasporto di beni in esportazione da Ravenna a Zurigo per conto di una ditta italiana. Trattandosi di beni in esportazione, la società italiana emette fattura non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 2), DPR 633/1972. La fattura concorre a formare plafond.

TRASPORTO DI BENI NEI CONFRONTI DI SOGGETTI PRIVATI

In questo caso occorre distinguere tra:

  • trasporti intracomunitari di beni ex art. 7-sexies, c. 1, lett. c), DPR 633/1972;
  • trasporti di beni diversi dal trasporto intracomunitario ex art. 7-sexies, c. 1, lett. b), DPR 633/1972.
Normativa Intrastat

Normativa

Per trasporto intracomunitario di beni è da intendersi un trasporto il cui luogo di partenza e il cui luogo di arrivo sono situati nel territorio di due Stati UE diversi.

Nel primo caso, la prestazione risulta soggetta a IVA in Italia solo se il trasporto ha inizio nel territorio nazionale. Non assume alcuna rilevanza la nazionalità del committente (comunitario o extracomunitario).

Esempio Intrastat

Esempio

Un soggetto privato tedesco incarica una ditta italiana di effettuare un trasporto da Ravenna a Monaco. Considerato che il trasporto ha inizio in Italia, la prestazione va assoggettata ad IVA.

Gli altri tipi di trasporto (nazionali o internazionali), invece, sono territorialmente rilevanti in Italia in ragione della tratta percorsa in territorio italiano, indipendentemente dalla nazionalità (UE o extra UE) del committente.

Ne consegue che i trasporti nazionali di beni eseguiti per conto di clienti privati sono sempre da assoggettare ad IVA, mentre quelli internazionali, il cui luogo di partenza o arrivo è situato in un Paese extra UE, rientrano nell’ambito di applicazione dell’IVA limitatamente alla distanza percorsa in Italia e risulteranno non imponibili ex art. 9, c. 1, n. 2), DPR 633/1972.

Esempio Intrastat

Esempio

Un soggetto privato svizzero incarica una ditta italiana di effettuare un trasporto da Ravenna a Berna. La parte di trasporto effettuata fuori dal territorio nazionale risulta fuori campo IVA ex art. 7-sexies, c. 1, lett. b), DPR 633/1972. La tratta eseguita in Italia risulta invece non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 2), DPR 633/1972.

Con l’ausilio di una tabella riepiloghiamo le nuove regole IVA applicabili dal 1° gennaio 2010:

trasporto intracomunitario di beni
prestatore committente criterio di territorialità
ita – ue – extra ue soggetto passivo luogo in cui è stabilito il committente
ita – ue – extra ue privato luogo di inizio del trasporto
trasporto di beni diverso dal trasporto intracomunitario
prestatore committente criterio di territorialità
ita – ue – extra ue soggetto passivo luogo in cui è stabilito il committente
ita – ue – extra ue privato in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato

ATTIVITA’ ACCESSORIE AI TRASPORTI

Sono le prestazioni di carico, scarico e trasbordo merci, eseguite in occasione di un autonomo trasporto di merci.

Normativa Intrastat

Normativa

Costituiscono operazioni “simili” a quelle di carico, scarico e movimentazione, le prestazioni di trasbordo, manutenzione, stivaggio, disistivaggio, pesatura, misurazione, controllo, refrigerazione, magazzinaggio, deposito e custiodia.

Anche in questo caso occorre distinguere tra prestazioni rese a committenti soggetti passivi d’imposta (B2B) e prestazioni rese a committenti privati (B2C).

committente soggetto passivo

Per le prestazioni accessorie non sussistono più differenze tra le prestazioni rese nell’ambito dei trasporti comunitari e quelle rese in occasione di un trasporto diverso (nazionale o internazionale).

Sono dunque da assoggettare a IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972, le prestazioni eseguite per conto di un committente nazionale (a prescindere dal luogo ove sono fornite), mentre non sono rilevanti ai fini IVA, le prestazioni eseguite per conto di soggetti passivi stabiliti all’estero (comunitari e non) ancorché materialmente eseguite in Italia.

committente privato

Ai sensi dell’art. 7-sexies, c. 1, lett. d), DPR 633/1972, sono soggette a IVA solo se eseguite nel territorio nazionale (anche se effettuate da soggetti stabiliti all’estero). Le stesse prestazioni, quando eseguite all’estero, risultano escluse da IVA anche se eseguite da soggetti passivi italiani.

attività accessorie ai trasporti
prestatore committente criterio di territorialità
ita – ue – extra ue soggetto passivo luogo in cui è stabilito il committente
ita – ue – extra ue privato luogo di esecuzione dell’operazione

TRASPORTO PASSEGGERI

Le prestazioni di trasporto di passeggeri continuano a essere considerate territorialmente rilevanti nel Paese in cui si svolge materialmente il trasporto.

Sono quindi soggetti ad IVA i trasporti effettuati interamente sul territorio nazionale, mentre, per i trasporti intracomunitari o internazionali risulta rilevante la sola tratta effettuata nel territorio italiano (pur non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 1), DPR 633/1972).

Esempio Intrastat

Esempio

Una società di trasporti italiana effettua un trasporto di passeggeri da Ravenna a Roma per conto di una ditta nazionale. La società italiana emette fattura con IVA.
Esempio Intrastat

Esempio

Una società di trasporti italiana effettua un trasporto di passeggeri da Ravenna a Madrid per conto di una ditta nazionale. La tratta di trasporto effettuata fuori dal territorio nazionale risulta fuori campo IVA ex art. 7-quater, c. 1, lett. b), DPR 633/1972, la parte di trasporto effettuata sul territorio nazionale risulta non imponibile IVA ex art. 9, c. 1, n. 1), DPR 633/1972.

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1 comment to Servizi di Trasporto

  • rvc

    Rispondo a:
    rvc

    “Nel caso di committente e prestatore entrambi soggetti IVA Italiani (non privati consumatori) se è “rilevante ai fini IVA in Italia, quando il cliente è ivi stabilito, un trasporto di beni da Parigi a Madrid, come anche da Milano a Londra ovvero da Berna a Washington”, come deve essere considerato un trasporto da Parigi (UE) a New York (extra UE)? Interamente assoggettato ad IVA oppure non imponibile art. 9? In sostanza, si considerano esportazioni solo i trasporti di merce dal territorio Italiano a quello extra UE o anche da qualunque Stato UE verso extra UE? Grazie a chi mi fornirà una risposta.”

    Dal 1° gennaio 2010, le prestazioni di trasporto di beni poste in essere tra soggetti passivi IVA seguono il criterio del “luogo di stabilimento del committente” ex art. 7-ter, c. 1, lett. a), DPR 633/1972.

    Se la prestazione viene effettuata a favore di un committente italiano, l’operazione si considera effettuata in Italia a prescindere dal luogo ove viene eseguito il trasporto.

    Permane, tuttavia, la non imponibilità IVA per le operazioni qualificate come servizi internazionali (o connessi agli scambi internazionali) dall’art. 9, DPR 633/1972.

    In particolare, ai sensi dell’art. 9, c. 1, n. 2), DPR 633/1972, beneficiano, in modo oggettivo, del regime di non imponibilità IVA, i trasporti relativi a beni in esportazione, in transito, in importazione temporanea o definitiva.

    Relativamente ai beni in importazione definitiva, sono da considerarsi non imponibili esclusivamente i trasporti relativi a beni in importazione dichiarati in dogana “franco destino”. Per questi beni, infatti, il corrispettivo dichiarato in dogana comprende anche il costo del trasporto sino al luogo di destinazione.

    Per poter fruire dello speciale regime di non imponibilità dell’imposta è comunque necessario comprovare che la prestazione si riferisce effettivamente a beni oggetto di esportazione, transito o importazione.

    La prova può essere costituita da una copia del documento doganale dei beni entrati o usciti dal territorio nazionale o dagli estremi della bolletta doganale. In mancanza di tali evidenze l’operazione va assoggettata a imposta.

    Peraltro, come precisato dalla Risoluzione n. 426768/1984, la prestazione di trasporto deve essere direttamente riferibile a beni che, al momento dell’effettuazione dell’operazione, abbiano già ricevuto una delle suddette destinazioni doganali.

    Buon lavoro.

    Lo Staff di Intrastat.biz

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